Pisa, Inzaghi: “Abbiamo festeggiato tantissimo. Tanti allenatori si sono congratulati”

L'ultima conferenza stampa stagionale dell'allenatore nerazzurro alla vigilia della sfida contro la Cremonese

Nella stessa giornata della premiazione presso Sala delle Baleari del Comune di Pisa, Filippo Inzaghi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida Pisa-Cremonese, ultima gara in programma in campionato per i nerazzurri.

I GIORNI DOPO LA FESTA – “Abbiamo festeggiato tantissimo. Una cosa così è stata incredibile. La festa allo stadio, il giro con il pullman, la cena di ieri sera, stamattina essere ricevuti in Comune. Sono contento perché oggi ho ricordato il primo giorno a Bormio. Dissi a questi ragazzi che il Pisa non andava in Serie A da trentaquattro anni, facendo un’impresa saremmo rimasti nella storia. Ce ne stiamo rendendo conto ora di star facendo qualcosa di grande. All’inizio non ce ne rendevamo neanche conto, ora sì. L’unico giocatore nato quando il Pisa era in Serie A era Caracciolo, ciò fa capire il tempo. Siamo molto, molto contenti. È anche difficile parlar di calcio. Oggi abiamo riniziato, ma domani ci teniamo a chiudere bene la stagione. Non dobbiamo macchiarla con nessuna brutta figura. Domani mattina faremo la rifinitura, e ci tengo che la squadra finisca nel modo migliore. È il campionato indimenticabile e l’ultima in casa ci teniamo a fare bene, certo, la Cremonese ha stimoli per il terzo posto, ma ci teniamo a fare bene”.

MOMENTI PRECISI DELLA STAGIONE – “A volte mi fermo anche io a pensare quali sono stati i momenti chiave. Inutile ripeterli, è stato quello di aver desiderato a tutti i costi questa piazza. Ha fatto sì che scattasse qualcosa di straordinario. Fin dal primo giorno sembrava che avessi sempre allenato a Pisa, quando ero appena arrivato. Questo fattore ha fatto sì che nel ritiro di Bormio volevo alzare l’asticella ricordando che si veniva da campionati non all’altezza. La società credeva tantissimo a questa squadra. Conoscevo i valori morali. A volte il giocatore di Serie B ha bisogno di fiducia, di sentirsi più forti di quello che è. Ho convinto che era possibile andare a giocare a San Siro, all’Olimpico. In Comune ho ringraziato chi ha giocato meno perché sono stati i più importanti affinché si creasse il gruppo più forte del campionato. Ricordo la prima conferenza, ricordai dissi che volevo che la gente avesse paura di incontrare il Pisa. È diventata durissima per loro.

VERSO LA CREMONESE – Oggi ci siamo allenati. Nicolas, come Loria e Sussi, erano gli unici senza un minuto in campionato. I due portieri avrebbero giocato titolare in ogni squadra di Serie B, ma erano dietro a Semper. Si sono sempre allenati benissimo. Merita di giocare il brasiliano. Merita di avere la rete inviolata. Per il resto valuterò. Giocherà Caracciolo. Hanno tutti voglia di giocare. Speravo che qualcuno fosse un po’ stanco, ma si fa fatica a capire chi andrà in tribuna. Meister è squalificato, poi vedremo. Moreo nell’ultimo periodo ha stretto i denti, ha giocato con un dito del piede rotto, gli sono grato. Se sta bene giocherà”.

MESSAGGI INASPETTATI – “Mi hanno scritto tanti colleghi, allenatori della Serie B, quasi tutti. È una cosa che mi fa piacere, oltre a ricordare mio fratello, il nostro primo tifoso. Ma tanti colleghi mi hanno scritto. Non voglio dirli tutti, ma due se lo meritano: Semplici e Alvini, per l’annata sfortunata che hanno avuto, ricordarsi il nostro successo è molto apprezzato da me”.

VERSO LA SERIE A – “Un susseguirsi di emozioni. Mi sono goduto a pieno la festa. Sono molto stanco. Quando torno a casa c’è un’ulteriore partita, con i bambini, Non vedo l’ora di andare in vacanza. Guardo sempre verso il prossimo obiettivo. Questa volta, avendolo raggiunto prima, ce la siamo goduti a pieno. Sono contento di avere ripagato tutta la fiducia posta in me. La Serie A è un altro sport, ma pensare più avanti di domani non ho voglia. So benissimo come è quel campionato, la palla gira a velocità doppia. Ci penseremo. Non chiedo niente di particolare a me stesso. Penso di essere un allenatore migliore di dieci anni fa. La fortuna degli allenatori la fanno la società e i giocatori”.

QUANDO SI E’ DECISO IL CAMPIONATO – “Lo abbiamo deciso gara dopo gara. La squadra tante volte ha sorpreso anche me. Anche dopo sconfitte immeritate non si è mai abbattuta. Ha avuto una forza mentale oltre le mie aspettative. A volte ci sono stati dei momenti dove avremmo potuto vacillare, ma non abbiamo mai sentito la pressione. La squadra ogni partita ha dato il meglio di sé. L’unica dove non siamo stati noi fu contro la Juve Stabia all’andata. Per fare un’impresa tutto doveva andare alla perfezione. In Serie B non ho mai visto muovere settemila persone in trasferta così come accadde con il Sassuolo. Ora sono contento che tutti possiamo godere di questo successo”.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Sconfitta per i ragazzi di Sordi dopo tre vittorie di fila...
Padroni di casa leggermente avanti. L'ultima volta Aquilani perse contro Fabregas...

Altre notizie