Avete presente quando sentite che c’è qualcosa di magico? Quando novanta minuti possono valere un pezzo di storia? O comunque indirizzarla? Era il giorno dei giorni, citando Ligabue. Il Pisa ha mantenuto le attese. E’ la cronaca di un sogno, ma neanche più. E’ il racconto delle gesta di un’armata che procede indomita, verso un obiettivo ormai non più celabile. Una vittoria avrebbe significato battere la capolista, reagire alla sconfitta con il Modena e riaprire il campionato. Una sconfitta avrebbe rappresentato una batosta sul piano sia della classifica che dello spirito. Ma la squadra di Inzaghi è come i cavalli: va in avanti, a diritto, verso l’obiettivo. E infatti sono arrivati i tre punti.
Una vittoria straordinaria, la ciliegina sulla torta sul girone d’andata: una Cetilar Arena da record di presenze stagionale (9300 i presenti) festeggia il 3-1 della squadra di Inzaghi. La sudditanza psicologica verso la capolista dura appena venticinque minuti, prima che i due tenori del Pisa decidono di dimostrare perché il Pisa lotta per la promozione: Moreo lancia per Tramoni, che scappa dietro al difensore, salta Moldovan e, in un attimo che pare durare anni, appoggia nella porta vuota. E’ delirio. Semper annulla subito il tentativo di pareggio del Sassuolo, abbassando la saracinesca su un rigore in movimento di Boloca. Quindi l’altro, forse il, migliore in campo, pone il sigillo: Touré raccoglie il controcross di Marin, e i nerazzurri vanno a riposo sul 2-0.
Nella ripresa nulla pare cambiare, il Sassuolo tenta la manovra, il Pisa l’affondo, e su una schema su punizione arriva il tris: è ancora Tramoni, di testa stavolta, che segna, sfruttando un cross pennellato di Angori. Il gol fortunoso di Pierini non permette alla squadra di Grosso di ribaltarla. Il Pisa soffre ma non subisce, la superiorità – almeno da un punto di vista emotivo – è evidente. Inzaghi è direttore di un’orchestra perfetta. Il Pisa vince, si pone a -3 dal Sassuolo, termina il girone d’andata a 40 punti, e festeggia, tanto, tantissimo.