Pisa, occasione persa ma guardare avanti è la cosa più importante

L'analisi di Cesena-Pisa 1-1. Occasione persa, gestione sbagliata della superiorità numerica. Adesso però bisogna voltare pagine e pensare anche al lato positivo rappresentato dal vantaggio sullo Spezia che resta di + 4 alla vigilia di un trittico di fuoco.

L’occasione persa e la necessita di guardare avanti.

Quello che salta all’occhio da questo pari per 1-1 a Cesena subito in una situazione di vantaggio, avanti di un gol e in superiorità numerica, è che il Pisa è decisamente più bravo a fare la partita quando a meno pensieri in testa rispetto a quando la deve gestire. E’ un dato di fatto.

Non è la prima volta la squadra non sfrutta la superiorità numerica. A Frosinone non riuscì quasi mai ad impensierire una squadra che è costantemente sul fondo della classifica da inizio anno. Al contrario, invece, il Pisa tirò fuori le unghie e i denti strappando un successo prezioso con la Salernitana giocando ottanta minuti con l’uomo in meno.

A Cesena la squadra di Inzaghi si è abbassata troppo e invece di controllare attaccando si è accontentata di difendere ridando fiato alle speranze di una squadra brava e generosa ma che non ha quasi mai tirato in porta.

Quando il nervosismo doveva essere il nemico dei bianconeri, il Pisa non ne ha approfittato e si è fatto sorprendere nell’azione che ha portato al pareggio di La Gumina. Prestando il fianco al clima infuocato che c’era al Manuzzi, soprattutto dopo l’espulsione, peraltro sacrosanta, di Donnarumma.
Il primo tempo, al contrario, era stato gestito bene dal Pisa che non sarà quello impetuoso e travolgente del girone d’andata ma che è stato pratico e pericoloso più del Cesena che ha si interpretato bene anche il primo tempo ma che, grazie anche alla buona fase difensiva dei nerazzurri, ha fatto il solletico a Semper.

Le due reti in fuorigioco dei romagnoli non vanno contate come occasioni perché gli offside sono decisamente evidenti. Anche se, nel caso del gol di Adamo. la rete era stata assegnata e poi tolta al Var.

Peccato per il gol sbagliato da Tramoni in avvio, importante comunque il suo ritorno in campo , su assist di Touré. Proprio il tedesco ha colpito non a caso su una palla inattiva calciata da Angori e trasformata in gol da Touré. A tratti travolgente e decisivo anche per far espellere Donnarumma. Decisiva anche la spizzata di testa di Meister.

Il danese però, anche stavolta, non ha combinato granché nel resto della partita.  Inzaghi ha difeso le scelte sui cambi. a cominciare proprio da quello di Meister, già ammonito, con Hojholt. E’ vero che non c’erano prime punte in panchina, tolto il giovane Buffon, ma forse passare al 3-5-2 inserendo Hojholt e passando al 3-5-2 con l’uomo in più quello inviato dal tecnico è sembrato un segnale conservativo.

Non che la squadra non ci abbia provato a mettere il naso avanti  ma i tanti tentativi di cross, sia di Angori che del nuovo entrato Sernicola, non hanno portato gli effetti sperati sia quando la squadra era in vantaggio sia dopo il pareggio. Insomma, c’è stata poca cattiveria, poca ferocia agonistica.

Tra i nuovi entrati Morutan non ha sfruttato  una buona occasione ma si è mosso bene facendo anche ammonire un’avversario. Non dimentichiamoci che il recupero del fantasista rumeno unito a quello di Tramoni, e ricordando che Lind è sempre un giocatore del Pisa ed è mancato solo un turno per squalifica, devono comunque far pensare in positivo in vista dei prossimi tre scontri di fuoco contro Juve Stabia in casa e Sassuolo e Spezia in trasferta.

Magari proprio il rientro di Lind e il recupero  dei due trequartisti può permettere al giovane Meister di diventare una carta da giocare a gara in corso, non costringendo Inzaghi a farlo giocare dall’inizio, e può consentire anche Moreo di tirare un po’ il fiato dopo aver trainato la carretta per tutta la stagione.
Inutile girarci intorno, quella di Cesena è un’occasione persa. Ma è fondamentale guardare subito avanti. Per capire cosa faremo da grandi queste tre partite sono fondamentali. E non è poco iniziare questi tre tapponi con un vantaggio di 4 punti. L’importante è fare quello che è nelle corde di questa squadra.

Giocarsela senza pensare tropo a gestire. La strada è ancora lunga ma meglio affrontare le salite con un margine di vantaggio, anche se non decisivo, che essere costretto ad inseguire. Può sembrare banale ma queste cose vanno ricordate perché è la testa, anche più delle gambe, a fare la differenza quando c’è equilibrio. Non farsi prendere dal panico deve diventare il mantra di questa fase cruciale della stagione.

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Marco
Marco
1 anno fa

Il pisa se gioca come sà con grinta ce la puo fare ma deve farlo usando la testa senza farsi espellere giocatori..nelle ultime partite ha avuto paura di questo è si è visto ..
Gli arbitri dovrebbero far giocare di piu ..
L’arbitraggio di oggi limita molto il gioco psicologicamente i giocatori ne risentono.
Forza pisa

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1 anno fa

Io invece guardo indietro e vedo: l’unica squadra ad essere campioni d’inverno a non essere andata in serie A; finale play off 2-0 in casa al Monza e poi si è perso; anno successivo qualificazione play off che si è fatto tutto per non centrare. Ora speriamo di non essere di nuovo all’inizio del passo del gambero…

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1 anno fa

Ormai e’ inutile piangere sul latte versato, e’ andata come è andata, e come ha detto Inzaghi verranno analizzati gi errori commessi per non ripeterli, ora 3 punti con lo Stabia. ⚫🔵

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