Pisa, rabbia e orgoglio. E testa alta

L'analisi di Napoli-Pisa 3-2. Se esci dal Maradona con la consapevolezza di meritare molto di più significa che la strada è quella giusta.

Il Pisa esce a testa altissima dal Maradona nonostante la sconfitta per 3-2.
Stavolta non c’è solo la consapevolezza di aver dato tutto ma anche quella di aver fatto tanto per mettere in difficoltà i campioni d’Italia. Tornando a casa con orgoglio ma anche con rimpianti per quelle occasioni non sfrutta e soprattutto per gli episodi arbitrali tutti sfavorevoli (LEGGI L’APPROFONDIMENTO ).

Il rigore non concesso a Leris, dopo revisione al Var che ha punito un tocco di mano involontario dell’algerino, grida vendetta ma ci potevano stare anche quelli per i contatti in area su Moreo e Akinsanmiro. Tra l’altro poco dopo questi episodi è arrivato il primo gol del Napoli.
Insomma l’orgoglio e la rabbia sono giustificate. Per il resto la squadra non solo si è difesa ma ha giocato anche a viso aperto. Lo stesso Gilardino subito dopo il pari momentaneo di Nzola su rigore, tocco di mano di Beukema, ha dato un segnale tutt’altro che rinunciatario inserendo Cuadrado e Meister al posto di leris e Moreo. Al di là del giudizio sulle scelte è un segnale importante quello che ha mandato il tecnico. Quello del coraggio e del crederci fino alla fine.
Il 3-5-2 ha dato maggior consistenza al centrocampo, che ricordiamolo si scontrava contro una delle mediane migliori d’Europa che si è permessa il lusso di partire senza Lobotka e Anguissa. Poi preziosi nella ripresa. Ma in campo c’era come McTominay, Gilmour e un certo De Bruyne. Giusto per fare qualche nome. Roba che qui eravamo abituati a vedere solo nelle figurine o alla playstation. E invece la squadra ha contenuto e tenuto testa a gente di questo calibro.

Dando la sensazione di andare in difficoltà solo quando il Napoli ha alzato l’intensità, dopo l’1-1, o quando Politano e Spinazzola spingevano sulle fasce di competenza di Bonfanti e  Leris. Ma, come ha detto Gilardino, chi non mettono in difficoltà questi due.
Il Pisa meritava di più anche perché ha sempre reagito bene alle difficoltà. Dopo il gol di Gilmour al 39′, favorito anche da un rimpallo favorevole con Aebischer, ha avuto la forza di costruire una gran palla gol con Leris, bravo Meret, proprio su lancio dello svizzero.
Nella ripresa i nerazzurri ci hanno provato anche da lontano e il rigore del pareggio momentaneo nasce da un bel tiro da fuori di Akinsanmiro alzato sopra la traversa da Meret.
Dopo le reti di Spinazzola, Semper poteva fare meglio, e dell’ex Lucca, al suo primo gol con la maglia del Napoli, il Pisa ha di nuovo reagito. Anche grazie ad errori del Napoli ma era sempre lì. Tramoni purtroppo sbagliava un ottima occasione, mentre Lorran dopo appena dieci minuti dal suo primo ingresso in campo nella nostra serie A andava in gol su assist di Angori favorito da un errore di Di Lorenzo.
E nei sei minuti di recupero il Napoli ha tremato. Lo testimoniano le tante facce preoccupate che si vedevano sugli spalti. Merito del Pisa.
Ovvio qualcosa deve ancora essere sistemato. Alcuni singoli devono ancora ingranare. Meister, ad esempio, dopo il suo ingresso in campo si è visto davvero e anche Tramoni, non solo per l’errore, può fare di più.

Un’ultima citazione la merita Caracciolo. Il capitano anche ieri sera ha rappresentato in pieno lo spirito di questa squadra. Le chiusure su Elmas e Hojlund nel primo tempo sono da applausi a scena aperta.

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