Pisa, il cammino è lungo ma la mentalità è giusta

L'analisi di Pisa-Palermo 2-0. Una vittoria convincente figlia dell'attenzione e della concretezza. e anche di un bel gioco in verticale. Due dati su tutti: aver vinto con un possesso palla basso, 35%, e non aver preso gol dopo le difficoltà nel 2-2 con lo Spezia all'esordio.

Il contropiede, o ripartenza se preferite, il pressing, la verticalizzazione, la compattezza della linea difensiva. Parole e concetti che tornano prepotentemente nel vocabolario nerazzurro alla lettera I.
La I di Inzaghi Filippo, nuovo tecnico nerazzurro che in un mese e mezzo ha cambiato quanto meno la mentalità di una squadra che è quasi la stessa dell’anno scorso ma dimostra di avere una concretezza e un’attenzione diversa. La fame ha fato la differenza nello scintillante 2-0 rifilato al Palermo. Una delle favorite alla vittoria finale.
Un dato che spicca è quello del possesso palla. I nerazzurri la tengono per 35%, contro il 65 % del Palermo. Una statistica che dimostra quanto tenere maggiormente la sfera non è per forza sinonimo di vittoria e neppure di bel calcio. Infatti il Pisa ha giocato meglio del Palermo, pur lasciando il dominio del pallone ai rosanero.
E se sul primo gol dopo quattro minuti su autorete a favore c’è un pizzico di fortuna, il resto della partita dice che il Pisa ha meritato in pieno questo successo perché l’ha voluto fortemente. Un successo non solo di grinta ma anche di qualità nelle giocate decisive.
Anche il gol apri partita non nasce per caso. Palla lunga sulla destra di Piccinini per Leris che ci crede e mette dentro un pallone velenoso che Nedelcearu nella propria porta per anticipare Moreo.

Il difensore rosanero è sfortunatissimo protagonista della serata visto che poi nella ripresa  si farà male dopo un intervento di Leris che gli chiederà pubblicamente scusa a fine partita.

Il Palermo avrebbe avuto tutto il tempo per rimontare ma il Pisa non gli ha dato respiro. I nerazzurri aggrediscono e ripartono. Si confermano pericolosi anche su palla inattiva, traversa di Caracciolo su sponda di Moreo, e tengono bene in fase di non possesso. Beruatto e Touré si abbassano dalle fasce e danno sostegno a Canestrelli e Giovanni Bonfanti di nuovo schierati braccetti a destra e sinistra come nel secondo tempo con lo Spezia. In mezzo un Caracciolo che non sbaglia un anticipo.
A centrocampo la novità iniziale è Piccinini che, oltre al lancio propiziatorio del gol, se la cava meglio di Jeuvsenak al fianco di un Marin ancora una volta determinante. E una volta tanto non ammonito. Davanti la novità iniziale è stata l’esclusione di Nicholas Bonfanti. Ma la mossa funziona Leris fa il trequartista con Tramoni , che si è sacrificato molto, e si sposta spesso sulla fascia facendo la differenza e trascinando il Pisa nelle azioni più pericolose.
Moreo è un punto di riferimento importante là davanti ed è anche il primo a dare una mano. Il Palermo del primo tempo viene contenuto sulle fasce. Insigne non la vede quasi mai, mentre Di Francesco fa qualcosa in più, vedi il tiro respinto da Semper, ma toglie anche un pallone d’oro a Saric dopo una bella giocata di Ranocchia.
La fame del Pisa resiste anche nella ripresa. Anzi, aumenta. Desplanches deve subito metterci una pezza sui tiri di Marin e Moreo ma la parata più difficile è quella di Semper sull’unico guizzo di Brunori su cross dalla sinistra di Di Francesco. Di lì a poco Inzaghi dimostra anche doti camaleontiche. Con Beruatto e Touré ammoniti Inzaghi mette dentro Angori e Nicholas Bonfanti. Il primo è un cambio naturale, il secondo invece ridisegna il Pisa con il Bonfanti attaccante che va a fare la prima punta, Moreo che cala all’altezza di Tramoni e Leris che diventa centrocampista di fascia destra.
Il Palermo prova a fare qualcosa ma risulta un po’ spuntato. Zero gol in due partite non possono essere un caso almeno nel quadro di inizio stagione di una squadra che resta fortissima. Il Pisa fa il suo e raddoppia con il manuale del contropiede. Moreo intercetta una palla di testa sulla trequarti e avvia la ripartenza per Bonfanti che chiude un triangolo con Tramoni, molto bravo nell’assist, e segna il suo primo gol in campionato. Secondo stagionale dopo quello in Coppa Italia.
La bravura del Pisa si vede in questo frangente. La squadra non perde la concentrazione e potrebbe ancora segnare, Bonfanti spreca su mancino al bacio di Angori,  ma prima di tutto si unisce a proteggere i difensori e un Semper che ha fatto almeno tre parate importanti , una nei minuti di recupero su Diakité, nell’arco della sfida. Non aver preso gol è l’altro dato fondamentale della serata.

Ancora una volta i cambi funzionano. anche gli ultimi tre. Calabresi al posto di Leris garantisce maggior copertura, con Hojholt al posto di Tramoni il centrocampo, con il passaggio dal 3-4-2-1 al 3-5-2,  ritrova quella fisicità perduta con l’uscita di Touré e Vignato al posto di Moreo porta comunque brillantezza.
Quattro punti in due partite casalinghe, bene così. Adesso l’obiettivo numero uno diventa non mollare di un centimetro. Martedì c’è il Cittadella e sabato la Reggiana. Il mercato è aperto fino al 30 agosto. Se arriverà gente di qualità male non farà. Ma soprattutto dovrà arrivare gente connessa a questa mentalità elettrica che ha portato Inzaghi. Quella di lottare su ogni pallone e ribaltare velocemente l’azione. La stagione è lunga ma il verbo, lottare appunto, è quello giusto.

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