La politica tutta schierata contro la sanzione da parte del Minsitro dell’Interno Piantedosi di disporre il divieto di tre mesi per i tifosi del Pisa in trasferta.
Antonio Mazzeo, consigliere regionale, attraverso i propri profili ufficiali, scrive:
Il deputato della Lega Edoardo Ziello:
“Sabato 18 ottobre, in concomitanza con la partita Pisa–Verona, la nostra città ha vissuto momenti di forte tensione.
Sono stati minuti difficili, di preoccupazione e anche di paura, che hanno coinvolto residenti, commercianti, famiglie e semplici tifosi che si stavano recando allo stadio.
Nei giorni successivi, il Ministero dell’Interno — su indicazione del ministro Piantedosi — ha disposto il divieto di trasferta per tre mesi ai tifosi del Pisa e del Verona.
È una misura che nasce dall’esigenza di garantire sicurezza, ma che — in attesa che vengano chiarite nel dettaglio le singole responsabilità — rischia di colpire in maniera indiscriminata anche tanti tifosi corretti, che da anni seguono la squadra con passione e rispetto.
Mi rivolgo in particolare a chi, come consuetudine e in ascolto della propria passione, sarebbe andato in trasferta già alla prima occasione utile, a Milano, a San Siro: un appuntamento che la nostra città si è conquistata sul campo.
Credo sia doveroso esprimere solidarietà a chi sarà penalizzato pur non avendo alcuna colpa, e invitare le istituzioni competenti a mantenere equilibrio e proporzionalità nelle misure adottate.
Come Consiglio comunale dobbiamo riflettere su un punto fondamentale:
come garantire sicurezza senza rinunciare al principio di legalità tipico di uno Stato di diritto,
dove la sicurezza non può essere esercitata in forma privata;
come tutelare l’ordine pubblico senza punire chi nulla ha a che fare con la violenza.
Per questo ritengo necessario rafforzare la regia e il coordinamento tra Questura, Prefettura e Comune,
in un quadro in cui il sindaco — come previsto dall’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali — resta autorità locale di pubblica sicurezza, con il compito di garantire l’incolumità pubblica e la convivenza civile sul territorio.
Se le misure diventano uguali per tutti, rischiamo di vanificare quello strumento e di scoraggiare chi si comporta correttamente.
Oggi servono equilibrio, coesione e responsabilità.
Tutte le istituzioni — Comune, Prefettura, Questura, società sportiva e tifoseria — devono lavorare insieme affinché quanto accaduto non si ripeta più e Pisa continui a essere una città accogliente, sicura e capace di vivere lo sport come momento di identità e di orgoglio.
Difendere Pisa significa questo: stare dalla parte della legalità, della sicurezza e del rispetto reciproco, evitando giudizi affrettati e divisioni inutili.
È in questo spirito che intendiamo far sentire la nostra voce e il nostro impegno: uniti, responsabili, vicini alla città e a chi la vive ogni giorno con passione e senso civico”.