E’ la serie A, caro Pisa.
E’ ovvio che perdere 2-0 in casa contro l’Inter e in questo modo fa male. Soprattutto dopo aver tenuto testa per quasi 70 minuti a una squadra che nelle ultime tre stagioni ha fatto due finali di Champions League e vinto uno scudetto. E, con il nuovo tecnico Chivu, è candidata a un’altra stagione da protagonista.
Ha ragione Alberto Gilardino, va preso il buono da questi 70 minuti. Innanzitutto la conferma che questa squadra, Bologna a parte, non ha mai sbagliato la prestazione. Contro l’Inter il Pisa ha dimostrato una volta di più di avere assimilato il Dna del proprio allenatore.
Squadra ben messa in campo, pressing alto, marcature attente e buon gioco. Non c’è solo il cuore, Come amiamo spesso ripeterci ma in questa squadra c’è forma e sostanza.
La differenza l’hanno fatta i singoli. Ed è quasi banale dirlo. Su tutti l’autore dei due gol. Lautaro Martinez, uno che ha alzato la coppa del mondo, ha trasformato in gol gli assist di Pio Esposito e Barella infliggendo una pena troppo severa al Pisa.
La differenza l’hanno fatta anche i dettagli. Sul primo gol soprattutto il Pisa doveva stare più attento: Caracciolo batte una rimessa laterale sulla quale Aebischer perde palla a favore di Zielinski che innesca Pio Esposito.
Due giocatori partiti dalla panchina e sui quali Chivu ha potuto puntare per vincere la gara. Zielinski in particolare ha dato all’Inter quei ritmi e quel pressing che nel primo tempo non era stato in grado di dare Sucic.
Il croato assieme a Calhanoglu e Barella non riuscivano a creare spazi e spesso ricorrevano ai lanci lunghi per il dinamismo del blocco centrale del Pisa che con Aebischer, Marin e soprattutto Piccini proteggeva la difesa, dove Albiol tornava titolare da centrale con Caracciolo e Canestrelli ai lati, e Scuffet.
Convincente alla prima da titolare a causa dell’influenza che ha bloccato Semper. Il portiere friulano è stato molto bravo anche con i piedi. Da un suo lancio è nato l’occasione di Piccinini, su sponda di Touré, nel primo tempo.
L’attacco si conferma poco prolifico in casa, un gol in sette partite, ma Nzola e Meister hanno fatto un lavoro encomiabile facendo a sportellate con Acerbi e Akanji. Peccato per l’occasione di Nzola con palla uscita di un soffio. Cinque minuti prima del gol interista.
Buona anche la prova sugli esterni di Angori e Touré. Bravi sia tatticamente sia ad alimentare l’azione.
Dopo il primo gol interista Gilardino si è giocato il tutto per tutto xcon una sorta di 4-2-4 con Lorran, Tramoni, Nzola e Meister contemporaneamente in campo. Ma la gara era segnata e le risorse poche. E va da se che Lautaro Martinez, su assist di Barella, firma la doppietta annullando il possibile assalto finale del Pisa.
Un altro dato da non sottovalutare è che il Pisa ha tenuto testa all’Inter con otto indisponibili. Non è cosa da poco. Adesso lo scudetto del Pisa, ovvero la salvezza passa dalla ara in casa con il Parma e dalle trasferte di Lecce e Cagliari. Prima della febbre del sabato sera, 27 dicembre alle 20,45, contro la Juventus all’Arena.
Sarà un dicembre caldissimo e che ci dirà qualcosa di più su una classifica che adesso vede il Pisa terz’ultimo ma a un solo punto dalla zona salvezza occupata da Parma, Cagliari e Genoa.