Pisa, una rivoluzione mancata a suon di gol subiti

Con la sconfitta per 2-1 ad Ascoli il Pisa chiude al tredicesimo posto una stagione che non può lasciare soddisfatti.

Aquilani

Il campionato del Pisa termina con una serata che è specchio fedele di tante partite. Grande possesso palla, addirittura il 73%, ma poca concretezza nell’ultimo passaggio.

Come dice spesso Aquilani poca concretezza nelle due aree, e non solo, visto che il dato più significativo è che la squadra ha perso per aver subito gli ennesimi due gol evitabili. Due gol che portano a 54 il numero delle reti subite. Il Pisa è la terza peggior difesa del torneo. Solo Lecco e FeralpiSalò, mestamente finite in C, fanno peggio. Una vittoria sarebbe valsa il nono posto ma non avrebbe cambiato il giudizio generale, anche se fa male vedere il Pisa solo al tredicesimo posto con 46 punti.

Uno in meno della passata stagione. Quello ottenuto dalla squadra di Aquilani è il punteggio più basso fatto registrare dal Pisa in B negli ultimi cinque anni. Nel 2020-2021 la squadra chiuse al quattordicesimo posto ma con 48 punti.

Partendo dalla certezza che la serie B rappresenta comunque una base solida, e non è scontato giocare di nuovo tra i cadetti per il sesto anno di fila, la partita di ieri e la stagione non possono lasciare soddisfatti. Al netto delle tante assenze quello di Ascoli è stato un film già visto. Gol preso in avvio, tanta fatica per risalire la china e partita buttata quando la squadra sembrava averla in mano.

Come a Cremona ma stavolta contro una squadra attanagliata dalla paura e che dopo l’1-1 era davvero vulnerabile. E invece no, il Pisa dopo essersi fatto sorprendere dallo stacco di Botteghin sulla prima rete, anticipo netto su Torregrossa, si fa infilare in contropiede. Su palla persa dallo stesso Torregrossa. Non è bastato il gol del momentaneo pareggio di D’Alessandro, il migliore dei nerazzurri, per portare a casa almeno un punto contro una squadra retrocessa in B dopo nove anni.

Le assenze, quelle di ieri e quelle di tutta la stagione, non possono essere un alibi. La rivoluzione della società non ha dato i frutti sperati. Nel gioco, nei risultati, nelle scelte di mercato. Aquilani, alla sua prima stagione tra i professionisti,  ha cercato di mettere sullo spartito un gioco diverso rispetto al passato. Le idee sono propositive ma si scontrano con la costruzione di una squadra che ha fatto una fatica enorme a cambiare pelle.

A tratti il gioco è risultato anche noioso. Perché se tieni tanto palla e affondi raramente non ti può bastare le qualità nel palleggio. Come spesso capita è mancato uno che verticalizza il gioco. La squadra ha segnato molto nel girone di ritorno, in gol da 22 giornate di fila, ma all’andata ha fatto davvero una fatica enorme non solo a segnare ma anche ad andare in porta. Il tecnico ha le sue responsabilità ma vanno divise anche con chi comanda.

Quando si è intravista un briciolo di identità intorno alla metà del girone di ritorno la squadra non è riuscita comunque a cambiare passo. Lo testimoniano i soli tre punti nelle ultime cinque partite, tre pareggi e due sconfitte,  nonostante la prestazione notevole contro il Catanzaro.

Solo una volta due vittorie di fila e una serie positiva che non va oltre quattro risultati utili. Troppo poco. Ma non ci sono solo i numeri. Alcuni acquisti hanno lasciato a desiderare. Primo tra tutti quello di Mlakar. Anche ieri oggetto misterioso.

Ma anche molti uomini d’esperienza sono mancati. Torregrossa è stato a lungo ai box ma quando è stato chiamato in causa non ha mai dato la sensazione di incidere. Giusto per fare un nome tra quelli meno brillanti nell’ultima recita dell’anno.

Qualcosa da salvare c’è. La crescita di alcuni ragazzi come Esteves e Canestrelli, di proprietà del Pisa, e di Barbieri che è in prestito dalla Juventus e anche il buon impatto di Bonfanti. Unico acquisto di gennaio. Valoti e D’Alessandro possono essere due nomi d’esperienza da cui ripartire, vanno riscattati dal Monza,  ma bisognerà fare tante riflessioni fin da subito per costruire una squadra adatta al gioco di Aquilani o di chiunque altro.

L’incontro che ci sarà a breve deve portare a una convergenza di idee per il bene del Pisa. Se le idee saranno condivise, lo ha sottolineato lo stesso Aquilani nei giorni scorsi , è giusto andare avanti. Per avere ambizioni servono rinforzi in tutti i reparti. A cominciare dalla difesa e dal centrocampo.

Adesso il tempo a disposizione è dalla parte del Pisa, anche per quanto riguarda le strutture, la speranza è che stavolta questo vantaggio venga sfruttato nel miglior modo possibile.

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