Una maglia, una storia.
Il 19 gennaio 1986 si gioca Pisa-Juventus all’Arena Garibaldi. i nerazzurri di Vincenzo Guerini sono reduci dalle vittorie con Inter, 1-0 in casa, e Napoli, 0-1 al San Paolo, con quest’ultima che ha fatto felici sei tredicisti che si metteranno in tasca oltre un miliardo e 3231 milioni delle vecchie lire.
Il gol vittoria di Klaus Berggreen ha inciso non poco sulle vincite di quello che all’epoca era il gioco più popolare in Italia: il totocalcio.
La Juventus è prima con 28 punti. Sei in più di una Roma che però ci crede ancora. I bianconeri hanno iniziato il girone di ritorno pareggiando per 0-0 ad Avellino e in casa con il Como.
All’Arena ci sono quasi 27 mila spettatori (21.238 paganti più 5.438 abbonati) con un incasso che sfiora il mezzo miliardo del vecchio conio.
Il clima però è triste. Il Pisa gioca con il lutto al braccio perché pochi giorni prima è morto l’attaccante della primavera nerazzurra Paolo Bini, 18 anni, in un incidente stradale mentre stava andando ad allenarsi a Tirrenia. Minuto di silenzio e poi l’applauso di tutto lo stadio.
La partita vede un Pisa arrembante con Baldieri che mete paura alla difesa bianconera grazie alla sua velocità. E dopo pochi minuti proprio Baldieri reclama un rigore per una spinta in area di Cabrini. Il contatto appare netto ma D’Elia lascia correre.
L’arbitro di Salerno di rigori ne fischierà due. Il primo al 23′ in favore del Pisa per un fallo del portiere Tacconi su Kieft. L’olandese trasforma e corre sotto la nord.
Il secondo penalty è a favore della Juventus al 3′ della ripresa per un contatto appena dentro l’area tra Berggreen e Cabrini. Platini spiazza Mannini.
Il Pisa ha giocato meglio della Juventus nel primo tempo e la gara nella ripresa diventa più fisica. Tanto che Lionello Manfredonia strapperà la maglia numero 7 a Klaus Berggreen.
In quel momento nessuno lo sa ma quella maglia strappata diventerà un icona per tutti i tifosi del Pisa. Tanto da entrare nella coreografia di Pisa-Pordenone 3-0. Semifinale playoff di serie C del 2016 decisa da una tripletta di Lores Varela.
Solo per la maglia, anche fatta a pezzi ma che resiste. Fino all’ultimo respiro.
La partita finisce 1-1 e dopo il novantesimo Berggreen sta per scambiare la maglia con il connazionale Michael Laudrup. Il presidente Romeo Anconetani però aveva promesso la maglia a un giovane tifoso: Davide Micheli.
Fu proprio Anconetani a dire a Laudrup che quella maglia non sarebbe toccata a lui. E così un pezzo di storia è rimasto a Pisa. La maglia è stata esposta di recente alla bella mostra dell’associazione Cento a Palazzo Lanfranchi.
Si vocifera che Gilardino sia stato esonerato o che sia già con le valigie, al suo posto Davide Ancelotti , figlio di Carlo 🫨