Perché il 21 giugno non può essere un giorno qualsiasi per tutti i pisani.
Quel giorno lo abbiamo raccontato in tutte le salse. Chi lo ha vissuto lo ricorda per filo e per segno. Anche chi era più piccolo. Da quando si è alzato per fare colazione fino a quando ha fatto festa sognando di fermare il tempo. Gli eroi di Cremona, miglior definizione Romeo Anconetani non poteva trovare, non solo hanno scritto una pagina indelebile dei 117 anni di storia nerazzurra.
Hanno fatto scendere la gente per le strade forse come non mai prima di allora. Hanno fatto entusiasmare gli oltre seimila pisani nel catino dello Zini e fatto piangere di gioia chi è rimasto a casa, o al mare, a soffrire con l’orecchio attaccato alla radiolina.
Non c’erano le Tv ma andate ad ascoltare la radiocronaca di Tutto il calcio minuto per minuto ma soprattutto quella di Aldo Orsini: “ed è il 2-0, ed è il 2-0”. Quella squadra è ancora oggi senso di appartenenza per tutti i pisani. Non solo per aver vinto ma per come ha vinto. Soffrendo, meritando, scavalcando all’ultima curva una grande squadra che era stata in testa per tutto il campionato. E che poi perderà anche gli spareggi.
Come è finita lo sapete tutti: 2-1 per il Pisa con rigore di Sclosa, gol di Piovanelli e rete di Nicoletti, su rigore, per la Cremonese. Tutto nel primo tempo. La freddezza della cronaca però non vi darà mai la cifra di cosa è stato quel pomeriggio. Un secondo tempo che sembrava non finire mai e che invece finisce su un rilancio di Grudina, degno sostituto di Mannini in porta, che precede il fischio finale di Lanese.
Un pomeriggio che è l’emblema di uno splendido collettivo diretto da Gigi Simoni, alla sua ultima panchina con il Pisa, e segnato soprattutto da un’immagine: il tuffo di testa di Piovanelli su cross di Cuoghi proprio sotto il settore dei pisani. Impazziti letteralmente di gioia. “Ed è il 2-0, ed è il 2-0”, appunto.
Un gesto tecnico che è un punto esclamativo a quel pomeriggio. Un tuffo che i sudamericani chiamano Palomita. In Argentina dal 1971 viene replicato ogni anno, il 19 dicembre, il gol in tuffo di Aldo Pedro Poy con un volo simile a quello di una colomba, che regalò al Rosario Central la vittoria nell’acceso derby con il Newell’s Old Boys e lo lancerà verso la conquista del titolo.
Una rete che sarà ricordata in eterno e celebrata ogni anno dai tifosi come ‘La Palomita di Poy’. Da oltre 54 anni quella rete viene replicata proprio per ricordare quell’attimo eterno. Quello in cui i tifosi del Rosario avrebbero voluto fermare il tempo proprio come tutti noi avremmo voluto fare dopo quel tuffo di testa di Piovanelli.
Sarebbe bello che tra un anno, per i 40 anni di quella partita, la Cremonese aprisse i cancelli dello Zini giusto per far replicare quel gol ai protagonisti di quel giorno. Lo so è un sogno probabilmente irrealizzabile, troppo distante dal calcio di oggi. Ma sarebbe un modo splendido per legare anche chi non c’era a quell’attimo eterno che ha fatto impazzire una città intera.
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