Pisa bello ma purtroppo è un film già visto

L'analisi di Pisa-Juventus 0-2. La squadra Gilardino è ben messa in campo e colpisce anche due pali ma alla fine va in onda il solito copione.

Il Pisa fa un figurone ma ancora una volta non porta a casa niente.
Lo 0-2 con la Juventus è purtroppo un film già visto in casa nerazzurra. Stesso copione, stesso finale delle gare con grandi o presunte tali di questa serie A.
Il Pisa contro i bianconeri ha giocato una partita migliore anche di quella con l’Inter e non ha perso, come contro i milanesi, per due giocate da fuoriclasse di Lautaro Martinez. Due legni, Moreo e Tramoni, e il primo gol subito su rimpallo sfavorevole di Calabresi, sul tocco di Kalulu, gridano vendetta.
I punti restano 11, i gol in casa 1 in 9 partite e i rimpianti infiniti. Perché il Pisa ha giocato alla pari se non meglio di una squadra che con questo successo si è portata a -1 dalla lotta scudetto.
E che ha iniziato fare la Juve solo dopo i cambi di Spalletti nella ripresa che hanno decisamente velocizzato la manovra. Prima dei gol era arrivato anche il tiro di Kelly stampatosi sul palo. In particolare l’ingresso di Zhegrova e Miretti. Quest’ultimo protagonista, dopo una giocata di suola, nell’azione del raddoppio di Yildiz nei minuti di recupero.
Per oltre un ora il Pisa è stato praticamente perfetto e ha saputo sopperire alle tante assenze. Non solo la solita organizzazione e le solite marcature impeccabili viste contro le big.
Stavolta c’è stato anche un coraggio maggiore. Una grande intensità non solo in fase di non possesso ma anche la squadra riusciva a spezzare il possesso palla, spesso monotono, dei bianconeri. Nel primo tempo i nerazzurri hanno concesso solo un tiro ravvicinato a  Mckennie, uno dal limite a Yildiz e una ripartenza, su errore di Vural, a Koopmeiners, schierato in posizione più avanzata da Spalletti, sul quale è stato bravo in chiusura Caracciolo.
Importante la mossa di Leris, schierato come mezzala, che spesso è riuscito a spezzare i ritmi. Sulle fasce il Pisa ha tenuto bene e ha spinto quando doveva spingere sia con Angori, vicino al gol su punizione, che con Touré.
In mezzo Aebischer è una garanzia, mentre Vural ha commesso troppi errori. Davanti Moreo e Tramoni non si sono visti solo per le due grandi occasioni ma hanno messo spesso in difficoltà la difesa bianconera.
Il solito limite dei passaggi sbagliati di troppo e di non trovare la via del gol. Dettagli non certo da poco per una squadra che deve salvarsi.
La differenza l’hanno fatta i cambi.

Se Spalletti ha avuto da i nuovi entrati una marcia in più, Gilardino no. Va detto che il tecnico di Biella ha fatto i conti con le assenze, per ultima quella di Meister per la febbre, e con qualche giocatore non al meglio della condizione sempre per l’influenza.
Un alibi che può reggere anche se da Lorran ci si attendeva qualcosa in più rispetto a quanto visto. E’ entrato anche Buffon e il Pisa ci ha provato, senza impensierire di Gregorio,  almeno fino a quando Yildiz non ha anticipato i titoli di coda.
Applausi meritati ma adesso serve una svolta importante dal mercato di gennaio. La squadra costruita in estate sta dimostrando troppe fragilità per un campionato come la serie A dove nessuno ti perdona il minimo errore.

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