Il Pisa fa il pieno di rammarico e rabbia

C'è delusione per aver buttato via un tempo e rabbia per alcune decisioni arbitrali nella gara persa per 2-1 in casa della Cremonese. I playoff diventano un'utopia ma c'è da onorare al meglio le ultime due partite e poi si potrà fare un bilancio definitivo.

Il Pisa perde 2-1 a Cremona, tredicesima sconfitta in campionato, e conferma che la continuità non è nel suo Dna. In un campionato intero al massimo è riuscita a mettere insieme quattro risultati utili di fila e , una sola volta, due vittorie consecutive.

La salvezza è matematica ( anche se a un certo punto della stagione non era scontata) ma è inutile dire che, al netto dei tanti infortuni, ci si attendeva qualcosa in più da una squadra che, sempre per la matematica, ha ancora speranze, purtroppo poche, in ottica playoff. Il Brescia è a -3 ma ci sono tante squadre da superare. Il campionato però non è finito e il Pisa è chiamato a dare il meglio contro Sudtirol, scontro diretto, e Ascoli e poi a quel punto si potrà fare un bilancio definitivo.
Le parole più usate dopo il 2-1 di Cremona sono rammarico e rabbia. Un rammarico grande per aver giocato un brutto primo tempo e per la sensazione che contro una Cremonese quarta in classifica ma non nel suo momento migliore si poteva fare di più. C’è invece rabbia per l’arbitraggio di Volpi protagonista in negativo soprattutto per aver fischiato fallo e ammonito Canestrelli nell’occasione che ha portato alla punizione del 2-1 definitivo realizzato da Coda.
Aquilani sorprende tutti con le scelte iniziali. Scelte dovute, come spiegherà il tecnico a fine gara, ai pochi giorni di recupero dalla gara con il Catanzaro. Calabresi torna titolare a destra, Mlakar sulla trequarti e Moreo in attacco. Sorprende soprattutto la rinuncia iniziale ad Arena che è uno dei più in forma in questo finale di campionato.

La squadra anche stavolta sbaglia completamente l’approccio. Come a Como, anche se lì regalò due reti in dieci minuti, e come a Brescia. Al primo episodio sfavorevole il Pisa va in svantaggio e non riesce a reagire. Calabresi commette un fallo evitabile in area. L’arbitro Volpi  fischia punizione in favore del Pisa e poi cambia decisione dopo l’intervento del Var.
Dal dischetto Ciofani, titolare per la prima volta in questo campionato, si conferma bestia nera del Pisa realizzando il suo decimo gol in carriera ai nerazzurri. Da quel momento la Cremonese si limita a controllare e il Pisa non riesce a ad andare oltre che ad uno sterile e talvolta stucchevole possesso palla. Con tanti errori in fase di costruzione. Ritmo lentissimo e noia totale rotta solo da un guizzo di Valoti che pesca in area Marin ma il romeno mette fuori di testa.
Nella ripresa è un Pisa diverso e anche la partita diventa più interessante. Aquilani toglie Calabresi e Mlakar, ancora una volta deludente, e inserisce Barbieri e Arena. La musica cambia subito. In tre minuti il Pisa crea più di tutto il primo tempo. Non ci voleva molto ma almeno la scossa porta subito i risultati. Arena, dopo un dribbling in area, impegna Saro alla respinta di piede, poi arriva quasi immediato il pareggio. Moreo intercetta palla sulla trequarti e D’Alessandro non sbaglia.

Il pareggio cambia volto a una partita che diventa più interessante. Il Pisa adesso ci mette più determinazione e la Cremonese prende coraggio al tiro impegnando spesso Nicolas. A volte c’è la sensazione che i nerazzurri possono far male in contropiede anche con l’ingresso di Matteo Tramoni. Ma il Pisa non concretizza e come detto è l’episodio contestatissimo del finale a decidere tutto.

E ad aumentare i rimpianti ma anche i mea culpa. Se il Pisa non andrà ai playoff non sarà comunque per questa sconfitta. I punti gettati al vento sono altri.
Però ci sono tante riflessioni da fare. Partendo da un dato su tutti: una squadra che mira come minimo ai playoff non può subire 50 gol. E non basta aver migliorato la fase realizzativa, la squadra segna da 20 gare di fila, se per tutta la stagione ti porti dietro errori su giocate spesso di facile lettura.

E qualche responsabilità se le deve prendere anche l’allenatore. Da una parte Aquilani dopo un lungo percorso è riuscito a dare un’identità di gioco, per intendersi quella del secondo tempo di Cremona non certo quella del primo, ma al tempo stesso è incappato in errori che si porta dietro da inizio stagione. Adesso bisogna chiudere al meglio la stagione. E se la squadra non andrà ai playoff bisogna iniziare a costruire il futuro, a cominciare da quello dell’allenatore che da mesi viene accostato alla panchina della Fiorentina, cercando di migliorare una squadra che purtroppo ha dimostrato di non essere ancora matura con le big. Con le prime cinque il Pisa non ha mai vinto. E non può essere un caso.

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