Eccoci arrivati all’ultima puntata dedicata all’analisi del reparto offensivo. Mlakar, Torregrossa e Moreo sono stati, per motivi diversi, i giocatori che probabilmente hanno diviso di più pubblico e critica.
Jan Mlakar, attaccante della nazionale slovena pronta per Euro 2024, a Pisa non ha brillato. Inutile girarci intorno. Inizialmente schierato come prima punta, ruolo che occupava nelle giovanili della Fiorentina, ĆØ stato impiegato un po’ su tutto il fronte d’attacco. In nazionale gioca prevalentemente da esterno sinistro, sia nel tridente che nei quattro a centrocampo, qui ha iniziato a far vedere qualcosa proprio quando ĆØ andato largo a sinistra. Vedi gli assist vincenti per Valoti contro Como e Sudtirol a inizio novembre. Nel complesso però non ha trovato la continuitĆ auspicata.
Il primo gol lo ha realizzato a dicembre contro l’Ascoli in casa. Decisivo per l’1-0. Importante anche la rete che ha chiuso la sfida di lecco sul 3-1, bello il tiro al volo nel 2-2 con il Modena. Nel complesso però ĆØ apparso più volte un pesce fuor d’acqua. In alcune partite anche nellla seconda parte di stagione, Como e Cremona su tutte, ha dato la sensazione non solo di essere poco pericoloso al tiro ma anche poco funzionale al gioco della squadra. Musica molto diversa rispetto a quella che suona in nazionale. Mlakar chiude la sua prima stagione a Pisa con 24 presenze, 3 gol, 2 assist e un’ammonizione. Ha un contratto fino al 2026 e cercherĆ di mettersi in mostra al prossimo europeo. Per riscattare la stagione sotto tono in maglia nerazzurra.
Stefano Moreo invece ĆØ stato un po’ croce e delizia. Chi lo ama per il contributo che porta alla squadra e per il sacrificio che non fa mai mancare, chi invece sostiene che segna troppo poco. Sono vere entrambe le cose ma ĆØ fuori discussione che a livello tattico e non solo l’attaccante ex Brescia ĆØ estremamente prezioso. Come si sa bene che, tolto le stagioni in cui ĆØ stato allenato da Filippo Inzaghi ( riferimento non casuale se dovesse arrivare il tecnico piacentino) , non ĆØ mai andato in doppia cifra. Con Aquilani lo abbiamo visto spesso dare una mano in difesa e non in modo banale. I suoi recuperi sono stati spesso provvidenziali.
L’istinto da rapace dell’area non ĆØ la specialitĆ della casa ma i pochi segnati sono stati preziosi. Su tutti quello di testa alla Ternana (nella foto)Ā a tempo scaduto che vale di fatto lo spartiacque tra il dover restare in apnea fino alla fine del campionato e il giocarsi, purtroppo male, qualche chance di playoff. Quel successo sofferto ha permesso il Pisa per l’unica volta in 38 partite di stare dentro la zona playoff. Chiude la stagione con 33 presenze, 4 gol, 2 assist e 4 ammonizioni. Ha un contratto fino al 2025.
I troppi infortuni hanno di nuovo limitato la stagione in nerazzurro di Ernesto Torregrossa. Per l’attaccante siciliano ĆØ stato l’ennesimo fuori e dentro dall’infermeria. Il talento e quello che può dare al Pisa non sono in discussione, però va detto che escluso i primi sei mesi da gennaio aĀ giugno del 2022 il suo impiego ĆØ sempre stato troppo fugace. Due reti, entrambe su rigore nelle gare perse contro Spezia in casa e a Brescia, due assist importanti contro Cittadella e Reggiana.
Se sta bene ĆØ un lusso per la categoria, altrimenti diventa difficile pensare ad un’altra stagione come questa. Nonostante un contratto fino al 2025. I numeri dicono di 18 presenze, 2 gol , 2 assist in 18 partite dove ĆØ rimasto in campo appena 345 minuti. Come nelle precedenti stagioni ha giocato solo una partita dall’inizio alla fine. Quella vinta per 2-1 con il Cittadella. Appena otto le gare iniziate da titolare.
Con questa ultima puntata finisce il nostro viaggio nell’analisi del Pisa 2023-2024.