Era il 23 gennaio 1991.
Il Pisa di Mircea Lucescu sfidava il Milan campione di tutto di Arrigo Sacchi. In tre anni uno scudetto, una supercoppa italiana, due coppe dei campioni , due supercoppe europee e due intercontinentali. La seconda conquistata da poco contro i paraguaiani dell’Olimpia Asuncion a Tokyo con un netto 3-0.
La gara con il Pisa si giocò di Mercoledì proprio perché era stata rinviata quella in programma il 9 dicembre 1990 per permettere al Milan di giocare nella capitale del Giappone.
Vinse il Milan per 1-0 con gol di “provvidenza” Massaro. E tante recriminazioni. Quella è l’ultima che i tifosi nerazzurri sono entrati al Meazza in campionato. C’è anche il 7-0 in amichevole nel 2020 contro l’Inter di Conte ma le presenze erano ridotte al minimo a causa dell’emergenza legata al Covid.
Oggi c’è da sfidare l’Inter capolista adesso allenata da Christian Chivu. La squadra italiana più forte degli ultimi cinque anni. Due scudetti e due finali persi in Champions League. Più due coppe Italia e tre supercoppe italiane.
Due mesi fa il decreto del ministero degli interni, dopo i fatti di Pisa-Hellas Verona, aveva negato questa soddisfazione a oltre quattromila pisani che avevano già acquistato il biglietto.
Stasera no. Nemmeno la neve fermerà i 4.361 tifosi che hanno acquistato i biglietti del settore ospiti. Perché Milano merita di essere vissuta da tutti. Da chi non è mai stato in questo stadio, da chi ci è stato ma era ancora il vecchio affascinante San Siro con gli ombrelli aperti in caso di pioggia. Da chi ha visto il Pisa vincere qui contro il Milan in B nel 1981, gol di Chierico, e con l’Inter nel 1983 con il tiro di Casale deviato da Marini.
Nel 1990 il restyling per la Coppa del Mondo ha cambiato poco, terzo anello e copertura completa in tutti i settori, a quello che resta un vero gioiello architettonico del nostro calcio.
Che resiste ai più piccoli ma accoglienti stadi moderni. Qui dove sono state giocate quattro finali di Coppa dei Campioni. San Siro fino alla morte di Giuseppe Meazza, simbolo dell’Inter anche se ha giocato pure nel Milan, si chiamava stadio dei centomila.
Godetevela tifosi. Sia quelli giovanissimi che hanno visto più la serie B della C, sia quelli più grandi che si sono sobbarcati Eccellenza e , e la serie D. Perché poi pensandoci bene andare a vedere il Pisa è sempre una festa. Una passione non pesa mai, va oltre la categoria. E il tifo è lo stesso. A Milano come a Moncalieri o a Colle Val D’Elsa. E il pensiero in questi casi corre a chi non è più tra noi e avrebbe chissà che cosa per vedere questa partita.
Una notte ancora nostra, come direbbe Antonello Venditti. Da tenersi stretta come quel sogno inseguito oltre 34 anni e realizzato la prima domenica di maggio del 2025 in un altro stadio di Italia 90 come il San Nicola di Bari.
E ora resta solo da godersi il momento e sperare di scrivere la storia. Sugli spalti di sicuro, magari anche in campo. Sognare non costa niente.