Chianti Banca finanzia il centro sportivo del Pisa. Corrado: “Dodici-sedici mesi le tempistiche. Sullo stadio…”

La conferenza stampa ha celebrato la partnership finanziaria di Chianti Banca per il centro sportivo

Nel giorno della vigilia della sfida del Pisa a San Siro contro l’Inter, il presidente del club Giuseppe Corrado ha parlato in conferenza stampa rilasciando dichiarazioni importanti circa il centro sportivo. Assieme a lui il direttore generale di Chianti Banca, Maurizio Farnesi, e il CFO del Pisa Francesco Burdese.

Ha aperto l’intervento Burdese, CFO del Pisa Sporting Club.

BURDESE – “Mi faceva piacere ufficializzare questa prima partnership finanziaria sull’investimento che per il Pisa è strategico importantissimo. Vorrei porre l’attenzione sulla parola ufficializzare. Questa arriva oggi, ma ci lavoriamo dietro le quinte da mesi. Tale iniziativa testimonia il fatto che il Pisa, oltre che essere di grande interesse per questioni sportive, il centro sportivo resta un tema caro ai tifosi e all’ambiente. Chianti Banca è un partner importantissimo. Tenevo particolarmente a ringraziare la Banca e il direttore generale qui presente. Oggi diventiamo compagni di squadra. Si tratta di una tranche di un finanziamento più grande che coinvolgerà altri istituti. La quota parte legata al finanziamento bancario sarà diviso in primis con Chianti poi con altre banche. Il ceto bancario si sta avvicinando alla società ed è

dimostrato dal finanziamento che è superiore ai dieci anni. Ciò dimostra una comprovata fiducia.”.

Il direttore generale di Chianti Banca, Farnesi, ha proseguito

FARNESI – “Ringrazio tutti per l’opportunità per la nostra banca. Essere qui oggi ha un significato importante per la nostra banca. E’ un progetto serio, di lungo periodo. Un’operazione a cui diamo come banca un valore che va oltre quello di mero finanziamento. Non si tratta solo di erogare credito, ma di accompagnare un progetto molto importante per la città, per la comunità, per il territorio. Un orgoglio essere al fianco del Pisa, una società che rappresenta un territorio importante. Il Pisa rappresenta non solo una società di calcio, ma pezzo di identità di una città. Ciò evidenzia una grande responsabilità per noi, ma anche per il club stesso: deve essere un modello positivo, credibile, che guarda al futuro. Una bella iniziativa che consolida la società Pisa Sporting Club, ma che lascia un qualcosa in eredità, a favore, della comunità. Un investimento sportivo già importante di per sé, a livello di strategia aziendale si tratta di un passo importante per la stabilità, guardando non solo l’oggi ma soprattutto il domani. Un investimento di rilevanza sociale, e nello sport che sposa benissimo il valore delle banche di credito cooperativo come Chianti Banca.  Saranno strutture per i giovani, all’avanguardia, nel rispetto del territorio. Per noi è un’opportunità che rafforza il legame con la società. Non ci sentiamo semplici finanziatori: è un progetto che investe sulle persone, che rafforza il rapporto di collaborazione. Il Pisa mette tanto di suo, crede nel progetto ed è, secondo noi, un bel segnale. Un’iniziativa di grande valore che abbiamo sposato con grande entusiasmo. Un progetto che vede la partecipazione di più banche. Ci dà orgoglio farne parte ed è dimostrazione di fiducia verso la società”.

Il presidente Giuseppe Corrado, infine.

LE PAROLE DI CORRADO SUL PARTNER – “Ringrazio per le belle parole. Francesco Burdese ha ribadito il fatto che vi sia oggi l’ufficialità di un lavoro che va avanti da tempo: per strutturare un’operazione finanziaria, mediare realtà di questo tipo, ci sono lavori precisi, lunghi e che coinvolgono tutto l’assetto aziendale. Fa piacere che il primo partner che presentiamo sia Chianti Banca, prima di diventare supporto finanziaria si tratta della prima banca del territorio, e ci lusinga. Chianti Banca già nella passata stagione ci è stata vicina con la sponsorizzazione. Ciò rappresenta come il Pisa non tradisca i partner, anzi vada oltre all’obiettivo che inizialmente si danno.

