Pisa, dal sogno all’incubo nel giro di 8 minuti

L'analisi di Inter-Pisa 6-2. Perdere con la capolista ci può stare, così è il modo peggiore per farlo. Servirà la rabbia giusta nei prossimi scontri diretti con Sassuolo e Hellas Verona.

Perdere in casa dell’Inter ci può stare, perdere così no.
La sconfitta per 6-2 al Meazza fa ancora più male perché il Pisa era andato due volte in gol con Moreo. Mettendo l’Inter nelle condizioni dover rimontare di due reti dopo 23 minuti.
I gol non erano arrivati per caso. Il primo nasce da un errore di Sommer ma il Pisa aveva studiato bene l’Inter. Lo stesso Chivu ha ammesso che è lui che chiede al suo portiere di stare così alto e provare a giocarla dal basso con i piedi.
Morale della favola Moreo ci mette del suo, merita solo applausi,  con un sinistro da trenta metri che manda in delirio i 5.500 pisani. I confini del sogno sembrano avvicinarsi alla realtà quando Moreo al 23′ fa ancora centro. Stavolta inserendosi di testa sul primo palo su un corner da sinistra di Tramoni.
Il Pisa è rimasto bene in campo per altri dieci minuti abbondanti, poi è emersa tutta la fragilità della squadra di Gilardino. A Chivu è bastato togliere Luis Henrique a destra e inserire Dimarco, che andava a sinistra con Carlos Augusto che cambiava fascia, per spostare gli equilibri della partita.
L’onda d’urto dell’Inter non può bastare per comprendere come nella fase finale dei due tempi la squadra sia riuscita a subire tre gol nel giro di pochi minuti.
Nel primo tempo il rigore di Zielinski, concesso per un tocco di mano di Tramoni su un tiro dello stesso polacco, è stata una mazzata troppo forte per una squadra che era ancora in vantaggio ma che ha iniziato a sciogliersi. Con Meister costretto ad uscire per infortunio e Durosinmi che entrava nel momento peggiore.
Touré è andato in crisi con Dimarco, troppo spazio sul cross che porta al pareggio di Lautaro Martinez, e la squadra non è riuscita a tenere almeno il pareggio all’intervallo.
Il gol di Pio Esposito nasce sempre da sinistra. Altra bella azione dell’Inter, con Lautaro Martinez pronto ad imbeccare Bastoni, ma ancora troppo spazio per il cross e poca attenzione in marcatura. In questo caso Canestrelli si fa travolgere dall’ex Spezia.
Nella ripresa l’Inter ha accelerato ma per 37 minuti il Pisa era riuscito a restare in partita almeno nel punteggio. Nonostante Scuffet vedeva arrivare di tutto dalle sue parti. A fine partita i tiri dell’Inter erano 26, di cui 13 nello specchio della porta.
Oltre al portiere era miracoloso Calabresi che deviava sul palo un tiro di Dimarco a colpo sicuro.
Il divario c’è, lo sapevamo benissimo. Basta vedere chi fa entrare in campo Chivu. Gente come Barella, Thuram, Bonny e Akanji.
L’episodio che potrebbe cambiare il finale capita al Pisa con Canestrelli che, dopo un bell’inserimento in area su un corner da destra, mette alto da due passi. Dal possibile pareggio alla goleada subita nel finale.
Dimarco suggella la sua gran partita con un tiro al volo su cross di Thuram, poi Bonny e Mktharian completano il risultato. Il tutto con un Pisa che lascia troppo spazio in tutti e tre i gol. Corredati da altre distrazioni dei singoli. Canestrelli e Touré in primis.
Male i subentrati a parte Piccinini per la dedizione che ci ha messo. Durosinmi non è mai entrato in partita, Akinsanmiro ha perso troppi palloni, Leris non ha portato i cross in cui Gilardino confidava e Lorran è apparso decisamente svagato. Tutti giocatori entrati quando il punteggio era ancora di 3-2, escluso Durosinmi.
Il gruppo della promozione in A va solo elogiato, purtroppo però la campagna acquisti estiva da parte della società non ha messo in condizione l’allenatore di poter dare maggiore profondità alla rosa. Tanto che, lo abbiamo visto ieri sera, rinunciare a un uomo chiave come capitan Caracciolo è un lusso che probabilmente questa squadra non può permettersi.
Quelli che sulla carta dovevano portare esperienza e insegnare la strada maestra come Stengs, Cuadrado e Albiol non si sono quasi mai visti a causa deli infortuni. Stesso discorso per giovani come Denoon, Lusuardi e Vural.
Bonfanti rivoluto a tutti i costi dall’Atalanta e vicino al ritorno a casa dopo pochi mesi. Senza contare i vari obiettivi inseguiti e non centrati. A gennaio si dovrebbero fare ritocchi e invece c’è necessità di fare molto di più. Anche in questi ultimi giorni di trattative. Durosinmi, Bozhinov e Loyola non possono avere la bacchetta magica.
Ma il tempo è poco e chi arriva si deve inserire. E il Pisa purtroppo non può aspettare. Sassuolo in casa e Hellas Verona in trasferta ci diranno se c’è ancora vita. Crederci è fondamentale, malgrado la scoppola, ma serve anche realismo.
Una vittoria in 22 partite è troppo poco. Il Pisa, con questi sei gol al passivo, diventa la peggior difesa della serie A con 37 gol presi.
Il Pisa in trasferta ha segnato due gol al Napoli, due al Milan, due al Torino, due al Sassuolo, due al Cagliari, due all’Udinese e due all’Inter. E non ha mai portato a casa i tre punti. Se poi in caso di gol ne segni due in in undici partite diventa tutto davvero molto complicato.

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1 mese fa

Sulla sinistra erano sempre liberi in due

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1 mese fa

La responsabilità è tutta di Gilardino che non ha capito niente su come tamponare di marco che faceva quello che voleva sulla fascia sinistra e ha sbagliato i cambi!!!

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