Il Pisa occupa l’ultimo posto in classifica in Serie A a pari merito con il Verona (13 punti). Il Pisa ha ottenuto una sola vittoria in campionato in venti partite. Il Pisa, con quindici gol, presenta assieme al Verona il terzo peggior attacco del campionato. Il Pisa ha subito meno gol (30) solo di Verona, Fiorentina, Torino e Udinese. Eppure, il Pisa non può fare a meno del suo allenatore: Alberto Gilardino. Un caso che rappresenta un unicum, soprattutto in un ecosistema quale quello del calcio italiano nel quale l’allenatore è spesso additato come causa dei problemi.
Gilardino è l’anima di questa squadra. Arrivato in estate con il difficilissimo compito di sostituire Filippo Inzaghi e guidare la squadra nella stagione del ritorno in Serie A dopo trentaquattro anni di assenza, l’allenatore ha accettato. Che sarebbe stata una stagione complessa non vi erano dubbi. Lo stesso direttore generale Giovanni Corrado dichiarò che l’obiettivo del Pisa è quello di stabilizzarsi in massima serie negli anni e che una salvezza, se dovesse arrivare, probabilmente avverrà in seguito a una concatenazione di risultati all’ultima giornata. Senza quindi fare proclami quindi, come giusto.
Una squadra ultima in classifica ma con l’allenatore nonostante tutto saldo in panchina. Sì, Gilardino ha saputo entrare con rispetto all’interno di uno spogliatoio collaudato, senza stravolgere la formazione ma inserendo pin piano le sue idee tattiche, plasmando con il tempo la squadra sulle sue idee. Certo, sono stati tanti gli ostacoli che ha dovuto fronteggiare, a partire dall’indisponibilità di tanti acquisti estivi. Su tutti Stengs, avuto a disposizione solo per due spezzoni di gara a settembre (totale di tempo giocato: undici minuti), ma anche Cuadrado, fuori dal campo dal 7 novembre, Vural e Akinsanmiro, prima infortunatosi alla spalla poi assente causa Coppa d’Africa.
Gilardino ha dovuto quindi lavorare con la rosa storica, quella della promozione. Un gruppo composto da calciatori quasi esordienti in toto in Serie A, eccezion fatta per alcuni elementi che vantavano qualche presenza. Una crescita lineare, quella avuta da calciatori come Moreo e Caracciolo, già ultra trentenni, ma soprattutto di Touré. L’esterno ha elogiato pubblicamente più volte il suo allenatore, dicendo che gli ha insegnato a “vedere il calcio come non avevo mai fatto prima“. Piccinini ha stupito anche questo allenatore, che di conseguenza lo sta rendendo centrale anche in massima serie. Lo stesso Angori, che fino a maggio 2024 giocava in Serie C, si sta stagliando come gli italiani più promettenti. La prestazione di Tramoni, sul quale in estate vi erano le attenzioni del grande pubblico, è in crescita nelle ultime partite, e la gara di Udine sembra averlo sbloccato definitivamente.
Certo è che non basta. Il solo Aebischer tra i nuovi innesti si è reso un apporto fondamentale per la rosa. Soprattutto in casa il Pisa fa grande fatica una volta sopraggiunto il sessantesimo minuto (quattro le sconfitte consecutive all’Arena). Eppure, sono sempre i complimenti a fare da eco al triplice fischio. Soprattutto quelli degli avversari. Non vi è stato tecnico che non ha elogiato il lavoro della squadra nerazzurra: su tutti Allegri, Conte e Spalletti, ma anche Sarri e Fabregas per ultimo. Insomma, gente che di calcio ne capisce…
Gilardino farebbe però volentieri a cambio di qualche complimento con vari punti. La strada maestra è chiara: per salvarsi sono necessarie 6-7 vittorie. Per farlo, però, è necessaria gente che ci creda. L’allenatore ha pubblicamente messo alla porta Nzola dopo varie prestazioni non affatto gradite. C’è bisogno anche di gente motivata per “continuare a inseguire il sogno”, e Durosinmi e Bozhinov sembrano possano rappresentare innesti ideali per l’oggi, ma anche per il domani. Il primo passo, però, è la ricerca di salvare la categoria, per questo Gilardino ha dichiarato la necessità di innesti che abbiano già navigato nelle mosse acque della bassa classifica.
Il dialogo con la dirigenza e continuo e fruttuoso. I direttori Vaira e Corrado sono stati i primi a smentire pubblicamente le voci false circa un suo possibile esonero, e quotidiano è il rapporto per capire cosa è meglio per Pisa e per il Pisa.
“Sempre un 1% in più… forza Pisa” ha scritto l’allenatore sul suo profilo Instagram. Una crescita che mai deve frenarsi, con un obiettivo ben chiaro, da conseguire assieme, la squadra col suo allenatore.
E chi lo dice?