Verso Inter-Pisa. Il report sulla sfida di Coppa della capolista

L'Inter cade in Champions League con l'Arsenal per 3-1 al Meazza. Sucic in forma, Luis Henrique e Sommer in difficoltà.

L’Inter affronterà il Pisa dopo l’impegno in Champions League con l’Arsenal.
La sconfitta per 3-1 contro la capolista del girone di Champions League va anche contestualizzato a un livello difficoltà superiore rispetto al campionato.
Se in serie A il ritmo è altissimo, 49 punti in 21 partite, in Champions la squadra di Chivu dopo le prime quattro vittorie consecutive ha perso contro Atletico Madrid, in trasferta, Liverpool e appunto Arsenal.
Chivu contro i Gunners ha giocato con il classico 3-5-2. A centrocampo il più in forma è apparso Sucic (nella foto). Non solo per il gol del momentaneo 1-1.
Tanti recuperi palla e la bravura nel crearsi spazi importanti per avere soluzioni sia al tiro che al passaggio a sinistra per Dimarco e anche a destra. Anche se in un caso ritarda quello su Thuram.

All’andata il centrocampo del Pisa riuscì a limitarlo tanto che Chivu lo sostituì a fine primo tempo per Zielinski. Bravo anche con l’Arsenal , con compiti più difensivi, e più incisivo di Barella.
Lautaro Martinez, non al massimo della condizione, ha giocato più lontano dalla porta ma ha avuto la possibilità di verticalizzare spesso il gioco.
L’Inter ha sofferto soprattutto la fisicità dell’Arsenal nelle palle inattive.

La squadra di Arteta è maestra nel gioco da fermo: 29 gol su palla inattiva in questa stagione. Ben 19  sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Come in occasione del raddoppio di Gabriel Jesus quando l’Inter copre sul primo palo con Sucic, come sempre, e sul secondo con Bastoni.
In questo caso quattro giocatori biancorossi vanno ad attaccare l’area piccola, con Bastoni costretto ad accentrarsi, e sul secondo palo spunta Trossard che anticipa Barella e permette all’attaccante brasiliano di firmare la sua doppietta personale.
Due punti deboli dell’Inter in questo momento sono Luis Henrique sulla corsia destra, tiene anche in gioco Gabriel Jesus sul primo gol, e Sommer in porta. Poco reattivo nelle uscite e sui tiri da lontano. Compreso quello del 3-1 di Gyokeres.
L’Inter fino a quando ha tenuto ritmi alti ed è stata incisiva nel fraseggio ha messo in difficoltà l’Arsenal. Quando il ritmo è calato, e soprattutto quando Sucic doveva tirare il fiato, il possesso è diventato più prevedibile e l’Arsenal, grazie anche ai cambi, ha avuto vita facile.
L’Inter ha tirato comunque 15 volte, 4 nello specchio, e tenuto il possesso palla al 51%. ma sono numeri, che come abbiamo visto, non incidono sulla lettura della partita. Anche perché spesso l’Inter tiene molto palla in fase di costruzione dal basso. Anche se nel secondo tempo si è affidata anche ai lanci di Acerbi.
Ovvio che il Pisa per mettere in difficoltà la prima della classe deve guardare più alle ultime due partite vinte dall’Inter per 1-0 contro Lecce e Udinese da parte dell’Inter.
Contro i giallorossi a Milano l’Inter ha calciato 19 volte, 7 in porta, e ha tenuto un possesso palla del 70%. Ha faticato però a trovare il gol vittoria, arrivato solo nel finale grazie a Pio Esposito.
Bravo a giocare spalle alla porta anche quando ha preso il posto di Lautaro Martinez contro l’Arsenal. Anche se alla lunga è stato disinnescato dai difensori inglesi. Ma la sua presenza si fa sentire e non poco. Sia in area che al tiro.
A Udine la squadra milanese ha mantenuto un possesso palla del 63% e ha portato a casa l’1-0 maturato ad inizio gara grazie a Lautaro Martinez. Tante le conclusioni, 13 tiri di cui 5 nello specchio, ma l’Udinese è comunque rimasta aggrappata alla partita fino in fondo.

Come deve cercare di fare il Pisa. Con la speranza anche di portare a casa qualcosa.

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