Il Pisa c’è ma le occasioni vanno sfruttate

Il Pisa ripete il grande primo tempo di Bergamo ma non sfrutta le occasioni. Di positivo c'è che la squadra non va mai allo sbando anche quando il tasso tecnico degli avversari viene fuori.

Per la prima casalinga in serie A il Pisa non porta a casa punti ma dimostra di poterci stare.
La Roma passa per 1-0 perché quando fai alzare dalla panchina Dybala diventa dura per tutti non solo per una neopromossa come il Pisa. Decide un guizzo di Soulé ma è l’ingresso dell’argentino che ha cambiato la partita. Proprio dal suo piede è partita l’azione sia del gol valido, l’assist finale è di Ferguson, sia di quello annullato a Soulé.
Alla crescita della Roma nella ripresa ha fatto da contraltare un calo fisiologico del Pisa che non poteva tenere i ritmi del primo tempo. Prestazione simile a quella di Bergamo. Con la differenza che con l’Atalanta il Pisa ha segnato e stavolta no. Va detto però che con i nerazzurri bergamaschi il gol era arrivato su autorete. Segnale da non prendere sotto gamba quello che non si riesce ad essere troppo concreti in avanti.
Meister con i giallorossi ha avuto due grandi chance nei primi dieci minuti. Prima è bravo a prendere il tempo a Mancini sul cross di Touré, ma non riesce ad angolarla e Svilar para in due tempi, poi su gran palla in verticale di Aebischer mette a lato con l’esterno destro. A Meister non va gettata la croce addosso probabilmente non gli va dato, da solo, tutto il peso dell’attacco sulle spalle.
Il Pisa però ha fatto un figurone. Soprattutto nei primi 45 minuti. Gilardino ha messo molto bene in campo la squadra. La Roma di Gasperini è andata in difficoltà con il pallone tra i piedi. Tanto possesso ma nessun guizzo. Merito di un Pisa che bloccava tutte le linee di passaggio e non faceva respirare i giallorossi.
Caracciolo non sbagliava un anticipo, Touré raddoppiava sempre su El Sharawy dando una mano a Canestrelli. Soulé veniva disinnescato e Ferguson non riusciva a fare il solito lavoro spalle alla porta. Il sacrificio di Tramoni è servito per aiutare la squadra in fase di non possesso. Il numero dieci nerazzurro tornava spesso in difesa ma perdeva in lucidità quando si trovava con il pallone tra i piedi. Sempre troppo lontano dalla porta. Ed è un peccato per una squadra che ha difficoltà a segnare. Fermo restando che dall’altra parte c’era una candidata alle prime piazze.
Nella ripresa si intuisce subito che la musica è cambiata. Non solo perché Dybala va largo a sinistra a fare il diavolo a quattro, ma perché la squadra è un po’ meno compatta e inizia a sbagliare troppi passaggi.
Dopo il gol di Soulé la Roma sembra in pieno controllo ma il Pisa non molla. La seconda rete poteva mettere in ginocchio il Pisa ma la revisione del Var ha ridato fiato alle speranze nerazzurre. Gilardino ha fatto entrare Cuadrado, Nzola e Calabresi per Tramoni, Moreo e Lusuardi. Il brasiliano al posto di Denoon è stat l’unica novità rispettoa Bergamo nell’undici iniziale.
La carica di Aebischer e l’ingresso di Nzola, maestro nel tenere palla e far salire la squadra, portano qualche grattacapo alla Roma. Il Pisa c’è anche se qualche rischio in contropiede se lo prende. Soprattutto perché intanto è salito di tonoa nche Koné che con i suoi strappi a centrocampo crea spesso superiorità numerica. Nel finale escono Angori, un po’ in difficoltà, e Marin per Leris e il nuovo arrivato Stengs. Che ci prova come ci prova il Pisa.
Svilar non ha problemi sull’olandese e Cuadrado e Semper evita il raddoppio su Dobvyk subentrato a Ferguson. finisce comunque tra gli applausi. Che il Pisa stramerita.
Alcune riflessioni vanno però fatte. Come ripete spesso Gilardino serve più concretezza negli ultimi metri. Sia al tiro che nell’ultimo passaggio. Va migliorato l’appproccio nei secondi tempi. Il Pisa ha preso due gol nei primi dieci minuti della ripresa e soprattutto dopo l’intervallo non è entrata in campo con la cattiveria e la determinazione del primo tempo. Di buono c’è, che sia a Bergamo che con la Roma, la squadra non è mai andata allo sbando e dopo il momento difficile ha rialzato la testa.
Dal mercato è in arrivo Raul Albiol in difesa, ma anche Giovanni Bonfanti, mentre in attaco, se parte Lind, potrebeb cambiare qualcosa. La cosa positiva però è che a prestazione c’è stata. Da qui si riparte. E non è poco. Tra due settimane con l’Udinese probabilmente vedremo una squadra cambiata rispetto a oggi. L’importante sarà proseguire con questa mentalità e cercare di correggere alcuni difetti.

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