Dopo portieri e difensori tocca agli esterni.
Anche qui il giudizio complessivo del reparto è decisamente negativo. Con dei distinguo. Touré, che ha iniziato a giocare esterno con continuità soprattutto con Inzaghi, era stato uno dei punti fermi fino a quando la squadra aveva ancora qualche speranza. Per Gilardino era indispensabile.
Le cose sono cambiate con Hiljemark che ha dato più spazio a Leris, che comunque non è naufragato come altri, che ha dato poco spazio al tedesco. Che era l’arma in più sul piano fisico. Angori ha pagato dazio per il salto di categoria ma è giovane e può rifarsi. Cuadrado delusione totale, Iling Junior è stato invece un oggetto misterioso del brutto mercato invernale del club.
Touré
Al netto dell’ingenua espulsione di Bologna era stato uno dei punti fermi di Gilardino che aveva capito che la sua fisicità poteva fare la differenza. Senza tanti fronzoli: cerchiamo Touré sulla destra poi lui la prende di testa e qualcosa combiniamo. Giocata semplice ma che poteva risultare ancora più efficacie se gli avanti e gli incursori nerazzurri avessero approfittato delle mille spizzate di testa del tedesco. Decisivo contro la Cremonese con il gol della prima vittoria in A dopo oltre 34 anni. Unica dell’era Gilardino. Con Hiljemark si è visto davvero poco. E quando è stato rilanciato le sue prestazioni sono state negative vedi Roma.
32 presenze, 26 da titolare, 2.279 minuti in campo, 1 gol.
Angori
Non ha divorato la fascia sinistra come in serie B ma è comprensibile. Ha 22 anni e solo nel 2024 giocava in C a Pontedera. Ha provato a migliorare la fase difensiva ma non è stato semplice. Quando arrivano gli esterni davvero forti diventa dura arginarli. Anche lui è stato bravo contro il Cagliari, sia all’andata che al ritorno, dove ha limitato il talentuoso Palestra. Nel complesso Angori paga anche l’andazzo generale ma sia chiaro che poteva fare di più. Anche davanti alla porta, vedi le occasioni mancate contro Genoa e Lazio nel finale di stagione. Un campionato sotto tono ma non merita la bocciatura definitiva. Può crescere.
35 presenze, 30 da titolare, 2.599 minuti in campo, 0 gol, 2 assist.
Leris
La volontà non manca e va detto che non era facile ripartire dopo l’infortunio al crociato. Un po’ di personalità ha provato a mettercela ma anche lui ha fatto spesso grande fatica nella fase di non possesso. Con Gilardino a volte veniva utilizzato anche a sinistra oppure a destra in corso d’opera. Come a Cagliari quando ha servito a Moreo una gran palla per la rete del 2-2. Preziosa la rete dell’1-1 in casa del Genoa. Si guadagna anche un rigore, poi sbagliato da Nzola, contro il Como. Con Hiljemark ha preso di fatto il posto di Touré a destra. Ha segnato un gol al Lecce nella sera della retrocessione in B. Nel complesso è l’esterno che incide di più in zona gol con ben cinque episodi decisivi. Durante la stagione ha giocato anche da mezzala e trequartista. A destra però ha fatto oggettivamente qualcosa in più.
34 presenze, 21 da titolare, 1.900 minuti, 2 gol e 3 assist.
Cuadrado
Doveva portare esperienza sulle fasce ed invece si è rivelata una vera delusione. Due sole gare da titolare contro Lazio e Cremonese nella prima parte del campionato. Stagione complicata anche per un infortunio ma quando è stato chiamato in causa ha deluso. E’ andato a segno su rigore in casa del Milan e quando calcia e crossa si vede che ha giocato ai massimi livelli. Ma qui era probabilmente fuori contesto. Poco abituato a lottare per portare a casa la salvezza e in fase calante per età e acciacchi vari. Insomma, a conti fatti il Pisa ha sbagliato gli uomini che dovevano portare quella conoscenza della serie A ad una squadra quasi digiuna della massima categoria. In compenso si è guadagnato fischi in tutti gli stadi dove ha messo piede. Soprattutto in quelli in cui aveva giocato.
19 presenze, 2 da titolare, 1 gol, 506 minuti in campo.
Iling Junior
Arriva alla fine del mercato invernale in prestito secco dagli inglesi dell’Aton Villa dopo un lungo inseguimento da parte del club nerazzurro. In casa della Fiorentina l’unica gara da titolare. Un solo tempo in campo e prestazione da dimenticare. Il pallone lo ha toccato poche volte. Contro il Milan, la settimana prima, un paio di folate da subentrato. Sarà un fuoco di paglia. Spesso non è neppure tra i convocati. Delusione gigantesca ma che non sorprende molti visto che la prima parte di stagione aveva giocato in Championship, con il West Bromwich Albion, e non è più quello visto in Italia soprattutto alla Juventus.
5 presenze, 1 da titolare, 110 minuti in campo.
Esteves
Merita la citazione come segno di speranza. Gilardino lo fa tornare in campo dopo 17 mesi dall’infortunio partito nell’amichevole contro l’Inter concedendogli uno spezzone contro il Como. Tra gli applausi del pubblico. A gennaio va in prestito secco a Bari dove retrocede in C con i pugliesi. Adesso il Pisa lo attende di nuovo. Il talento non manca allo sfortuna esterno destro portoghese.
1 presenza, 0 da titolare, 14 minuti in campo.
N.B.: i vari Lorran, Stengs e Tramoni gli abbiamo messi nell’analisi dedicata a trequartisti ed esterni offensivi.
VOTO DI REPARTO: E
Legenda
* La scala dei voti in lettere è la seguente.
A-ottimo
B-Buono
C-sufficiente
D -scarso
E-nettamente insufficiente
3-continua
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Alberto Pirovine la tua mallia è quella del Napoli, lascia perdere il Pisa
Analisi? Quelle del sangue può darsi
nn c è stato nessun reparto, solo indossatori di mallie
Nakata, strofe.