Pisa, rieccoti in A 12.509 giorni dopo

Il grande giorno è arrivato. Vale la pensa goderselo, pensando a quanta strada e quanti momenti difficili ci sono stati negli ultimi 34 anni.

Ci siamo. Stasera alle 20,45 il Pisa torna a giocare una partita di serie A dopo 34 anni.

Lo fa su un campo di una squadra che negli anni ottanta era più o meno al suo livello, a volte ha giocato anche in categorie inferiori a quelle del Pisa, ma che oggi è una grande realtà a livello nazionale e internazionale. Poco più di un anno fa ha vinto l’Europa League ed è di casa in Champions League. Anzi, quando venne eliminata dal Villareal e dal Bruges fu quasi una sorpresa. Tanto è il credito che ha la squadra bergamasca. Oggi però inizia una nuova era anche per loro dopo nove anni con Gian Piero Gasperini.

I nerazzurri di Bergamo ripartono da Juric, quelli di Pisa da Gilardino. Anche qui l’eredità raccolta dal tecnico di Biella non è cosa da poco. Inzaghi a  Pisa è rimasto un solo anno ma ha riportato il Pisa in serie A. Non solo. Ha dato consapevolezza e forza a una squadra che era reduce da un campionato anonimo. Coinvolgendo la piazza e riportando entusiasmo. Ma questo capitolo è finito. Ognuno ha preso la sua strada e adesso tocca  Gilardino.

Compito difficile ma Gila non è certo uno sprovveduto. Tecnico emergente ma che ha già conquistato la serie A con il Genoa e una salvezza con largo anticipo sempre con i rossoblù. L’esonero della passata stagione è arrivato con la squadra che si trovava in ona salvezza. Il tecnico dovrà essere bravo a far calare nel mondo della serie A il blocco storico del Pisa e miscelarlo con i volti nuovi. Per stasera dall’inizio vedremo solo Aebischer ma Cuadrado e Nzola sono in rampa di lancio. E il mercato non è ancora finito. Probabilmente qualcosa in più andava, e va fatto, per completare e arricchire la rosa ma il Pisa merita fiducia.

La meritano i dieci che stasera andranno in campo dall’inizio e hanno contribuito alla promozione. Sei di loro esordiranno in serie A. Non sono tutti dei ragazzini. E per questo meritano un plauso. A cominciare da Moreo che di anni ne ha 32. Senza dimenticare Marin che da otto anni indossa questa maglia. Ma anche i non esordienti la serie l’hanno vista poco. Più di tutti capitan Caracciolo con 33 presenze. Aebischer, con le sue 94, ne fa più di tutti gli altri che saranno in campo messi insieme.

Poca esperienza in serie A ma grande esperienza nel calcio. Chissà quanta voglia avranno i Calabresi, che di presenze in ne ha fatte 21, i Touré. Quanta energia possono mettere i più emergenti come Canestrelli e Angori. Senza dimenticare Meister e lo stesso Tramoni che al massimo ha giocato qualche scampolo di partita ai tempi del Cagliari. Anche Semper di partite in A ne ha giocate appena 7 ma non è certo un portiere inesperto. E adesso ha anche il morale alto dopo i quattro rigori parati. Quindi fiducia, coraggio e petto in fuori.

E l’orgoglio di essere lì 34 anni dopo. Anni in cui il Pisa ha conosciuto due volte l’esclusione dal calcio professionistico e ha vissuto altri momenti difficili nel 2016 prima dell’avvento dei Corrado con Enzo Ricci. L’imprenditore milanese che nel 2021 ha ceduto il pacchetto di maggioranza ad Alexander Knaster. 

Stasera il Pisa giocherà anche per tutti i tifosi che hanno buttato giù bocconi amari. E che sono così passionali e innamorati di questa maglia. Chi ha visto perdere il Pisa 3-0 a Tempio Pausania non si spaventa di certo per un 3-0 in amichevole a Leverkusen. Questo non significa accettare ruoli da comparsa in serie A.

Ovvio che questa avventura però dovrà iniziare con la consapevolezza che siamo in un mondo nuovo. Completamente diverso da quello a cui eravamo abituati verso il finire del novecento. Per dirla alla Gilardino ci sarà da chiudere spesso le finestre. Ma anche questo non può spaventare il popolo pisano.

Buon campionato a tutti.

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