SUL CENTRO SPORTIVO – “Prerequisito di chi vuole entrare nel calcio. Noi siamo entrati in una situazione meno dotata rispetto ad altre realtà. Il centro sportivo rappresenta la fabbrica. Mi piace usare similitudini in chiave operativa. Il centro sportivo rappresenta continuità, garanzia di un progetto che possa rappresentare un valore per la città. Il risultato sportivo è una conseguenza. Un’azienda che non ha una fabbrica è una realtà commerciale. Un esempio: lavoravo in Barilla, sono stato uno degli antesignani a creare prodotti per le merendine. Prima usavamo fornitori esterni, dando solo il nostro marchio al prodotto che facevano altri. Con l’affermazione, abbiamo investito in stabilimento e nella possibilità di sviluppo con la fornitura di prodotti. Nel calcio vale la stessa regola: per costruire valore dobbiamo avere una fabbrica che conia talenti, li fa crescere e li rende disponibili per la prima squadra. Per essere più competitivi dobbiamo attrarre giocatori più affermati, ma che prenderanno in considerazione Pisa solo dopo aver visto il centro sportivo. Gran parte di giocatori, soprattutto del Nord Europa, prima di valutare l’offerta economica, vogliono vedere il campo. I tempi tecnici, purtroppo, si sono un po’ allungati. Prima abbiamo dovuto capire e verificare quali opportunità il territorio offriva su centri sportivi esistenti, ma non ce n’erano. Abbiamo dovuto chiudere trattative con i proprietari di terreni, assecondare regole amministrative che prevedevano certi step. Quindi abbiamo un progetto che ci lusinga e che creerà valore tecnico e di infrastruttura, ma che anche offrirà un posto per tanti giovani nel quale avvicinarsi al calcio e far crescere talenti locali che fino a ora invece frequenteranno altre realtà perché più dotate. Il centro sportivo crea valore anche sociale, oltre a quello industriale che è garanzia del processo di crescita per una società sportiva che ambisce a situazioni più ambiziose. Tra dodici mesi sarà ultimata e avremo le condizioni strutturali per fare ciò che abbiamo in testa. Sarà un progetto lungo, che presuppone fasi operative e di finanziamento. Siamo felici, orgogliosi, che molte realtà finanziarie abbiano vissuto con positività l’avvio di questo progetto. La dimostrazione che il Pisa ha voluto porre le basi nove anni fa per dare veicolo per una continuità che il club non aveva avuto nei precedenti trenta. Noi crediamo che con questo progetto abbiamo materializzato uno dei tasselli prioritari. Ne abbiamo altri: non viviamo alla giornata, ma di programmazione. Al di là del centro sportivo ci sarà il progetto dello stadio, progetti commerciali correlati che potranno generare valore che renderà la società da provinciale a nazionale. Un futuro, chissà, internazionale… Il nostro programma è definito e non saremo condizionati da preoccupazioni giornaliere. Noi siamo legati alla programmazione. Il centro sportivo oggi ha una formale presentazione di un avvio industriale sarà solo un tassello di molti che porteranno solidità al territorio. La base strutturale per arrivare a risultati sportivi, a creazione di valore in atleti che andranno a giocare anche in altre piazze magari, ma che noi avremo scovato e costruito”.

TEMPISTICHE – Dodici, sedici mesi. La progettualità industriale vedeva diciotto mesi per un centro chiuso. I lavori procedono. Chi ha fatto i sopralluoghi si è reso conto dell’avanzamento veloce. Dopo la presentazione del primo partner finanziario. La posa della prima pietra non sarà all’avvio dei lavori, poco dopo, ma dimostrerà ciò i lavori sono importanti. Tra dodici, quindici giorni ci sarà la presentazione ufficiale della posa della prima pietra. Lavoriamo per la presentazione più veloce della costruzione di due campi per la prima squadra, che potrebbe usufruire di un territorio con palestre e quant’altro. In una seconda fase lavoreremo per il settore giovanile. Questa è un’idea, iniziare a farci lavorare la prima squadra a lavori in corso. Ma è una scelta che prenderemo in seguito.

SULLO STADIO – “Non è cambiato niente. Ci aspettiamo una prassi ufficiale, l’apertura di un’asta. La valutazione finale non è stata fatta al momento. Una volta che ci sarà, apriremo la procedura. Si era parlato di un prezzo, ma non è stata aperta ufficialmente la procedura. Una volta che sarà fatto, valuteremo la proposta di valutazione, le spese che già abbiamo sostenuto per rendere lo stadio adeguato alla Serie A. Ma con il Comune stiamo lavorando in maniera egregia. Questi primi sei mesi di collaudo della convenzione hanno fatto capire come la volontà reciproca sia quella di andare avanti in maniera veloce. La nostra priorità è il centro sportivo, lo ribadisco. Così mesi scorsi abbiamo accelerato per questo. Abbiamo sempre parlato della Primavera come momento clou per la procedura circa lo stadio, senza rallenamenti”.

