Il racconto di un giorno indimenticabile.
Per far capire cosa ĆØ stata quella partita bisogna per forza partire da una settimana prima. Il Pisa di Piero Braglia (nella foto) perde, tra mille polemiche, per 1-0 la finale di andata a Monza davantiaĀ tanti tifosi nerazzurri che escono delusi dal Brianteo ma pronti all’ultima battaglia. Serve la vittoria con due gol di scarto per andare in B al novantesimo. Con un gol in più del Monza si va ai supplementari e se i brianzoli non segnano il Pisa ĆØ promosso per il miglior piazzamento in campionato.
Caccia al biglietto
Tra sogno, tra l’occasione di sfruttare il fattore campo e le paure di non farcela per l’ennesima volta i tifosi all’indomani della sconfitta in Brianza si presentano davanti ai botteghini giĆ dalle sei del mattino. File interminabili e la paura matta di non trovare quel tagliando che tutti vogliono avere. Il sold-out in curva arriva nel giro di poche ore, non c’era la facilitĆ di oggi nel poter fare il biglietto on line, e poi finisce tutta esaurita anche la vecchia cara Arena. Che si prepara al giorno più atteso.
L’attesa e la vigilia
La squadra si allena all’Arena a porte aperte. Più che schemi, marcature e quant’altro Braglia vuole cercare di allentare la pressione. Un po’ come quanto si porta lo studente a cena fuori la notte prima degli esami di maturitĆ . E la notte prima della partita ĆØ quella più bella. E’ la sera del 16 giugno, c’ĆØ la Luminara di San Ranieri. Qui la tensione ĆØ palpabile. Si incontrano facce che conosci da una vita e che magari non sai dargli un nome. E ti abbracci perchĆ© senti che succederĆ . Deve succedere.Ā Come in una canzone di Vasco Rossi le fantasie volano libere.
Dall’alba al fischio d’inizio
La notte, poi arriva il giorno. E qui c’ĆØ da prepararsi al meglio. Nessuno vuole stare in casa. A porta a Lucca si vedono giĆ sciarpe e bandiere fin dal mattino. Eppure si gioca alle 16,30. Dopo tanta attesa i tifosi entrano allo stadio piuttosto presto. LāArena ĆØ strapiena giĆ due ore prima del fischio dāinizio. I cori del pre partita sono tutti per Braglia, tornato in panchina dopo due giornate di squalifica,Ā che si commuove e ringrazia. Pochi giorni dopo passerĆ alla Lucchese ma il divorzio era nellāaria. E’ lui, assieme a al direttore sportivo Gianluca Petrachi, l’architetto di quella squadra. Allāingresso in campo delle squadre ĆØ tutto uno sventolare di bandiere nerazzurre. Coreografia semplice ma di sostanza. Lo stadio porta i colori nerazzurri eĀ biancorossi. Nel secondo caso ĆØ più il biancorosso della cittĆ , che quel giorno vive un moto d’orgoglio incredibile, che quello del Monza ambizioso per il quale tifa Adriano Galliani.Ā All’epoca amministratore delegato del Milan di Silvio Berlusconi che ha appena vinto la Champions League con due futuri tecnici nerazzurri sugli scudi: Gennaro Gattuso e Filippo Inzaghi.
Ceravolo! e scoppia il boato
La partita ĆØ di quelle toste perchĆ© il Monza si difende bene e non ĆØ facile entrare in area. Al 40ā² il compianto Fabrizio Ferrigno, il quale giocò i playoff con le vertebre rotte, allarga a sinistra perĀ Cristian Biancone, pronto a servire dalla parte oppostaĀ Fabio CeravoloĀ che anticipa tutti e la mette in rete sotto la curva Nord. Eā lui lāuomo del destino. Arrivato a gennaio dalla Reggina, in cambio del portiereĀ Christian Puggioni, segna tre gol ai playoff. Ed ĆØ decisivo come nella doppia semifinale contro il Venezia. Il boato dopo quella rete risuona sempre nella mente di chi era lƬ quel giorno.
Resistenza e Ciotola gol
Nella ripresa il Pisa non ha la forza di trovare il raddoppio e riesce comunque a gestire portandola ai supplementari dove le squadre sono senza energie. Qui viene fuori lāesperienza della squadra nerazzurra che la mette anche sul piano fisico concedendo zero tiri o quasi agli avversari. Il Monza chiede un rigore per un contatto in area traĀ ZattarinĀ eĀ Borgobello, lāarbitroĀ PaoloĀ ValeriĀ dice di no e si va ai supplementari. La gara ĆØ tesa e vola anche qualche pallone in tribuna. Ma va bene cosƬ.
A due minuti dalla fine Biancone serveĀ Ā Nicola Ciotola, subentrato proprio a Ceravolo nella ripresa,Ā che va via sulla destra, salta un paio di avversari fa una finta, entra in area e scavalca con un pallonettoĀ Rotoli.Ā La palla entra lentamente in rete e cancella di colpo 13 anni di grandi sofferenze sportive. Eā il gol del definitivo 2-0.
La festa più bella
Eā la serie B, Pisa ĆØ in festa. La gioia per la promozione diventa l’occasione per una specie di seconda Luminara. Stavolta la gente si lascia andare davvero a una gioia irrefrenabile mentre la squadra sfila con il bus scoperto sui lungarni. Una notte indimenticabile che sancisce in maniera forte il legame tra la squadra e la cittĆ . E si fa festa fino allāalba. Alle spalle vengono lasciati 13 anni dove la tifoseria ha conosciuto la lenta e difficile risalita dall’Eccellenza passando per le vittorie nel C.n.d e in C2. Tra campi di patate e delusioni cocenti. I nomi di Brescello e Albinoleffe sono ancora incubi per chi tifa Pisa e inizia ad avere qualche capello bianco. Solo 12 mesi prima di quel Pisa-Monza i nerazzurri si salvarono ai playout con la Massese, gol in peno recupero di Eddy Baggio, evitando una clamorosa retrocessione in C2. Per questo e per una squadra, che non ĆØ stata la migliore della storia del Pisa ma quella con più fame, che la cittĆ quel 17 giugno si ĆØ lasciata andare. Forse solo per la conquista della serie A ha gioito allo stesso modo. Quando penso al 17 giugno penso però anche alla fine di un sogno. Bellissimo e maledetto, quasi infinito. Finalmente realizzato.
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