Pisa, gli errori si pagano a caro prezzo

L'analisi di Pisa-Udinese 0-1. Tanta volontà ma poca concretezza per la squadra nerazzurra che incassa il secondo ko di fila in casa.

Il Pisa si lecca le ferite.

Dopo la seconda sconfitta di fila in casa ed esce dalla partita con l’Udinese, che si impone per 1-0, con la conferma di quello che Alberto Gilardino, tecnico nerazzurro, dice già da qualche tempo.
Ovvero che in serie A occorre essere spietati. Concretizzare al massimo le occasioni a favore e tenere sempre la massima attenzione in difesa perché alla prima mezza incertezza rischi di essere castigato.
La squadra anche stavolta è rimasta in partita fino alla fine producendo un grande sforzo nella fase di non possesso e costruendo anche situazioni importanti. Ma come nelle prime partite è mancata la stoccata negli ultimi metri. Si arriva a Roma ma non si vede il Papa. E pensare che dopo due minuti il Pisa neppure aveva bisogno di fare chissà che cosa per andare in gol visto che il portiere Sava, spesso incerto, svirgolava un pallone che Meister doveva solo appoggiare in rete.
Un gol che poteva cambiare la storia della partita e anche l’inizio di stagione del danese. A cui è stato dato praticamente quasi tutto il peso di dover segnare. E con la partenza di Lind non rimpiazzata con l’arrivo di un altro attaccante le cose non diventano più semplici per una squadra andata a segno solo su autogol.

L’episodio toglieva certezze al Pisa e dava sicurezza all’Udinese che teneva a lungo il pallino del gioco nel primo tempo. Un gioco semplice ma efficace. Bravo, che si muoveva bene tra le linee, approfittava di un rimpallo per segnare il gol partita al 14′. Il Pisa poteva capitolare di nuovo pochi minuti dopo ma stavolta era Davis che graziava Semper dopo un retropassaggio errato di Aebischer. Il Pisa, scampato il pericolo, aveva il merito di non andare alla deriva ma però sciupava un’altra grande occasione con Moreo sull’unica incertezza di Solet nell’aro della gara.
Sul centro sinistra nerazzurro però sono dolori e Gilardino lo capisce. All’intervallo escono Lusuardi e Angori per Bonfanti e Leris. Entra anche Nzola per Moreo che è  stato bravissimo in fase di non possesso ma sulla sua prestazione pesa l’occasione mancata.
La musica cambia perché la squadra guadagna metri e inizia a macinare gioco sulla catena di sinistra grazie ai nuovi entrati. Nzola non fa cose trascendentali ma aumenta il peso dell’attacco e soprattutto Tramoni viene liberato da compiti difensivi e inizia a puntare maggiormente la porta.
La squadra è sempre lì ma non trova l’acuto. Anzi rischia qualcosa, poco, in contropiede quando Ehizibue svirgola su assist di Buksa. Al tiro ci provano Leris, di testa, Caracciolo in rovesciata e Tramoni ma Sava non è chiamato ad intervenire.
L’occasione più nitida arriva nel finale su un cross teso di Bonfanti sul quale Kristensen anticipa Meister ad un passo dalla porta e salva l’Udinese. Il gigante dei friulani ha vinto nettamente il derby danese con l’attaccante nerazzurro. Gli ingressi di Stengs e Piccinini non sono giudicabili ma di certo il Pisa in avanti ha bisogno dell’olandese. Tra le note liete la prima da titolare di Akinsanmiro. 
Si riparte dagli applausi dell’Arena e dalla consapevolezza che Gilardino sta cercando comunque di dare un’identità alla squadra. Che in campo ci sa stare e che dimostra grande volontà di non prendere gol, tre reti al passivo non sono molte, ma si scontra con i limiti palesati in zona gol. La serie A ce lo siamo ripetuti tutta l’estate, è un altro sport. E per ora le lance sono spuntate.

Si attendono ancora dei recuperi importanti. A cominciare da Cuadrado e Albiol. Adesso il calendario mette di fronte il Pisa ai campioni d’Italia del Napoli. Nove punti contro uno, prima contro una delle ultime. Non sono queste le partite dove si costruisce la salvezza ma sarà importante vedere un Pisa che come in queste tre partite darà tutto per sopperire al gap tecnico.

 

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6 mesi fa

Gilardino ha il grande merito di dare compattezza e identità alla squadra, facendola anche giocare meglio rispetto ad Inzaghi, il gioco nello stretto e il freseggio palla al piede sono palesemenge migliorati! Però Gilardino deve essere messo in condizione di lavorare! Come giustamente riportato, è da tempo che chiede concretezza sotto porta, dalle amichevoli contro Augsburg e Leverkusen! Risultato: nessun finalizzatore e anzi, ceduto senza rimpiazzo Lind (per le motivazioni che tutti sappiamo)! Ma anche a supporto della prima punta, se è vero che sono arrivati giocatori sulla carta forti, Stengs e Lorran non hanno mai giocato in Italia, sono… Leggi il resto »

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6 mesi fa

Dispiace dirlo ma Gila non ha ancora azzeccato modulo e interpreti.
Nel secondo tempo ha rimediato, si è visto
Un pisa migliore , ma c’è ancora tanto da lavorare.
Ripeto tramoni non è mezzala. E’seconda punta.

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6 mesi fa

Non vuoi fa’ ruzza’ ir bimbo col calciomercato? O che babbi siete?

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6 mesi fa

Abbiamo subito gol al quarto d’ora e non siamo riusciti una volta a inquadrare la porta, speriamo che Nzola (se lo mette) sia all’altezza della situazione altrimenti la vedo bigia.

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