L’analisi della stagione reparto per reparto

Dopo i portieri è il turno dei difensori centrali. Simone Canestrelli è il più presente dell'intera rosa ma ha fatto fatica, come tutto il reparto, a reggere l'urto del salto di categoria.

La difesa è un reparto che ha sofferto particolarmente il salto di categoria.

Alla fine la squadra ha giocato con la difesa della serie B. I vari Caracciolo, Calabresi e  Canestrelli hanno dovuto cantare e portare la croce. Gli acquisti non sono stati all’altezza della situazione. O troppo avanti con gli anni, Albiol, o troppo poco esperti come ad esempio Lusuardi, titolare ad inizio stagione, e Bozhinov. Acquisto deludente di gennaio. Gli infortuni, che non sono un alibi, hanno fatto il resto. Alla fine la squadra ha incassato 71 gol. Peggio di tutti per distacco. Ovviamente il reparto è da bocciare senza appello. Se applichiamo la vecchia scala dei voti scolastici* in lettere è una E, come per i portieri, ovvero quella più bassa e che corrisponde a una netta insufficienza.

Canestrelli

Il più presente dell’intera rosa è uno dei giocatori che ha pagato lo scotto con il salto di categoria. Troppi gli errori evidenti e le ingenuità. Se in B era stato titanico nel gioco aereo in serie A ha pagato dazio anche in questo fondamentale. Vedi il gol di Simeone a Torino. Va definitivamente a picco nella fase finale del campionato. L’unica soddisfazione è la rete dell’illusorio vantaggio con il Genoa. Per lui quello contro il Grifone è il primo gol in serie A.

37 presenze, 36 da titolare,1 gol, 3.201 minuti in campo.

Caracciolo

Assieme a Canestrelli è l’unico oltre i tremila minuti in campo. Il capitano fa quel che può in marcatura ma in velocità va sempre in difficoltà. Spesso capita che anche nell’anticipo, suo pezzo forte, vada in difficoltà. Bravo contro giocatori fisici, penso a Pellegrino del Parma, ma in difficoltà con i più dotati sul piano tecnico e dribblomani di professione. Non demerita sul piano della grinta anche se la fatica è tanta. e gli errori gratuiti non sono mancati. A Roma contro i giallorossi ma anche a Parma. Giusto per citare le partite più recenti. Si prende la soddisfazione di realizzare la sua prima doppietta in A nell’unica vittoria dell’era Hiljemark contro il Cagliari.

35 presenze, 34 da titolare, 2 reti, 3.073 minuti in campo.

Calabresi

E’ l’ultimo a mollare la presa. Anche lui ovviamente commette i suoi errori, non a caso il Pisa è arrivato ultimo ed è la peggior difesa del campionato, ma ha combattuto con grande valore. Giocando spesso anche con problemi alla spalla. Ci ha messo spesso la faccia. In campo e fuori. Contro il Cagliari ha suonato al carica e ha conquistato caparbiamente il rigore che ha dato la svolta alla partita. Nell’ultima sfida con la Lazio è stato determinante nell’azione che ha portato al gol di Moreo rubando palla sulla trequarti.

26 presenze, 17 da titolare, 1.514 minuti in campo.

Bozhinov

Ha fatto vedere davvero poco. Anzi, quel poco che ha fatto vedere è stato decisamente deludente. Errori evitabili come il doppio giallo di Cremona maturato nel giro di 23 minuti. A Firenze e contro la Lazio ha fornito prestazioni decisamente di basso profilo. Dove non riusciva neppure a fare neppure le cose più semplici. Leggermente in ripresa a Parma prima delle ultime gare da incubo. Va rivisto perché ha solamente 20 anni e magari stupirà tutti. I mezzi fisici sono dalla sua parte ma per questa stagione l’impatto però è stato davvero duro.

9 presenze, 8 da titolare, 610 minuti in campo.

Albiol

Presentato come l’uomo di esperienza non si è quasi mai visto a causa degli infortuni. Un assist contro l’Ascoli ma anche grandi difficoltà. A Como viene letteralmente travolto dalla velocità dei lariani. A 40 anni non poteva fare la differenza in una squadra che aveva bisogno di forze più fresche. Un assist contro il Cagliari ma anche una leggerezza sul gol di Pavoletti. La sua avventura a Pisa è già finita.

8 presenze, 5 da titolare, 500 minuti in campo.

Coppola

Il futuro può essere suo. Il suo esordio in A, con Gilardino,  è una nota lieta. Nel giorno della prima gioca 70 minuti ottimi contro il Como all’Arena prima di commettere un paio di ingenuità nel finale. Soprattutto quella che causa il rigore. Si prende anche i complimenti di Fabregas. La personalità non gli manca ma in casa di Inter e Juventus finisce nel tritacarne degli attaccanti avversari. Conceicao se lo sogna anche la notte. Però con Atalanta e Bologna ha fatto delle buone prestazioni. In B non troverà certo le bocche di fuoco che ha trovato in A. Giusto puntare su di lui. Inoltre la stagione è stata anche condizionata dall’infortunio della scorsa estate.

7 presenze, 5 da titolare, 458 minuti in campo.

Denoon

Ingiudicabile. Due partite da titolare e il problema alla caviglia che ha frenato la sua stagione.

2 presenze, entrambe da titolare, 122 minuti in campo.

Lusuardi

L’impatto non era stato dei migliori. Con Roma, Udinese e Napoli è stato l’anello debole della difesa. Poi l’infortunio e il passaggio in prestito a gennaio alla Reggiana. Dove ha fatto buone cose malgrado la retrocessione in C dei granata.

3 presenze, tutte da titolare, 198 minuti in campo.

Bonfanti

Preso di nuovo in prestito dall’Atalanta non ha convinto. A gennaio è tornato definitivamente a Bergamo dove i lombardi lo hanno prestato in B allo Spezia. Retrocesso in C.

9 presenze, 6 da titolare, 494 minuti in campo.

VOTO DI REPARTO: E

Legenda

* La scala dei voti in lettere è la seguente.

A-ottimo

B-Buono

C-sufficiente

D -scarso

E-nettamente insufficiente

2-continua

 

 

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