Pisa, Gabbanini: “Qui per aiutare a creare qualcosa di duraturo “. Corrado: “Serie A? Non “quando” ma “come”

Anche i due dirigenti hanno preso parola nella conferenza stampa di presentazione di Bianco

Giorno uno in casa Pisa per la stagione 2026/27. In occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, Paolo Bianco, hanno preso parte anche il direttore generale Giovanni Corrado e il direttore sportivo Leonardo Gabbanini. Per quest’ultimo si tratta della prima volta davanti ai giornalisti da quando ha assunto il proprio ruolo in nerazzurro.

La fase di presentazione:

INIZIA GIOVANNI CORRADO – Ci ritroviamo dopo qualche mese, fa sempre piacere vedervi numerosi. Siamo qui per presentare il direttore Leonardo Gabbanini, per il quale abbiamo optato di presentarlo a inizio stagione, e non in un momento in cui le cose non andavano bene e di cui non era responsabile. Quindi presentiamo l’allenatore, di cui siamo molto soddisfatti per il suo passato, ha fatto risultati importanti in una categoria, ma soprattutto ha fatto la scelta di lasciare la Serie A per sposare un progetto pluriennale per recuperarla assieme. Ci siamo lasciati alla fine dell’anno scorso con un monito, sapendo che conosciamo bene questa categoria, per fortuna, perché dimostra che ci abbiamo passato anni avendoci vissuto momenti più e meno belli. Non ci deve però far dimenticare ciò le difficoltà di questa categoria, nella quale l’equilibrio regna sempre fino alla fine e i valori sono molto simili. Troppo spesso si è dato per scontato ciò che il Pisa è riuscito a fare in questa categoria. Non dobbiamo farlo quest’anno. Abbiamo fatto un anno di Serie A che è stata una grande esperienza, ma ci ha dimostrato che aver vinto un campionato di B non ti porta a essere una squadra di A. Oggi torniamo a essere una squadra di B che deve ripartire per riottenere ciò che non è stato in grado di  mantenere. Il messaggio è chiaro: non sarà una passeggiata, dobbiamo avere l’intelligenza, serietà e maturità per ripartire e riportarci per ottenere quello che è stata una solida realtà, ma ci ha dimostrato di non poterci stare in un momento lungo.

GABBANINI – Non sono il re delle parole. Sono una persona abbastanza diretta su ciò che è il lavoro. Questo è quanto richiesto da un direttore sportivo. Ho accettato Pisa con entusiasmo perché c’è un potenziale importante, una società che ha voglia di crescere e in Italia ciò non è scontato. Non è così facile vedere una progettualità di mira alla crescita, per questo deve fare i complimenti alla società. Il mio lavoro è sostenere e aiutare il Pisa a non creare una squadra che vinca una domenica, ma che possa vincere tutte le domeniche. Per costruire qualcosa di più duraturo, considerando tutte le variabili che ci sono nel calcio. Creare un mosaico. Sono una persona a cui piace lavorare, estremamente seria. E ciò posso garantirlo.

Risposte alle domande

IL RUOLO – Ci sono diversi modelli. Sicuramente può essere precursore di un modello è la stabilità. Questa la prima cosa che dobbiamo ritrovare. Questa ripartenza deve essere molto inclusiva, tutti devono essere coinvolti. Tutti i giocatori devono essere coinvolti. La stagione deve essere improntata su una grande determinazione, su un grande lavoro.

MERCATO – La scorsa stagione ha lasciato una nuvola attorno alla squadra, e anche i valori dei nostri giocatori sembrano essere smarriti. Questa squadra ha dei valori, morali e tecnici. C’è bisogno solamente di trovare la giusta condizione per far ritrovare ciò che sono stati. Fondere bene il gruppo vecchio e quello nuovo. Richieste per i nostri giocatori ci sono. Noi vogliamo tenerci i giocatori più bravi e prenderne altrettanti. C’è una progettualità però: più che scambi e occasioni di mercato, non è solo arrivare, ma come arrivare per poi quanto dopo starci.

ATTACCANTE – Ci sono le categorie. In questa stagione non possiamo ragionare solo sul discorso del centravanti. Faremo un buon lavoro anche su quello, ma non è principalmente la parte da analizzare. L’energia deve essere riutilizzata. Io ho visto il periodo forse più brutto della storia del Pisa. Li ho visto molto giù, molto demoralizzato. Se riescono a usare questa delusione a trasformarla in furia agonistica, possiamo trasformare una cosa brutta in una cosa bella. Cercheremo di dare la squadra migliore al mister. Oggi non ci sono così tanti centravanti. A oggi non è il ruolo più facile. Gli esteri ci mettono di più, gli italiani son quelli e devi scontrarti con gli altri. Dobbiamo avere coraggio e fiducia per battezzare il giocatore giusto. Il centravanti buono è quello che fa gol.

