Pisa-Brescia 1-1. L’analisi della partita

Il Pisa conquista il sesto punto in sette gare casalinghe. Bilancio piuttosto magro.

Un passo indietro sul piano del gioco e soprattutto sotto quello del furore agonistico.

Il Pisa non va oltre l’1-1 casalingo contro un Brescia reduce da cinque sconfitte di fila e che presentava in panchina il nuovo allenatore Rolando Maran. Nel 2022 all’ombra della Torre Pendente durò solo 81 giorni. Stavolta invece ĆØ andato vicino alla vittoria soprattutto nel secondo tempo.
Il Pisa ĆØ vittima dei suoi soliti difetti. Gol subito evitabilissimo, poca continuitĆ  nell’arco della gara e tanti errori di scelta quando si arriva al momento di calciare in porta. Tolto il buon avvio la squadra ĆØ apparsa nel complesso piatta, monocorde. Incapace di alzare i ritmi, Barberis ĆØ sembrato troppo lento, e quasi sempre presa d’infilata nei lanci lunghi. Con Dickmann che trova sempre troppo spazio dalla parte di Beruatto. L’assenza di un uomo di raccordo come Marin ĆØ pesata ancora più del previsto. Piccinini e Valoti sono apparsi spesso in difficoltĆ  nella battaglia in mezo al campo.
Le occasioni le hanno avute entrambe le squadre, il Pisa nel primo tempo, ma Nicolas è stato di certo più determinante di Lezzerini. E se nelle ultime due gare casalinghe il Pisa ha portato a casa due punti, sempre pochi, il merito è da assegnare in buona parte al portiere brasiliano. Sempre pronto quando chiamato in causa. In particolare su Moncini e Olzer ha evitato il pegio nel secondo tempo.
E pensare, come detto, che l’approccio era stato buono. Moreo finalmente si sblocca con un bel gol di testa dopo cinque minuti su cross forte e preciso di Tramoni dalla destra. Ed ecco che invece di sciogliersi il Pisa si contrae e ridĆ  fiato a una squadra che ĆØ in carenza d’ossigeno. Maran inquadra tatticamente la partita nel modo giusto e ha il merito di rialzare subito la testa dopo che al pisa era stato annullato un gol a Valoti per fuorigioco di partenza di Torregrossa, autore dell’assist. Sul pareggio la collaborazione del Pisa però ĆØ determinante: squadra presa d’infilata e scoperta dalla parte di Dickmann che mette al centro e Canestrelli respinge corto per Bjarnason che può scartare il pacco regalo con grande facilitĆ .
Il primo tempo vede quanto la squadra in grado di creare qualche occasione. Alla traversa di Cistana, risponde quella di Tramoni che però nell’occasione ha il torto di ignorare Torregrossa dopo una gran palla servitagli da Moreo. Il Brescia non ha mai tirato cosƬ tanto nelle partite precedenti e per fortuna si conferma, assieme a quello della FeralpiSalò il peggior attacco del campionato. Altrimenti nella ripresa sarebbe stata notte fonda con la difesa nerazzurra sempre in grande affanno salvata dal suo baluardo brasiliano.
Davanti Moreo ha giocato largo a sinistra ma ĆØ stato il migliore dalla cintola in su nonostante, dopo il bel gol, abbia sprecato una buona chance sotto misura. Le sostituioni, a parte quella di D’Alessandro, non hanno dato i frutti sperati e la squadra ĆØ apparsa sempre più in confusione. Incapace di impensierire seriamente Lezzerini nel secondo tempo. La sensazione ĆØ che poteva anche finire peggio.
Alberto Aquilani non ĆØ contento e ha le sue ragioni. Ma adesso anche lui deve esser bravo a far cambiare passo a una squadra che non ha ancora trovato un’identitĆ  precisa. Le idee non mancano ma vanno messe in pratica. Adesso c’ĆØ rimboccarsi le maniche perchĆ© contro una big comeĀ  Cremonese servirĆ  un Pisa diverso. Quello che, almeno per spirito e combattivitĆ  e anche qualche bella giocata, abbiamo ammirato in trasferta. Del resto non può essere un caso se la squadra ha conquistato 11 punti quando viaggia e solo sei all’Arena. La classifica dice che la zona playout ( +4) ĆØ equidistante da quella playoff ( -4). Ma oggi c’ĆØ Catanzaro Cosenza e per forza di cose il distacco aumenterĆ  di almeno un punto. Questo undicesimo postoĀ  relega il Pisa in un limbo di metĆ  classifica, sempre piuttosto corta, dove però resta vietato distrarsi.

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