Ecco il testo del video pubblicato da Marius Marin sul canaleĀ Instagram di Pisa I’M.
āCara Pisa, non ĆØ facile trovare le parole giuste quando arriva il momento di salutare.
Dopo otto anni, questa città per me non è stata soltanto una tappa della carriera. Pisa è stata casa. Anzi, più di una casa: la prima vera casa della mia vita da uomo.
Sono arrivato qui da ragazzo, da solo, con una valigia piena di sogni e di paure. Oggi me ne vado con una moglie, un figlio, tantissima esperienza e soprattutto con il cuore pieno di ricordi che porterò con me per sempre.
La prima cosa che sento di fare ĆØ ringraziare. Ringraziare la societĆ che ha creduto in me fin dal primo giorno. Ringraziare tutti i compagni che ho avuto in questi anni, lo staff, i magazzinieri e tutte le persone che lavorano dietro le quinte. E tutti gli allenatori che hanno fatto parte del mio percorso.
Un grazie speciale va a mister DāAngelo. Per me non ĆØ stato soltanto un allenatore. Mi ha fatto diventare un giocatore, ma soprattutto un uomo. Lui, Taddei e la sua famiglia li porterò sempre dentro di me come una seconda famiglia.
E poi grazie a Pippo Inzaghi, perchĆ© mi ha dato lāopportunitĆ di realizzare quel sogno per cui ero venuto a Pisa: portare questa cittĆ in Serie A dopo 34 anni.
Il momento più bello è stato sicuramente il raggiungimento della Serie A. à qualcosa che resterà nella storia e dentro il mio cuore per sempre. Un momento iconico che non dimenticherò mai è stata la finale di Trieste.
Quella sera ho visto davvero cosa significa essere tifosi del Pisa. Perché è facile esserlo quando si vince, quando sei in Serie A. Ma i veri tifosi li riconosci nei momenti difficili, nei chilometri fatti, nelle lacrime, nelle voci che non smettono mai di cantare.
E io il popolo pisano lāho capito davvero in questi otto anni. Anche nelle stagioni più dure, anche questāanno, il tifo non ĆØ mai mancato. La gente ha continuato a credere in questa squadra e in questi colori.
Per questo il coro che porterò sempre dentro sarĆ āUna vita in mezzo ai guaiā. PerchĆ© il Pisa ĆØ questo: sofferenza, orgoglio, appartenenza. E chi ama davvero questi colori lo sa.
Ci sono stati compagni che per me sono diventati fratelli. Allāinizio erano Tano, Birindelli e De Vitis. E questāanno, con Caracciolo e Calabresi, ho ricreato quel trio speciale che mi ha fatto sentire di nuovo a casa, dentro uno spogliatoio.
Ai tifosi voglio dire grazie soprattutto per una cosa: mi avete apprezzato prima come uomo e poi come calciatore. E questa è la vittoria più grande che porto con me.
In questi anni ho sentito tante cose su di me. Notizie false, voci di mercato, persone che dicevano che sarei andato via ogni estate. Ma la veritĆ ĆØ che io sono sempre rimasto. PerchĆ© volevo concretizzare questo sogno insieme a voi. E alla fine ce lāabbiamo fatta.
Forse per tanti non ero un giocatore da Serie A, ma io so quanto ho dato per questa maglia e per questa città . I giocatori passano, vanno e vengono. Quello che ho dato io a questi colori è qualcosa che non si può spiegare facilmente.
Lāunico rimpianto ĆØ non poter salutare questa piazza nel modo che avrei voluto. Ma non ho rimpianti per il resto, perchĆ© rifarei tutto da capo. Ogni battaglia, ogni sacrificio, ogni anno vissuto insieme.
Porterò Pisa sempre con me, in ogni parte dāEuropa, in ogni stadio, in ogni momento della mia vita.
Grazie Pisa.
Il vostro Mariusā.
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Grazie a te Marius, il tuo attaccamento alla maglia lo hai sempre dimostrato, Pisa non ti dimenticherĆ , in bocca al lupo per il tuo futuro šš»šš»šŖš»
In bocca al lupo š¤
Grande Marin!! Neppure noi Ti dimenticheremo facilmente. Buona fortuna e buon futuro. Ci Mancherai!!…
Perdonate la mia ” ignoranza ” ma dove va? In Polonia? Siviglia?