Si chiude un anno che resterà per sempre scalfito nel cuore dei tifosi. Il 2025, senza ombra di dubbio, è stato l’anno del Pisa. Trecentosessantacinque giorni nei quali la società ha cercato e ottenuto una promozione in Serie A che mancava da trentaquattro anni, è tornata a calcare i campi dei massimi stadi italiani, ha ristrutturato l’Arena e proseguito l’iter per quanto riguarda il centro sportivo.
Un anno colmo di emozione, dall’euforia dei primi mesi all’ansia che ha conseguito le due sconfitte – racchiuse in dieci giorni – contro Sassuolo e Spezia, quindi la reazione, la ripresa, la consapevolezza e quindi il primo maggio. Un’istantanea. Un pallone che esce, raccolto immediatamente da Filippo Inzaghi, il quale lo scaglia su Tramoni. Il numero 11 (divenuto poi 10) batte la rimessa laterale velocemente su Meister il quale, oggetto del mistero ad allora, scatta e batte con un pallonetto il portiere del Frosinone in uscita. E’ delirio. Il Pisa è a un passo dalla promozione. Questa sarebbe arrivata quattro giorni dopo, nella sconfitta più dolce della storia del club, contro il Bari. I festeggiamenti allo stadio, sui lungarni, il pullman scoperto, la gioia, le lacrime.
Poi la rabbia, gli addii – a sorpresa – di Inzaghi e Lind, l’imparare ad affezionarsi a mister Gilardino, da subito benvoluto, quindi l’euforia di calcare nuovi campi. Le difficoltà subentrano, ma erano previste data l’assenza pluritrentennale in massima serie. Che peccato per quei quattromila che avevano acquistato il biglietto a San Siro poi bloccati… Almeno pochi giorni dopo Touré ha regalato un altro momento iconico, con quel salto epico che ha consegnato il successo contro la Cremonese.
E se il 2025 è stato l’anno del Pisa, che il 2026 lo sia altrettanto!