Siamo tutti pronti per due mesi da affrontare tutti d’un fiato.
Da martedì 1 luglio a lunedì 1 settembre va in scena il calciomercato. Anche se va detto che ormai la piazza affari del calcio è operativa 365 giorni l’anno H24. Ma ovviamente i due mesi “ufficiali” sono un’altra cosa. Diventano croce e delizia di tifosi, appassionati, giornalisti, operatori di mercato e se vogliamo anche dei fantallenatori. Specialmente quelli che per la prima volta faranno il fantacalcio con i giocatori del Pisa dopo essere invecchiati al ritmo di aste infinite anche per prendere Tarana o Mazzantini.
Ma ovviamente i protagonisti principali sono proprio loro. I calciatori. Quelli che ti fanno emozionare per un gol allo stadio e che d’estate diventano il sogno proibito di molti. A Pisa il tormentone del 2025 appare essere legato al nome di Giovanni Simeone del Napoli ( nella foto). Ancora un po’ di pazienza e scopriremo se sarà sogno o realtà. E il sogno viene alimentato dal fatto che uno dei colpi dell’ultimo mercato in serie A del Pisa fu Diego Pablo Simeone. Il padre di Giovanni. Il livello rispetto alle famosi estate del pisano si è decisamente elevato anche per quanto riguarda i sogni e i tormentoni. Non c’è che dire. Con la speranza poi di concretizzare qualcosa di importante.
Sono tante le parole e i personaggi chiave nel calcio mercato. Due i ruoli fondamentali: direttori sportivi, o anche direttori generali, e procuratori. I loro telefoni non smettono mai di squillare. Le loro dita sono sempre in movimento sulla tastiera dello smartphone. Anche da un semplice Whatsapp possono cambiare i destini del mercato. Sono lontani i tempi in cui il presidente dell’Inter Ivanoe Fraizzoli telefonava ad un ristorante per farsi passare al telefono Roberto Boninsegna e dirgli che era stato ceduto alla Juventus. Lui simbolo del tifo interista.
Un ruolo di primo piano è quello degli scouting. In pochi li menzionano ma sono fondamentali. Non c’è più l’osservatore di turno che va in Scandinavia o in Sudamerica a visionare un giocatore. Si lavora con un gruppo di professionisti che monitora calciatori in tutto il mondo continuamente. E anche il Pisa punta molto, e con ottimi risultati, sul lavoro degli scouting. La professionalità si è decisamente elevata rispetto al passato. Non è detto però che anche oggi il flop non sia dietro l’angolo. Serve sempre quello che riesca a trovare la differenza tra prendere un campione o un giocatore come tanti.
I presidenti e i patron ovviamente contano. Ma il loro approccio sul mercato è mutato nel tempo. Si lavora più di gruppo. E’ sempre più difficile trovare quel presidente alla Romeo Anconetani che diventa anche primo attore del mercato. O a un Silvio Berlusconi che guardava la lista degli ultimi palloni d’Oro e provava a prenderli tutti. Anche perché in quel caso siamo reduci da un duopolio quasi ventennale di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. La scelta del giocatore giusto si fa di concerto e si guardano anche i numeri.
Si consultano attentamente i numeri dei giocatori. Non tanto gol e assist ma quanto corre in una partita, quali zone del campo copre, quanti palloni tocca e come li gioca, in quale modulo di gioco si trova maggiormente a suo agio. L’almanacco Panini resta in soffitta ma effettivamente molti di questi numeri possono essere utili. Altri un po’ meno. Come ad esempio quello dei followers sui social. Non vi stupite, qualcuno lo guarda davvero. Come emerge da un recente articolo pubblicato dal quotidiano Tuttosport.
E gli allenatori quanto contano? I tecnici oggi influiscono molto di più sulla partita. I cinque cambi gli hanno permesso di poter gestire con più margine le partite e le forze dei giocatori. La tattica ha un’importanza sempre più elevata. Ma è anche un’arma a doppio taglio perché con troppi schemi si rischia di ingabbiare sempre di più la tecnica e la fantasia. Ma è fuori dubbio che oggi l’allenatore incide tanto su successi e insuccessi. E sul mercato quanto incide un mister? decisamente meno rispetto alle figure citate in precedenza. Difficile vedere allenatori che quando cambiano panchina portano in blocco i loro giocatori. Più facile invece che assieme a loro traslochino figure dello staff tecnico. E anche lì c’è un mercato. Vasti pensare a Miguel Veloso, collaboratore tecnico del Pisa, richiesto espressamente da Ivan Juric all’Atalanta.
Insomma, siamo tutti pronti a scattare dai blocchi. Anche i giornalisti che cercheranno di dare notizie, indiscrezioni, dettagli. Già ieri abbiamo visto come in poche ore siano rimbalzate una serie di possibili affari in casa Pisa da un sito all’altro. Dimenticando forse che non esiste solo la voce entrate ma anche quella uscite, con una rosa di 43 giocatori da sfoltire, con un equilibrio da mantenere. Ecco la parola chiave di questi due mesi: Equilibrio. Ce ne sarà bisogno.
Saranno due mesi “bollenti” per il mondo dell’informazione. Dalla galassia Internet fino al vecchio e decrepito quotidiano che resiste indomito agli acciacchi del tempo. E al giornalista che stanco torna verso casa sente sempre la stessa domanda per due mesi: “O ma chi si compra?”. E tutto sommato anche questo è il bello del calciomercato.
So che sono demodè ma una squadra che abbia un’identità credo che debba avvalersi di un cospicuo numero di calciatori italiani. L’ingaggio di Gilardino è sicuramente rassicurante anche per questo motivo.