Stesso copione, stesso esitoĀ finale di troppe partite.
Il Pisa lotta, recupera ma alla fine cade. La differenza di qualitĆ a questi livelli la paghi a caro prezzo. Sono bastati i cambi di Allegri, dopo il pari momentaneo di Loyola, e le giocate di un campione come Modric per dare tre punti a un Milan non certo bello che vince la sua prima gara con una neopromossa in questa stagione.
Il piano partita del Pisa era riuscito molto bene per 39 minuti. Hiljemark inizialmente ha dato continuitĆ a 9/11 visti inizialmente in campo nello 0-0 di Verona. Un cambio forzato, quello di Nicolas per l’infortunio a Scuffet, e uno per scelta tecnica: Tramoni per Durosinmi.
Il Milan ha tenuto palla, con picchi anche del 75%, alla fine arriverà al 70%, ma nonostante Modric non riesce quasi mai a verticalizzare. Touré a destra ingaggia un bel duello con Bartesaghi anche se è frenato da un giallo in avvio per un fallo su Pavlovic.
Il Pisa costringe il Milan ad una gara di pazienza e di possesso palla. Caratteristica che non fa impazzire Allegri che punta più su altre armi. Loyola ĆØ il manifesto di un Pisa che corre e lotta. E crea anche una palla gol nitida alla mezz’ora: Angotri verticalizza per moreo che aspetta il movimento di Stojilkovic, ĆØ in fuorigioco ma Fabbri non fischia, e Maignan salva i rossoneri.
Nel primo tempo i rossoneri sfondano a destra due volte con Athemake. La seconda ĆØ quella giusta. All’esterno viene lasciato troppo spazio da Angori e cosƬ per Loftus Cheek ĆØ uno scherzo da ragazzi staccare di testa nell’area del Pisa e segnare l’1-0. Aebischer resta a guardare.
La situazione si mette nei binari che piacciono al Milan e nei primi dieci minuti della ripresa i rossoneri sembrano essere in controllo totale. L’ingresso di Fullkrug per Nkunku però, a conti fatti, non sarĆ una gran mossa. Anche se il francese nel primo tempo non si era mai visto.
Il tedesco serve subito un assist a Rabiot. gara sotto tono la sua, ma la rete ĆØ annullata per tocco di mano dello stesso Fullkrug. Quando Pavlovic semina il panico nella difesa pisana e viene steso da Loyola sembra tutto finito. Ma l’errore di Fullkrug dagli undici metri ricarica i nerazzurri.
Hiljemark inserisce Iling Junior e Akinsanmiro per Tramoni, opaca la sua prova, e Aebischer. La musica cambia. Il Pisa prende coraggio e i nuovi entrati alzano il ritmop. Anche Stojilkovic, malgrado una mira pessima, cresce.
Ed ĆØ proprio lui, servito da Bozhinov, a mettere in area il pallone che che Pavlovic, nel tentativo di anticipare Moreo, mette sui piedi di Loyola. Il cileno merita la sua prima rete in serie A.
Il Milan cambia, il Pisa no. Con gli ingressi di Leao e Ricci prima e di Pulisic poi i rossoneri passano al 4-3-3. E basta poco per mettere in difficoltĆ il Pisa. La squadra torna ad abbassarsi e Hiljemark non interviene.
Ovvio che poi se arbitro e assistente non danno il vantaggio al Pisa, su una ripartenza innescata da Caracciolo, o TourĆ© ritarda l’ultimo passaggio su un contropiede nato da una punizione battuta rapidamente da Moreo non ĆØ colpa dell’allenatore.
Il Pisa però prende gol nel finale di partita. Modric chiude un triangolo con Ricci, che era andato a contatto in area con Caracciolo, e segna il gol della vittoria. E’ la rete numero 18Ā negli ultimi 25 minuti delle 23 subite subite nel secondo tempo. Il totale sale a 42.
Solo a quel punto arrivano i cambi. Entrano per primi Piccini e Leris per Moreo e TourĆ©. Poi Akinsanmiro, solo un paio di minuti per lui, al posto di Loyola. PerchĆ© non sfruttare prima le doti da uomo d’area del nigeriano?
Piccinini riesce anche a far espellere Rabiot, fallo da ammonizione e secondo giallo sulle successive proteste del francese, ma il tempo ĆØ poco.
Come purtroppo ĆØ poco anche in campionato. Restano 13 partite. A cominciare dall’atteso derby di Firenze. Sperando di correggere i soliti vecchi difetti.
La sensazione è che tra i nuovi il più pronto sia Loyola. Purtroppo, ed è brutto ripetersi, la squadra continua a pagare gli errori fatti in estate dalla società . Che non ha inserito quei giocatori in grado di aumentare la qualità di una squadra appena promossa in A. Hiljemark dovrà fare i conti, come Gilardino, con una coperta qualitativamente molto corta.
E intanto i giocatori impiegati salgono a quota 34. Un record nell’era Corrado. Non certo consolatorio.