Per credere ancora.
Così titolava in prima pagina il periodico del Pisa sporting club Il neroazzurro alla vigilia di Pisa-Milan del 1990-91. Titolo che può essere perfetto anche per Pisa-Milan di venerdì 13 febbraio 2026.
Sotto il titolo si legge un emblematico “Forse ultima spiaggia”. All’epoca di partite ne restavano sei, oggi 14. Situazione diversa ma sempre molto difficile.
Anconetani, che è morto a Pisa il 3 novembre 1999 all’età di 77 anni, in quell’articolo commentava con rammarico il pareggio per 1-1 a Cesena e poi scriveva parole che descrivono alla perfezione il concetto di non arrendersi mai. “La fiammella è ancora accesa, ma perché non si spenga è indispensabile fare in modo che il Diavolo non faccia assolutamente bottino pieno all’Arena. Dobbiamo lottare, alla disperata, per continuare a sperare. Per i nostri avversari è questione di gloria, per noi di vita!”.
E ancora: “I nostri ragazzi lo sanno e comunque debbono sentirlo dall’incitamento appassionato, continuato, come non mai, del nostro pubblico. All’Arena l’inferno. Solo così potremmo ancora credere. Solo così c’è ancora un domani in serie A Appello, quindi, a tutti, ma veramente a tutti, perché disertare ora, lo ripetiamo ancora una volta, sarebbe tradimento”.
L’empatia ma anche la sfida al pubblico. A sentirsi attaccati ai colori. Parole che stridono con il calcio di oggi. Nessun paragone, per carità . Sicuramente però un modo di approcciarsi alle partite diverso da quello attuale.
Diverso anche dalla politica adottata dalla società attuale per la giornata nerazzurra. Con tanti tifosi abbonati che non hanno esercitato il diritto di prelazione.
Il finale del pezzo di Anconetani è una vera e propria chiamata a raccolta: “All’Arena, quindi, pisani tutti, al di sopra e al di fuori di ogni polemica, per i nostri colori, per dare la svolta decisiva al nostro tormentato campionato. Tutti, se vogliono bene al Pisa, veramente bene al nostro passato, alla nostra città, ai nostri ragazzi, al presidente, che tanto soffre nella speranza di di non dover ammainare anzitempo la gloriosa bandiera. Forza Pisa”.
E’ un calcio che non c’è più, va preso atto di questo. E va visto senza evocare l’effetto nostalgia ma una cosa è certa: Quella passione, quell’attaccamento, quel modo di vivere ancora le partite come lo vivono i pisani è grazie anche a quello che ha rappresentato il calcio per la nostra città in quel periodo.
Non si vive nel passato ma dal passato si riesce a capire il presente. E la Pisa innamorata, polemica, orgogliosa, impaziente di oggi è così anche perché in quello stadio c’è passato Romeo Anconetani.
Il Pisa perderà 1-0 con il Milan, gol di Maldini, e tornerà in serie B. Ma il senso di quanto scritto da Anconetani quasi 35 anni fa è un altro. E in questo c’è tutto l’orgoglio pisano del mondo. Quello di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà.
Bisogna crederci
Romeo era romeo era il migliore ora non c’è nessuno uguale
Venerdi avrebbe messo €1 x tutti i settori altro calcio altri personaggi quando i presidenti erano tifosi. GRAZIE ROMEO
Grande Presidentissimo…
Tutto vero ma abbassate i prezzi
Per quanto riguarda il Milan ricordo, a San Siro, il rigore di Baresi sparato in curva…
Finche la matematica ci da speranze , bisogna crederci
Venerdì porto il sale
Ci portò a Cesena con treno speciale ed ingresso a 1000 Lire, Grande Romeo !
Grande Romeo dacci una mano da lassù, fai piovere un po’ di sale!