Quarto risultato utile consecutivo. Quarto pareggio di fila. Anche contro il Torino il Pisa ha dimostrato di essere una squadra con cui è difficilissimo giocare. Certo, la vittoria in Serie A continua a mancare (12593 sono i giorni dall’ultima) e, come a Milano, anche questa volta i tifosi la avevano assaporata, ma il 2-2 finale rappresenta, oltre a un punto importante per muovere la classifica, un’ulteriore iniezione di convinzione in questa squadra.
Sette i cambi che Gilardino ha fatto nella formazione iniziale rispetto alla gara di giovedì sera contro la Lazio, con i soli Semper, Canestrelli, Caracciolo e Touré confermati. Il Pisa parte benissimo, prima Semper conferma l’ottimo stato di forma, con una grande parata su Adams (con il pallone che sbatte sulla traversa), quindi con ciò che sa fare meglio, ossia le ripartenze, trova i gol. Il protagonista? Stefano Moreo. Dopo aver sfiorato la rete nell’infrasettimanale, il numero 32 la trova, la prima in Serie A, arriva con un sinistro di controbalzo dal centro dell’area, servito di testa da Leris in seguito alla traversa di Akinsanmiro. Quindi, è proprio il numero 32 a realizzare dal dischetto il calcio di rigore conquistato da Vural, steso da Casadei. Sotto di due gol, il Torino tira fuori l’orgoglio: Simeone anticipa Canestrelli e riapre la partita. Il pareggio, dopo esser stato mangiato dallo stesso Cholito, cascato dopo aver steso Semper, arriva nel recupero con Che Adams.
Nella ripresa non si verificano grandi azioni da entrambe le parti. Aebischer subentra all’ammonito Hojholt e detta i tempi e i recuperi in mezzo al campo. Leris e Calabresi salgono in cattedra e completano una prestazione superlativa. Al triplice fischio il risultato è di 2-2, il Pisa sale a quota sei punti in classifica, uscendo definitivamente dalla zona retrocessione. Il successo manca ancora, ma la squadra c’è, Gilardino ha reso rispettabile e temibile il Pisa.