Dalla politica, Mazzeo: “Scelta ingiusta”. Ziello: “Messi sullo stesso piano violento e aggrediti”

Le reazioni dal mondo politico della sanzione inflitta ai tifosi nerazzurri

La politica tutta schierata contro la sanzione da parte del Minsitro dell’Interno Piantedosi di disporre il divieto di tre mesi per i tifosi del Pisa in trasferta.

Antonio Mazzeo, consigliere regionale, attraverso i propri profili ufficiali, scrive:

“La decisione firmata dal ministro Piantedosi di impedire ai tifosi del Pisa di seguire la propria squadra in trasferta per tre mesi è una scelta ingiusta e sproporzionata.
Non si difende la sicurezza colpendo una tifoseria che, da sempre, si è fatta riconoscere per correttezza, attaccamento e tante iniziative solidali.
Condannare la violenza è sacrosanto, ma altrettanto doveroso è pretendere che le responsabilità vengano individuate con precisione, senza scaricare tutto su una comunità di tifosi che ama lo sport e la propria città.
L’episodio di via Piave andava prevenuto: serviva una gestione diversa, più attenta. Si puniscono i tifosi pisani per l’incapacità di chi doveva occuparsi dei tifosi veronesi.
Chiedo al Governo di intervenire immediatamente per rivedere questo provvedimento e per assicurare che le misure di sicurezza vengano applicate con equilibrio e giustizia, senza colpire chi non ha colpe. Pisa e i pisani meritano rispetto.
Ministro e governo, sul tema della violenza sportiva e della sicurezza in generale, devono invece assumersi le proprie responsabilità senza continuare a cercare altrove la causa dei loro fallimenti”.

Il deputato della Lega Edoardo Ziello:

“Lo stop di tre mesi alle trasferte dei tifosi pisani è sproporzionato. Sono stati messi sullo stesso piano gli aggressori che erano i tifosi veronesi violenti con gli aggrediti che si sono precipitati a difendere una parte di città che poteva essere messa a ferro e a fuoco. È un provvedimento veramente assurdo come assurdo è stato non coprire la stazione di Pisa San Rossore, permettendo a duecento facinorosi di portarci la guerriglia sotto le mura. Il prefetto deve chiarire”.
Il Capogruppo in Consiglio comunale per “Sinistra Unita per Pisa”, Luigi Sofia:

“Sabato 18 ottobre, in concomitanza con la partita Pisa–Verona, la nostra città ha vissuto momenti di forte tensione.
Sono stati minuti difficili, di preoccupazione e anche di paura, che hanno coinvolto residenti, commercianti, famiglie e semplici tifosi che si stavano recando allo stadio.

Nei giorni successivi, il Ministero dell’Interno — su indicazione del ministro Piantedosi — ha disposto il divieto di trasferta per tre mesi ai tifosi del Pisa e del Verona.
È una misura che nasce dall’esigenza di garantire sicurezza, ma che — in attesa che vengano chiarite nel dettaglio le singole responsabilità — rischia di colpire in maniera indiscriminata anche tanti tifosi corretti, che da anni seguono la squadra con passione e rispetto.

Mi rivolgo in particolare a chi, come consuetudine e in ascolto della propria passione, sarebbe andato in trasferta già alla prima occasione utile, a Milano, a San Siro: un appuntamento che la nostra città si è conquistata sul campo.
Credo sia doveroso esprimere solidarietà a chi sarà penalizzato pur non avendo alcuna colpa, e invitare le istituzioni competenti a mantenere equilibrio e proporzionalità nelle misure adottate.

Come Consiglio comunale dobbiamo riflettere su un punto fondamentale:
come garantire sicurezza senza rinunciare al principio di legalità tipico di uno Stato di diritto,
dove la sicurezza non può essere esercitata in forma privata;
come tutelare l’ordine pubblico senza punire chi nulla ha a che fare con la violenza.

Per questo ritengo necessario rafforzare la regia e il coordinamento tra Questura, Prefettura e Comune,
in un quadro in cui il sindaco — come previsto dall’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali — resta autorità locale di pubblica sicurezza, con il compito di garantire l’incolumità pubblica e la convivenza civile sul territorio.

Se le misure diventano uguali per tutti, rischiamo di vanificare quello strumento e di scoraggiare chi si comporta correttamente.

Oggi servono equilibrio, coesione e responsabilità.
Tutte le istituzioni — Comune, Prefettura, Questura, società sportiva e tifoseria — devono lavorare insieme affinché quanto accaduto non si ripeta più e Pisa continui a essere una città accogliente, sicura e capace di vivere lo sport come momento di identità e di orgoglio.

Difendere Pisa significa questo: stare dalla parte della legalità, della sicurezza e del rispetto reciproco, evitando giudizi affrettati e divisioni inutili.
È in questo spirito che intendiamo far sentire la nostra voce e il nostro impegno: uniti, responsabili, vicini alla città e a chi la vive ogni giorno con passione e senso civico”.

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