Sul punto di vista calcistico.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA – “Il calciomercato è un’ossessione per i tifosi, media, la gente. Attrae da un punto di vista comunicazionale, ma l’abbiamo affrontata come tutto. Con programmazione. Ciò che stiamo facendo e abbiamo fatto è frutto di mesi di osservazioni, di visite con gli agenti. Fa parte di un lavoro. Si cerca normalmente di intervenire lavorando nei mesi sulle caratteristiche che l’esperienza delle partite ci fanno capire che potrebbero integrare meglio la rosa.

GILARDINO –  Non crediamo ai rumors, sennò avremmo dovuto prendere Zapata, Dzeko… Gilardino? Un rumors. Siamo alle solite. Io accetto le valutazione di tutti i giornalisti. Noi rispetto alla programmazione non abbiamo delusioni, se qualcuno lo è magari si era fatto aspettative diverse. Siamo contenti. Abbiamo avuto solo elogi per il gioco. Mi sono rotto le scatole di ricevere complimenti da avversari ma non fare punti.  Voglio sentirmi dire: “Che fortuna avete avuto!”. Una separazione con Gilardino non ci è mai passato per la testa. Forse a un giornalista che scrive per un giornale rosa.. Gilardino e lo staff sta lavorando davvero bene, sta facendo crescere giocatori in maniera determinante. Accettiamo le critiche, ma non seguiamo le suggestioni. Non abbiamo idee diverse rispetto a quelle prese.

IL CAMPIONATO – Adesso abbiamo l’Inter, dove abbiamo solo da guadagnare, saremo in cinquemila. Nevica… Quindi le sfide contro Sassuolo e Verona. Le aspettative erano quelle di essere ancorati a un certo treno. La  classifica dietro è più densa rispetto agli anni precedenti. Il quart’ultimo posto è un traguardo alla nostra portata. Speriamo di fare meno punti e avere più fortuna”.

PROGRAMMAZIONE – Ma il risultato sportivo non passa dall’acquisto di due giocatori a gennaio, ma nella crescita, nell’acquisizione di consapevolezza della squadra. Molti giocatori affrontano la categoria per la prima volta e i giocatori sono cresciuti, hanno più esperienza, acquisito una sensibilità che ci ha fatto perdere qualche punto negli ultimi minuti. Il mix è tra ciò che siamo riusciti a finalizzare e la crescita dei giocatori che hanno dimostrato di stare molto bene in Serie A.

INFORTUNI E ASSENZE – Certo è che abbiamo avuto situazioni sfortunate: Vural, Lusuardi e Denoon sono nuovi acquisti che riteniamo forti ma hanno avuto problematiche fisiche e sono tutt’ora inutilizzabili. Gran parte dei giocatori che si sono integrati alla rosa hanno avuto problematiche di questo tipo. Akinsanmiro è mancato un mese e mezzo causa Coppa d’Africa. Vural recupererà nel giro di venti giorni. Tali vicissitudini ci hanno frenato. Ma la crescita è tangibile: prendiamo i pareggi contro l’Atalanta. Totalmente diversi. Nel primo abbiamo capito che avremmo potuto reggere, ma di sofferenza. Venerdì scorso invece abbiamo guidato la sfida, creando molte occasioni importanti. Il pareggio è stato conquistato dimostrando forza e capacità di gioco. E’ stata mostrata una maggiore sicurezza nei propri mezzi. Ora abbiamo recuperato Coppola, che può offrire tanto alla squadra che a sé stesso. Su Stengs puntavamo tanto per garantire caratura internazionale, ma l’ho visto allenarsi l’altro giorno dopo quattro mesi. Non sarà facile. Lucca a Pisa? Il Napoli deve ancora venire a giocare… Loyola? Stanno completando le pratiche adesso. Nel pomeriggio l’annuncio. La nostra speranza è che possa essere disponibile. Un giocatore che ariva dall’Independiente. Forte, vale lo stesso discorso per Durosinmi. Sono ragazzi forti e giovane. Se recuperiamo anche qualcuno degli infortunati, diamo l’opportunità a Gilardino di scegliere in maniera più ampia. Dobbiamo avere fiducia. Contro l’Atalanta sono andato via seccato: avremmo dovuto vincere. Non voglio parlare degli arbitri, ma non ho visto il fallo subito dal giocatore dell’Atalanta, invece ho visto un fallo di mano”.

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