Riparte il viaggio in quattro puntate dedicato all’ultimo campionato del Pisa in serie A.
Il mese di dicembre del 1990 inizia con la sfida salvezza all’Arena contro il Cesena di Marcello Lippi. Il Pisa deve assolutamente vincere perché con i due punti riuscirebbe a superare i romagnoli che li sopravanzano di una lunghezza a quota. Con i bianconeri ci sono Lecce, Fiorentina e addirittura il Napoli campione d’Italia. Romeo Anconetani ( in una foto degli anni Ottanta) prima della partita cosparge con 26 chilogrammi di sale l’Arena Garibaldi.
La partenza però non è delle migliori. Segna Silas e raddoppia Ciocci dopo una splendida azione personale. L’Arena crolla nell’incubo ma ci pensa Michele Padovano. L’attaccante nerazzurro già all’intervallo raddrizza la baracca con un gol su rigore, non lo tira Piovanelli dopo quello fallito con il Parma, e con una girata da distanza ravvicinata. Nella ripresa Ciocci coglie una clamorosa traversa e nel finale Magni di Bergamo concede un altro rigore al Pisa. Padovano fa tris e regala un successo d’oro ai nerazzurri. E’ bastato un successo per mettersi alle spalle ben cinque squadre in una classifica sempre più corta.
Il 9 dicembre viene rinviata la sfida del Meazza con il Milan perché i rossoneri sono a Tokyo per la finale di Coppa Intercontinentale contro l’Olimpia Asuncion. La squadra di Arrigo Sacchi dà spettacolo e alza il trofeo per il secondo anno consecutivo grazie a un 3-0 che non ammette repliche. Doppietta di Rijkaard e nel mezzo gol di Stroppa.
Contro il Torino, 16 dicembre, il Pisa gioca una delle sue partite più belle di quel campionato. I granata lottano per la Uefa ma il Pisa torna quello delle prime giornate. Gol capolavoro di Padovano e rete di Piovanelli che ci mette la sua solita caparbietà. Ed è 2-0 già a fine primo tempo. Nella ripresa Simoni para un rigore a Martin Vazquez. Il Pisa sale a quota 11, appena due punti in meno del Torino con una gara in meno, e Piovanelli è in testa alla classifica cannonieri con 8 reti assieme a Melli, Ciocci e Matthaùs. E Padovano insegue a quota 7.
I due attaccanti nerazzurri diventano la 2P. Piovanelli viene convocato in nazionale da Azeglio Vicini per la sfida delle qualificazioni all’Europeo del 1992 contro Cipro. A Limassol Lamberto resta in panchina nel 4-0 rifilato ai ciprioti. Sarà la sua prima e ultima convocazione in Nazionale. La sfortuna però ci mette lo zampino perché il 30 dicembre Piovanelli si infortuna seriamente a Roma contro la Lazio, fallo di Domini, e da quel momento non sarà più la stessa cosa. Il Pisa strappa lo 0-0 all’Olimpico ma poi inizia il 1991 con le sconfitte per 2-0 a Bari e per 5-1 in casa con la Juventus di Baggio e Casiraghi.
Il mondo però è in ansia per la Guerra nel golfo. Dopo che l’Iraq ha invaso il Kuwait il 2 agosto del 1990 la situazione è precipitata. A metà gennaio le truppe dell’Onu attaccano l’Iraq. Il 16 gennaio 1991 scade l’ultimatum delle Nazioni Unite e alle 2,38 del mattino, ora di Baghdad, inizia l’operazione desert storm. La più imponente azione militare alleata dopo la seconda guerra mondiale. Baghdad risponde con i missili su Tel Aviv. Mentre i Marines liberano 9 piattaforme petrolifere. Cade subito l’illusione che sarà una guerra lampo. E l’anno nuovo inizia nel peggiore dei modi anche perché venti di guerra soffiano anche in Etiopia, nella Jugoslavia, che sarà unita ancora per poco, e nelle repubbliche baltiche.
Il pallone però continua a rotolare e il 20 gennaio si chiude il girone d’andata andando a far visita alla Roma all’Olimpico. E’ appena morto il presidente giallorosso Dino Viola, riportò lo scudetto in casa giallorossa nel 1983, e la Roma è a lutto. In quel periodo non si era soliti rinviare le partite per eventi luttuosi. Si gioca, probabilmente proprio per onorare la memoria di un grande presidente, e il Pisa vince per 2-0 con gol nella ripresa di Larsen e Davide Lucarelli. Per il danese quello dell’Olimpico è il primo e unico gol in campionato.
Il Pisa tre giorni dopo recupera la partita con il MIlan che si impone per 2-0 con un gol di Massaro. I nerazzurri chiudono l’andata con 14 punti al quart’ultimo posto, in B ne retrocedono quattro, ma ad un solo punto di distanza dalla quota salvezza.