La perfezione non è di questo mondo ma la prestazione del Pisa con il Bari le assomiglia tantissimo.
Un 2-0 che non dice tutto su una gara dominata, contro la quarta in classifica adesso a -13, molto di più di quanto dica il punteggio. Inzaghi ha schierato la stessa formazione di Mantova con la sola eccezione di Tramoni al posto di Arena. E con una squadra che non ha giocato al massimo della condizione fisica, come spiegato da Inzaghi nel post partita, a cominciare da Lind. Che è stato anche stavolta no dei protagonisti assoluti della vittoria pur senza segnare.
Il ritmo del Pisa fa sempre la differenza, non c’è niente da fare. Il solito avvio arrembante stavolta non porta al gol prima per la bravura di Dorval, splendida chiusura su Touré lanciato da Moreo davanti a Radunovic, e poi con Angori, bravo in questo caso il portiere del Bari, dopo una verticalizzazione di Tramoni che trova un sentiero in un vicolo cieco.
Il Bari però è ben messo in campo e quando recupera palla non la tiene in maniera statica ma lo fa nella trequarti avversaria. La parte centrale della prima frazione vede i pugliesi in crescita grazie alla regia dell’ex Benali ma mai pericolosi dalle parti di Semper. E così dalla mezz’ora in poi il Pisa cresce di nuovo e stringe d’assedio il Bari.
In quei quindici minuti il Pisa crea almeno quattro palle gol nitide più altre situazioni pericolose. Manca l’acuto. La stecca più clamorosa è quella di Angori che calcia alto dopo il colpo di petto di Touré. Ma cosa vuoi dire a questo ragazzo che pochi mesi fa era in C a Pontedera e anche stavolta è stato tra i migliori. L’onda alta che abbiamo visto quasi sempre in questo campionato. Quella che ti travolge.
Non solo scapicollandosi sulla fascia e andando al cross ma anche entrando in area. L’intesa con Touré è perfetta infatti il tema più ricorrente sono i cambi di campo dell’esterno sinistro in favore del tedesco. Ma le variazioni sul tema d’attacco sono tante e al Bari gira la testa. Ma chiude il primo tempo sullo 0-0.
L’onda nerazzurra parte ancora più forte nella ripresa e stavolta arrivano anche i gol. La squadra sfrutta meglio le palle inattive e non a caso la sblocca su azione di calcio d’angolo all’alba del secondo tempo. Angori calcia lungo dalla bandierina di sinistra per Canestrelli che schiaccia di testa, Moreo fa il centroboa e come uno scorpione punge con la coda. Colpo di tacco d’autore e radunovic è beffato. Il gol stordisce il Bari.
Longo ci prova con i cambi ma non può nulla. Il Pisa è pericoloso in tutte le salse. Palle inattive, ripartenze, gioco manovrato. Ci potrebbe stare anche un secondo giallo a Vicari, che non la prende mai con Lind, ma il giusto raddoppio arriva a metà tempo. L’azione l’avvia Touré, Canestrelli è bravo a portarsi su una corta respinta della difesa e appoggia per Piccinini , sempre più fondamentale in questa squadra, che la piazza di destro e corre sotto la curva.
Gioco, partita, incontro. Nel finale il Bari si fa vedere ma il Pisa stavolta la gestisce meglio. Lind resta in campo e continua ad essere un punto di riferimento per far salire la squadra. E non si rinuncia a cercare il terzo gol. Ma con cervello. Ed è un altro dato importantissimo non aver preso gol dopo averne subiti cinque nelle tre partite precedenti.
Mica per caso puoi avere 37 punti in classifica. Questo successo arricchisce la consapevolezza di avere una squadra forte. Che si sta guadagnando il diritto di sedersi al tavolo dei grandi. Che parla con i fatti e attraverso il bel gioco. Che sposta in maniera naturale gli obiettivi, senza dichiararli. Con un condottiero, Inzaghi, che ha dato un’anima alla squadra, e si sposa visceralmente con il pubblico di Pisa. Fatto come lui di passione e fame di vittorie.
Il campo è giudice sovrano e se è vero che il cammino da fare è ancora lungo, quello alle spalle non è decisamente corto. Insomma, dopo 17 turni sarebbe ingeneroso nei confronti di una squadra che sta incantando tutti continuare a dire che altri hanno rose più importanti. I nomi agli avversari non mancano ma fin qui, e i numeri parlano chiaro, Sassuolo, Pisa e Spezia hanno dimostrato di essere una spanna sopra le altre pretendenti alla promozione.
E l’esempio è presto fatto. Con squadre forti come il Bari che è quarto in classifica ed è stato battuto nettamente dopo 14 gare utili di fila il Pisa è stato devastante. Non per fato è stata battuta nettamente la Cremonese a casa sua, come è stato battuto nettamente il Palermo all’Arena o il Cesena che è una delle rivelazioni del torneo. E mettiamoci pure il 3-0 rifilato alla Sampdoria, adesso in crisi, ma che alla vigilia godeva di molti più crediti dei nerazzurri. Non sappiamo se questa avventura finirà con quella lettera che manca da oltre 33 anni ma. parafrasando Lucio Battisti, questo Pisa non è un fuoco che con il vento può morire.
Rischiamo di fare il mazzo a tutti!