L’ultima volta a Firenze.
Alessio Frati il 21 agosto 2002 al minuto 51 gira in rete un cross basso di Fialdini e fa impazzire i 2.500 tifosi pisani assiepati nel settore ospite. E’ solo Coppa Italia di serie C ma è una vittoria storica perché il Pisa in gare di campionato non ha mai vinto a Firenze.
Il successo va contestualizzato anche al momento particolare che stanno vivendo a Firenze e a Pisa. La società viola è stata esclusa dal campionato di serie B, la squadra era appena retrocessa, mettendo fine all’era Cecchi Gori.
Arrivano i Della Valle che riescono a far ripartire la squadra, grazie al lodo Petrucci, dallo scalino più basso del professionismo. Ovvero la serie C2. Non più associazione calcio Fiorentina 1926, almeno per quella stagione, ma Florentia Viola.
Sulla panchina viola c’é Pietro Vierchowod e in campo quella sera contro il Pisa c’è un giovanissimo Fabio Quagliarella e l’esperto Angelo Di LIvio. Che ha deciso di restare a Firenze. Lui che in quella estate ha giocato i mondiali in Corea e Giappone con la maglia della nazionale azzurra guidata da Giovanni Trapattoni. In porta c’è Andrea Ivan che sembrava in procinto di passare dal Livorno al Pisa ma alla fine sceglierà i viola.
I gigliati torneranno subito in C1, nonostante una brutta partenza e l’esonero di Vierchowod e l’arrivo di Alberto Cavasin, trascinati dai 30 gol in 32 partite di Christian Riganò.
Quella vittoria del Pisa per 1-0, davanti a 22mila spettatori, sembra l’inizio di un periodo periodo importante visto che è appena arrivato Maurizio Mian che ha rilevato il club da Enrico Gerbi e Roberto Posarelli. Presentazione in stile americano, campagna acquisti faraonica per la C e il derby vinto. Con tanto di ingresso in campo del cane Gunther con le scarpe Tods, quelle dei Dalla Valle, sulle zampe.
Ironia anche nel settore ospiti con la coreografia che è praticamente un funerale calcistico alla Fiorentina: Già nel 1993 venne fatto qualcosa di simile, ma a Pisa, per la retrocessione dei viola dalla serie A alla B.
Mian resta a Pisa per tre stagioni. La migliore è la prima, nonostante una brutta partenza in campionato, che si conclude con l’amara sconfitta nella finale playoff di Bergamo. Mian non riuscirà a riportare il Pisa in B e passerà la mano a Leonardo Covarelli nel 2005.
Conosciamo meglio chi ha deciso la partita del 21 agosto 2002. Alessio Frati , classe 1973, arriva a Pisa nel gennaio del 2002 dall’Avellino ed è uno dei protagonisti assoluti di un clamorosa salvezza. Il Pisa naviga in cattive acque in serie C1. I suoi sei gol in campionato saranno determinanti per una rimonta clamorosa. Tra marzo e aprile arrivano sei vittorie di fila. Con lui l’altro grande protagonista di quella rimonta è il compianto allenatore Corrado Benedetti.
Frati segnerà tre gol in campionato nel 2002-2003 e uno nel gennaio del 2004 nella gara vinta 2-1 all’Arena con la Pistoiese. Squadra della sua città natale, Pistoia appunto. Il tutto poco prima di essere ceduto al Giulianova.
Frati aveva già incrociato il destino del Pisa nel campionato nazionale dilettanti 1995-96. Alla prima giornata il Pisa affronta la Torrelaghese sul neutro di Viareggio ed è proprio Frati, all’epoca 22enne, a segnare il gol che gela i tifosi pisani presenti allo stadio dei Pini.
Nella ripresa Davide Lucarelli e Gianluca Signorini ribalteranno la situazione regalando i tre punti al Pisa che si impone per 2-1. Quella è anche la prima vittoria nella storia del Pisa in un campionato con tre punti a vittoria.
La bella stagione alla Torrelaghese apre a Frati le porte del professionismo. Gioca in serie C1 a Trapani, Ascoli e, come detto Avellino, prima di approdare al Pisa.
Frati ancora oggi è un volto riconosciuto dai tifosi nerazzurri. In estate è spesso presente al Trofeo Mau Ovunque dove in tanti gli ricordano quel gol in una notte di fine agosto.