I protagonisti del superPisA: la promessa mantenuta di Marin

Marius Marin è uno dei punti fermi del Pisa tornato in serie A. Un percorso di crescita continuo che dura da sette anni. Tante soddisfazioni e una promessa mantenuta.

Dopo la finale playoff persa con il Monza del 29 maggio 2022 Marius Marin aveva fatto una promessa.

Quella di arrivare, prima o dopo, a conquistare la promozione in A con la maglia del Pisa. Missione compiuta dopo tre anni. Un periodo in cui il centrocampista romeno ha trovato la sua maturità calcistica. Non a caso è diventato titolare in nazionale e un punto di forza del Pisa. E’ diventato lo straniero con più presenze nella storia nerazzurra con 244 presenze, con 7 gol,  in partite ufficiali.

Dall’estate del 2018 in poi Marin è diventato non solo un calciatore sempre più forte e determinante. crescendo anche a livello tecnico, visto che la grinta e la corsa sono doti che già appartenevano al suo Dna, che ne fanno un centrocampista completo. Di lotta e di governo. Perfetto per spezzare i ritmi e pressare gli avversari. Come vuole Inzaghi.

In nerazzurro ne ha viste tante. La promozione in B al primo colpo e quel senso di appartenenza cresciuto negli anni. Brava la società a trattenerlo, adesso è sotto contratto fino al 2026,  e farlo diventare una vera e propria bandiera. Termine che non si usa più ma che per lui è sicuramente valido e appropriato. D’Angelo è stato il primo allenatore a credere in lui ma il suo rendimento è stato ottimo anche con Aquilani, con Maran è poco giudicabile visto l’esonero dopo sei partite del tecnico trentino, e ovviamente con Inzaghi.

Quel coraggio in più nella giocata è arrivato nella stagione precedente ma è stato utile anche in quella appena conclusa. Mai visto verticalizzare con tanta frequenza. In molti hanno sempre nella mente quel lancio spettacolare per Moreo con il Frosinone o quella ripartenza a tutta velocità nell’ultima gara con la Cremonese. Giusto per ricordare le immagini più recenti di alcune sue giocate. Che non hanno portato gol ma applausi a  scena aperta. In 34 presenze,31 da titolare,  ha messo a referto un gol, nel 3-1 in casa della Cremonese,  e 2 assist. Contro la Reggiana per Tramoni, vittoria per 2-1 in casa alla quarta giornata, e nel big match di Santo Stefano vinto per 3-1 con il Sassuolo. In quel caso il passaggio vincente è stato per Touré. Un’azione vista più volte quando i due provano l’inserimento in area avversaria.

C’è stato anche chi lo ha criticato dopo il rigore fallito, ma qualcuno anche per le troppe ammonizioni,  con il Cosenza sul punteggio di 2-0. La gara poi finì 2-2 e Marin per qualcuno, sui social, diventò il capro espiatorio. Per fortuna per pochi. Visto che tutta la tifoseria lo adora. Marin è un patrimonio da preservare. E non serve ricordare, come cantava Francesco de Gregori, che non è da un calcio di rigore fallito che si giudica un giocatore. E il giudizio su questa stagione e sul percorso fatto in nerazzurro è davvero eccellente.

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