Moreo regala mezz’ora di gloria, poi entra Dimarco INTER-PISA 6-2

Il commento al termine della partita dal "Meazza"

Una serata storica. Cinquemila tifosi sono giunti dalla Toscana per assistere alla sfida al “Meazza” contro l’Inter prima in classifica. Una notte da sogno per tutti. Per chi non l’ha mai vissuta una sfida così, per chi non lo faceva da trentaquattro anni. Mi correggo. Una mezz’ora storica. Sì, perché Moreo prima ha portato il Pisa in vantaggio di due gol, prima della decisione di Chivu di mettere Dimarco. E lì tutto è cambiato. L’Inter vince 6-2. Una punizione probabilmente troppo pesante per quanto mostrato in campo dagli uomini di Gilardino, ma tant’é. Alla fine restano le emozioni, la consapevolezza di quanto espresso d’innanzi a una squadra i cui mezzi non sono di certo paragonabili. Adesso la sfida contro il Sassuolo.

La cronaca della partita

Per la prima volta in stagione Gilardino conferma in toto la stessa formazione della settimana precedente. E i frutti sono quelli sperati, almeno in avvio. Il lampo arriva dopo dieci minuti. Sommer commette un errore in disimpegno: dopo aver ricevuto il pallone fuori dall’area, tenta un appoggio errato verso Zielinski. Moreo è il più furbo di tutti e di prima intenzione con il mancino trova un pallonetto impeccabile che si insacca in rete. Estrema la gioia dei calciatori del Pisa d’innanzi ai loro cinquemila seguaci. Ma non termina qui: l’Inter è in balia degli ospiti. Prima Moreo non trova l’appuntamento con il pallone su un cross di Angori, ma il suo taglio di testa sul primo palo sull’angolo conseguente battuto da Tramoni è perfetto per battere nuovamente Sommer.

L’Inter non ci sta. Chivu mette mano alla panchina. Fuori il fischiatissimo Luis Henrique, dentro Dimarco. Gli effetti si vedono. Il numero 32 prima impegna per la prima volta Scuffet con un tiro ravvicinato, quindi sulla respinta il tiro di Mkhitaryan trova il tocco di mano di Tramoni. Dagli undici metri Zielinski non sbaglia. L’azione successiva è proprio di Dimarco il cross che porta all’incornata vincente di Lautaro. Esce Meister, infortunato, al posto suo Durosinmi. Nei minuti di recupero si completa la rimonta: Pio Esposito di testa sfrutta il cross di Bastoni e batte Scuffet.

Nel secondo tempo Gilardino decide di cambiare Marin, ammonito, e Tramoni, garantendo dinamismo con Piccinini e Akinsanmiro. La prima occasione pericolosa è dell’Inter dopo dodici minuti con un colpo di testa di Lautaro Martinez. Scuffet è bravo un paio di minuti dopo a parare una conclusione da fuori area di Pio Esposito. Assedio nerazzurro: ci prova anche Dimarco, ma con lo stesso esito. Entra Thuram al posto di un Pio Esposito salutato con un coro personalizzato da San Siro, e subito va vicino al gol. Il tiro con il sinistro trova la respinta, anche in questo caso, di Scuffet. Sulla ribattuta è miracoloso Calabresi nel far sbattere la conclusione a botta sicura di Dimarco sul palo. Gilardino termina i cambi inserendo Leris e Lorran, al posto di Angori e Aebischer. Al 71esimo si fa vedere di nuovo l’Inter, con un tiro di Carlos Augusto che termina fuori. Il Pisa si fa vedere dalle parti di Sommer per la prima volta a diciotto dal termine, con una conclusione di Leris bloccata da Sommer. Al 75esimo Canestrelli va vicinissimo al pareggio, ma il suo colpo di testa in terzo tempo su sviluppi di angolo termina alto.  Il quarto gol dell’Inter arriva all’82esimo minuto, con il migliore in campo. Cross di Thuram per Dimarco che calcia di prima. Palo, palo e gol. Dimarco non si ferma qui, prima serve un assist per Bonny. Il numero 14, subentrato a Lautaro, con il sinistro batte Scuffet. I quattro minuti di recupero finali suonano come un’inutile cattiveria verso il Pisa che, seppur abbia incassato cinque gol, di certo non ha sfigurato. Semplice, l’Inter è più forte, e con le “piccole” (sperando che nessuno si offenda) si è dimostrato ancora una volta una schiacciasassi. A novanta secondi dal termine Mkhitaryan chiude il set, con un colpo di testa ravvicinato.

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