La partita è fondamentale. La classifica parla chiaro: seconda contro prima. Testimoni della storia, tutti vogliono esserci: settemila nerazzurri al Mapei Stadium. La pressione si sente dal riscaldamento, con lo speaker costretto ad alzare il volume degli altoparlanti per sovrastare i decibel dei nerazzurri.
In campo, però, la storia è diversa. Almeno nei quarantacinque minuti, il divario tecnico delle due formazioni si fa sentire. Con il Sassuolo, scherato con il 4-3-3 per sopperire all’assenza di Thorstvedt, Sin da subito la squadra avversaria è pericolosa: Doig in ben tre occasioni impensierisce Semper (una colpendo il palo), mentre lo squillo dei nerazzurri è con Tramoni, che di prima in area piccola si fa parare il tiro da Moldovan.
La partita si sblocca al ventiquattresimo: il cross dalla destra di Berardi trova Moro che si stacca dalla marcatura di Caracciolo e batte Semper. Da quel momento i nerazzurri tentano di rispondere, ma la difesa avversaria non permette mai alla squadra ospite di andare al tiro.
L’errore è di Rus non di Caracciolo
Nel secondo tempo noi 3 occasioni clamorose, loro 0. Bisognava essere più cinici.