Marin, il combattente innamorato di Pisa

Dopo otto anni Marius Marin non è più un giocatore del Pisa. Nella mente mille ricordi e una promessa mantenuta.

No, Marius Marin non è stato un giocatore come tanti.
E non perché è rimasto a Pisa 8 anni diventando il calciatore straniero con più presenze di questo club. Come recita una striscione esposto dietro al curva Nord a fine campionato Marin è stato grinta, sudore e serietà. Ma è stato anche degno rappresentante di un senso di appartenenza che è nel Dna di tanti giocatori di un gruppo plasmato quando Marin arrivò a Pisa.

Era l’estate del 2018. In pochi parlavano di lui. Aveva già giocato in C a Catanzaro ed era di proprietà del Sassuolo. Non aveva ancora compiuto 20 anni. Un allenatore nuovo, Luca D’Angelo, e i residui di una eliminazione ai playoff di serie C dalla Viterbese. Non c’è grande fiducia ma come spesso capita  nasce, attraverso un percorso tortuoso, un grande gruppo. E’ il Pisa di Masucci, De Vitis, Gori, Di Quinzio, Gucher, Marconi, Moscardelli e tanti altri. Un passo alla volta sarà anche il Pisa Marin.

Il percorso come detto è difficile ma il 9 giugno 2019 il Pisa torna in B vincendo la finale di ritorno playoff a Trieste. Marin è lì in campo sorridente che alza la coppa sopra la sua testa. Potrebbe essere l’ultimo fotogramma in nerazzurro perché Marin è di proprietà del Sassuolo. Ma non può finire subito. Marin, con pregi e difetti calcistici, ha dimostrato subito di essere uno da Pisa. Uno che può migliorare ma che soprattutto può dare tanto in prospettiva.

La società intuisce tutto questo e lo acquista a titolo definitivo. Diventerà un punto di riferimento. Marin è il Pisa delle lacrime di gioia di Trieste, quello delle lacrime piene di rimpianto della finale persa all’Arena con il Monza, per andare in serie A nel 2022, quello dell’urlo liberatorio del 4 maggio 2025 a Bari ( qui fa festa con il connazionale Morutan). Da D’Angelo, come un maestro per Marius, a Inzaghi, passando per Aquilani. Allenatore importante per la sua crescita. Giusto per citare i tre tecnici che lo hanno allenato almeno una stagione.

Dopo quel  Pisa-Monza aveva promosso che sarebbe andato in A con il Pisa. La promessa l’ha mantenuta. E nell’ultima disastrosa stagione della squadra è stato uno di quelli che ci ha messo la faccia. Come a Firenze quando senza cercare alibi o scuse patetiche ha chiesto scusa  ai tifosi.  Ecco Marin è soprattutto questo. Quello che si fa vedere quando le cose vanno male.

Lui che in questi anni  non ha sempre goduto di complimenti ed encomi pubblici. E’ troppo falloso, prende troppi cartellini, deve disciplinarsi, tecnicamente si trova di meglio. Critiche che lo hanno fortificato. Marin non ha fatto finta di nulla ma ha risposto, non con le parole, ma attraverso il lavoro. Con i fatti concreti. Diventando un punto fermo anche della sua Romania.

Anche nella stagione della promozione in A ha tirato dritto quando dopo quel rigore sbagliato con il Cosenza venne aspramente criticato e messo in discussione  sui social. E invece lui ha tirato dritto ed è stato uno dei protagonisti del ritorno in serie A. Mettendo tutto il suo furore agonistico a  disposizione di Pippo Inzaghi.

Un ragazzo che, senza neppure ostentarlo, ha dimostrato semplicemente e senza tanti fronzoli di essere uno di noi. Uno dal cuore nerazzurro. Il calcio prende traiettorie che i tifosi non possono immaginare e a volte le strade si dividono. Questo bivio era già stato imboccato da tempo ma sicuramente farà un po’ di effetto non vederlo correre in mezzo al campo fino all’ultimo secondo di una qualsiasi partita di campionato.

Dispiacerà non sentire le sue interviste mai banali, lontane dal politicamente coretto del nostro calcio. Resta la storia. Quella che anche “Mario” ha contribuito a scrivere. A Trieste, a Bari e in tutte le gare in cui non ha mai smesso di correre e inseguire gli avversari. Adesso non resta che augurargli buona fortuna con l’Al-Nasr. Poi il calcio fa strane traiettorie e non si sa mai cosa può riservarci.

 

Redazione

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2 mesi fa

Inutile tentare Di depistare la attenzione Con “patetici revival” Dal punto cardine in questione: Tra 10 giorni Parte il ritiro Ed al momento: “non e’ arrivato ancora nessuno” (Bell’inizio di nuova gestione.. vero..?) Ritoccheranno e’ da chiedersi, “l’ennesimo record negativo”..? Ovvero, Partire per il ritiro : “Senza manco 1 giocatore nuovo in rosa”..? (Escludendo i rientri, ovvio..) Sarebbe il colmo.. Ma.. Mi raccomando.. Via lo stesso in tal caso.. di “Carovane Cammellate” Intruppate in direzione Morgeux Tra ululati inneggianti Deliranti E sciarpate imperiali mi raccomando.. Perché l’importante E’ fare “Autoesibizionismo Autoreferenziale” Non accorgendosi che con tali Show Legittimano Con la… Leggi il resto »

Ruggero
2 mesi fa

Grazie Marius, per tutto quello che hai fatto a Pisa. Buona vita futura!

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