Contro la Fiorentina gli episodi arbitrali e la sfortuna hanno inciso ma la squadra ha un’identità.
Il Pisa che torna ad oggi ad allenarsi a San Piero a Grado può avvicinarsi alla sfida di Bologna, domenica alle 15, a testa alta. Se le prime partite, al netto del fatto di essere sempre rimasti in partita, aveva comunque lasciato, o in un modo o nell’altro, qualche perplessità su alcuni aspetti della partita, in primis la scarsa incisività sotto porta, stavolta alla squadra non si può rimproverare nulla.
In tanti hanno riconosciuto che questa è stata la miglior prestazione dell’anno. Il gol non è arrivato ma la squadra ha creato. Ha messo la Fiorentina alle corde con continuità e intelligenza.
Ovvio che l’aspetto tecnico va allenato e migliorato e davanti serve incisività, a Pisa i nerazzurri non hanno ancora segnato, ma la sfortuna e gli episodi hanno inciso nettamente.
Tramoni, l’uomo che può fare la differenza nell’uno contro uno e nell’ultimo passaggio, non fa ancora la differenza come in B ma è apparso in crescita una volta liberato da compiti più difensivi. Abbiamo visto anche che con Nzola il peso dell’attacco e del modo dia tatccare in area della squadra è ben diverso.
Il Pisa alla Fiorentina ha concesso solo il possesso palla, 63%, per il resto ha sovrastato, specialmente in mezzo al campo, una squadra molto più quotata.
Il ritorno di Touré ha pesato molto in senso positivo. Si è già detto più volte della grande gara, e della crescita costante di Akinsanmiro, ma tutti hanno fatto la loro parte.
Compreso chi è entrato nella ripresa. Vural ha numeri importanti ma anche Hojholt ha fatto bene e stavolta pure Cuadrado ha fatto vedere qualcosa di importante. E Meister aveva senato un gol da cineteca, annullato da un regolamento troppo penalizzante.
Per la prima volta il Pisa non ha subito gol confermando il gran momento di capitan Caracciolo ma va segnalato un canestrelli sempre più sicuro nella nuova categoria e un Bonfanti che ha impattato bene la sua seconda esperienza a Pisa. Con Leris, che sta ben impressionato, si sta creando una bella intesa sulla sinistra in entrambe le fasi.
Soprattutto però quello che è emerso tra Napoli e Fiorentina, non a Torino in Coppa ma mancavano quasi tutti i titolari, è che la squadra ha le idee chiare.
L’identità che sta cercando Gilardino da luglio inizia a manifestarsi. E si è visto proprio domenica tanto è che un po’ tutti hanno riconosciuto che la squadra con maggiore identità è apparso il Pisa.
La fiducia non è un esercizio di autostima ma arriva attraverso le prestazioni. Se dopo la sconfitta con l’Udinese era giusto essere perplessi stavolta è giusto applaudire. E guardare con fiducia a Bologna. Con la speranza di avere a disposizione l’ex di turno Aebischer. Il centrocampista è da valutare dopo il problema muscolare.
Stavolta bisogna essere consapevoli e fiduciosi che questa squadra possa crescere ancora e arrivare il prima possibile a quella prima benedetta vittoria in serie A dopo oltre 34 anni.