GIOCATORI ITALIANI – Bisogna bilanciare. Ogni giocatore deve essere inserito nel mosaico che dicevo prima. Non cerchiamo opportunità, ma qualcosa che vogliamo costruire insieme. Chi verrà a Pisa sono giocatori che hanno scelto di venire in maniera convinta. Sono stati loro motori della trattativa. Vogliamo essere coerenti sul fatto di costruire qualcosa.

CARRIERA DA ALLENATORE – Quella parte è morta e sepolta. È stato un bel viaggio. Mi ha permesso di studiare più calcio possibile e trasportarlo in questa nuova fase del mio percorso, dallo scouting alla direzione. Oggi i direttori devono avere la capacità di saper fare più cose, per poi posizionarsi delle nuove società. Quella parte me la tengo stretta.

L’amministratore delegato Giovanni Corrado

L’OBIETTIVO – Non ci dobbiamo dimenticare che, alla fine, quanto fatto in Serie A ci ha insegnato tanto, e deve darci una lezione. Abbiamo sottostimato la situazione. Ora non dobbiamo commettere lo stesso errore. Non dobbiamo sottostimare i problemi che avremo in B, ma sappiamo cosa serve per stare là. Se volessi venderti un sogno ti potrei dire: “Sì, torniamo in A”, ma dobbiamo considerare che stiamo andando avanti con il centro sportivo, lavoriamo sulla riqualificazione dello stadio, è normale che vogliamo stare all’interno della categoria più importante. Prima però, dobbiamo tornarci, e poi abbiamo imparato che dobbiamo arrivarci non bene, ma davvero in maniera importante, altrimenti la distanza da quella categoria, se non si inizia a lavorare oggi, non si raggiungerà domani. Adesso non sarà un “quando”, ma un “come”. Non dobbiamo sottostimare le modalità.

MERCATO – È più facile rispondere il 2 settembre. Il direttore Gabbanini ha usato un bel termine, quello della “nuvola”. Dobbiamo prima rasserenare, poi valutare se i giocatori avranno la nostra stessa voglia. Certo, poi è un discorso di domanda e offerta. La strategia è chiara.

AMBIENTE – In questi giorni ci siam parlati con alcuni qua, il ricordo di ciò che è accaduto non può e non deve essere eliminato. Serve grande serietà oggi, non entusiasmo. Il ricordo di ciò che è accaduto, per come accaduto, deve restare nella nostra testa affinché non si ripeta.

SUI GIOCATORI – Ci aspettiamo sempre tanto dai giocatori e abbiamo poca pazienza, ma ricordiamo sempre del caso di Moreo. Del caso di Lucca, che non segnò per sei mesi. Specialmente non è immediato, soprattutto per un centravanti, soprattutto per chi arriva dall’estero.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciopisa.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
10 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 mese fa

Viola m**** tutta la vita finché non muoio uh uh uh uh

Commento da Facebook
1 mese fa

Metti la Fiorentina ma aspetta la serie b e fatp fate cagare non vincete nulla mi fate un campionato a metà classifica me lo dico io che fa veramente cagare

Commento da Facebook
1 mese fa

Sei il migliore direttore sportivo abbiamo pescato bene facci divertire portaci ai play-off ciao

Commento da Facebook
1 mese fa

A me continuare a vedere il bibominkia preoccupa….

Commento da Facebook
1 mese fa

😀😀😀😀😀😀

Commento da Facebook
1 mese fa

ASCOLI ASCOLI ASCOLI STRAKAOS !! SPACCANO TUTTO… È BRUTTA LA VERITÀ,😩 SON SEMPRE STATI TOSTI DITE DI NO!??

Commento da Facebook
1 mese fa

Vabbè ha detto ciò che si sapeva…..provare a mantenere la categoria fino a quando non sarà pronto centro sportivo….(luglio 2027)

Commento da Facebook
1 mese fa

Vi aspetta la C

Commento da Facebook
1 mese fa

“Non sara’ un quando, ma un.come” Traduzione: Non si tratta di dire QUANDO torneremo in A Bensi di COME si deve essere per tornare in A Ovvero Attrezzati ed Equipaggiati Con le strutture necessarie Cioe’ Stadio più Centro Sportivo Occhio alla sottolineatura: “Abbiamo sottostimato la Serie A Non dobbiamo fare l’errore Di sottostimare pure la Serie B Con i problemi che avremo.” (ora il.gergo “lobotomizzante” e’.. “Sottostimare”.. anziché avere fallito) Ah.. Quindi… vi saranno problemi addirittura in B.. (La messa delle mani in avanti.. Per giustificare l’obiettivo di rimanervi) Altro che tornare in Serie A.. Traduzione: L’obiettivo sara’ Il mantenimento… Leggi il resto »

Commento da Facebook
1 mese fa

Forza Gabbabini

Articoli correlati

I tifosi nerazzurri dovranno attendere la riunione della commissione di vigilanza...

Altre notizie