Forse per la prima volta in 34 anni la gente ĆØ andata allo stadio senza ansia.
In pace, senza l’assillo di fare risultato. A cinque giorni dalla promozione in A conquistata a Bari la partita con il Sudtirol , finita 3-3, ĆØ stata l’occasione per tributare il primo abbraccio alla squadra dopo quello di domenica scorsa. Arena strapiena e coreografia da brividi. Iniziata al 20′ perchĆ© le file all’ingresso della Curva NordĀ hanno fatto entrare molti spettatori a gara in corso. Curva e gradinata si tingono di nero e di azzurro sotto la lunga e significativa scritta: āQuesta ĆØ per tutti noi…per chi ci ha lasciatoā¦per chi lāha vissuta ā¦e per chi la vivrĆ ā¦grazie ragazziā¦Il sogno della cittĆ diventa realtĆ ā¦Pisa non si piegaā.Ā Ā Poi da lƬ in poi cori ed emozioni per tutta la partita per una tifoseria che merita questo successo.
Altro giro, altro sold-out. Altra festa. Prima di quella di oggi, con premiazione all’Arena e giro con pullman scoperto, e dell’abbraccio finale di martedƬ per l’ultima recita con la Cremonese. La gara con il Sudtirol ĆØ stata l’occasione per vedere all’opera tanti giocatori della rosa di Inzaghi, era squalificato e in panchina ĆØ andato il vice Maurizio D’Angelo, che hanno trovato meno spazio.Ā Loria in porta ha fatto l’esordio stagionale, poi sono stati lanciati due debuttanti assoluti in B come Sussi, un anno fa si era fatto male al crociato aĀ Fiorenzuola, e il PrimaveraĀ Ferrari che entrato bene nel finale. Buona l’impressione destata da Castellini alla prima da titolare dopo lo scampolo giocato a Cosenza.
Il pareggio ĆØ servito al Sudtirol per festeggiare la salvezza, che alla luce dei risultati sarebbe arrivata comunque, e anche il Pisa ĆØ contento di aver evitato una sconfitta. Nel primo tempo gli ospiti erano andati avanti di due reti ma il Pisa era tornato sotto con LInd. Nel secondo tempo dopo il 3-1 di Pietrangeli il Pisa ha cambiato passo. Soprattutto gli ingressi di Piccinini e Sernicola hanno dato maggiore sprint. Prima la bella rete dell’esterno sinistro arrivato a gennaio dalla Cremonese. Poi il gol capolavoro di Rus al 93′ che vale il definitivo 3-3. Prima rete su punizione diretta dei nerazzurri in questo campionato. Rete che propizia l’ennesima, giustificata, esplosione di gioia. Squadra in festa con i tifosi e negli orecchi echeggia quella canzone che inizia con “Io che amo solo te il mio Pisa sporting club”.
Guardando un attimo i numeri invece notiamo come grazie ai debutti di ieri Inzaghi sia riuscito a far giocare nell’arco del campionato 31 giocatori. Con la Cremonese il portiere Nicolas, chiuso da Semper dopo tre stagioni da titolare,Ā diventerĆ il trentaduesimo. E con i grigiorossi molto probabilmente prenderanno l’applauso dell’Arena alcuni dei big che non hanno giocato ieri. Sernicola con la sua rete diventa il giocatore numero 15 ad andare in gol in un attacco capace di segnare qualcosa come 62 gol. Meglio fa solo il Sassuolo con 78.
Le tre reti subiti confermano il Pisa seconda miglior difesa con 35 reti al passivo. Lo Spezia, che ha perso 3-2 con la Cremonese in casa, ĆØ la miglior difesa con 32 gol presi. Ma in classifica ĆØ terza a 10 punti dai nerazzurri: Pisa 73, Spezia 63. Senza il Sassuolo di solito la media del Pisa,1,97 punti a partita,Ā era da primo posto.Ā O almeno non tale da ritrovarsi nove punti dietro ai neroverdi.
La differenza per conquistare il secondo posto la squadra di Inzaghi l’ha fatta dopo lo scontro diretto perso a Spezia. Da lƬ in poi i nerazzurri hanno conquistato 16 punti in 8 partite contro i 9 dello Spezia. Quello con il Sudtirol ĆØ il pareggio numero 7 del campionato. E va detto che anche se il Pisa spesso non ha avuto mezze misure ĆØ stato continuo: 40 punti all’andata e 33 al ritorno. Con una partita ancora da giocare ma soprattutto con la promozione raggiunta con due giornate d’anticipo. Prima di Bari la differenza tra andata e ritorno era solo di 3 punti.
Adesso si festeggia ancora un po’ e poi si penserĆ alla prima lettera dell’alfabeto. Quella A tanto sognata e tanto meritatamente conquistata grazie in primisĀ all’importanza che Inzaghi ha saputo dare al gruppo. Gestendo al meglio tutti i complessi ingranaggi che ci possono essere nella costruzione di una squadra di calcio. Una macchina alimentata dalla benzina della consapevolezza dei propri mezzi che ha preso forma un passo alla volta. Regalando la gioia più bella al suo attaccatissimo popolo.
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