Riavvolgiamo il nastro della memoria a domenica 17 febbraio 1991.
Anche in quella stagione il Napoli viene a Pisa con lo scudetto sul petto ma se la pasa molto peggio di oggi. La squadra allenata da Albertino Bigon ĆØ decima con 19 punti come il Bari. Il Pisa, quart’ultimo in quel momento e comunque in zona retrocessione, ha 16 punti. Quindi ĆØ quasi a contatto con i partenopei che in quel momento rischiano addirittura di essere coinvolti nella lotta per non retrocedere.
Il Pibe con la 9
Diego Armando Maradona non sta attraversando un grande periodo dopo i mondiali del 1990. Napoli lo ama ma quasi in tutte le trasferte arrivano fischi come nella finale Germania-Argentina all’Olimpico, persa per 1-0 dall’albiceleste, e la sua avventura in Italia sta quasi per finire. L’asso argentino entra con la fascia di capitano all’Arena ma non con il solito numero 10 che Bigon affida a Gianfranco Zola. L’emergente talento pescato due anni prima in serie C alla Torres. Maradona gioca con il numero 9 e viene marcato da Roberto Bosco.
Bosco blocca Maradona
Il libero nerazzurro gli concederĆ poco o niente a parte un cross in rovesciata che non spaventa troppo la difesa nerazzurra. La foto di quella giocata fa ancora oggi bella mostra nel sottopasso dell’Arena che porta agli spogliatoi. Bosco ai microfoni di Marcello Giannini alla domenica sportiva risponde alla domanda se il fatto che Maradona abbia combinato poco sia più merito della giornata grigia come il cielo pisano di Maradona o della sua marcatura: “Credo sia merito mio. Anche se non ĆØ al meglio della condizione Maradona resta un giocatore da temere per tutti novanta minuti. Se ti concedi una distrazione lui ti castiga, quindi penso il merito sia mio”.
Lo scambio
A fine partita Bosco scambierĆ la sua maglia con lāasso argentino, in una delle sue ultime partite in serie A prima della squalifica dopo il controllo anti doping successivo a Napoli-Bari del 17 marzo del 1991. Quella maglia numero 9 verrĆ consegnata dallo stesso Bosco ad Aste Bolaffi nel 2018. La 9 rossa con scudetto sul petto sarĆ venduta per 15mila euro a un collezionista britannico come riporta il sito ufficiale della casa d’aste.
La partita
La partita ĆØ interpretata meglio dal Pisa che neutralizza anche l’ex Incocciati impiegato nel tridente d’attacco con Maradona e Zola in un Napoli orfano dell’indisponibile Careca. Il Pisa sfiora il gol con un colpo di testa di Calori e impegna spesso Galli che ĆØ attento su un tiro da fuori areadi Simeone.
Nella ripresa però il Napoli va subito in gol alla prima vera occasione con Ferrara che anticipa il portiere Simoni, uscito male dalla porta, e mette in rete di testa. Lo svantaggio non abbatte il Pisa che continua a creare occasioni, Galli è di nuovo reattivo su Simeone, e a pressare un Napoli che è a caccia della prima vittoria in trasferta.
Il pareggio arriva al 60′ con un’azione micidiale: rinvio di Galli intercettato da Chamot che cede a Dolcetti, con il 10 sulle spalle, immediata verticalizzazione per Padovano che mette a sedere Ferrara e batte Galli. E’ l’1-1 festeggiato con una capriola dall’attaccante nerazzurro. Alla nona rete in campionato. Alla fine saranno 11. La gara resta in bilico ed ĆØ sempre emozionante ma il punteggio non cambia. Finisce 1-1.
Romeo e le pagelle
Un punto che soddisfa il presidente Romeo Anconetani: <Abbiamo pareggiato con i campioni d’Italia, certo che posso essere contento>. Vediamo le pagelle. L’UnitĆ da 7,5 a Dolcetti, migliore in campo, 7 a Bosco e 6,5 a Padovano. Nel Pisa l’unico insufficiente ĆØ Simoni 5,5. Nel Napoli Maradona prende comunque 6,5, mentre il migliore ĆØ Ferrara che ottiene un 7. Probabilmente generoso il 6,5 all’arbitro Sguizzato di Verona che nel finale estrae solo un giallo a Corradini per l’entrata da rosso diretto su Simeone. Quel pareggio ĆØ l’ultimo punto ottenuto sulla panchina del Pisa da Mircea Lucescu che sarĆ esonerato tre settimane più tardi. Dopo la sconfitta di Cagliari.
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Io c’ero,avevo 13 anni… Maradona col 9 evento storico.