19 maggio 1991 Juventus-Pisa 4-2.
Con due sole gare da disputare il Pisa di Luca Giannini , che a marzo di quell’anno sostituì Mircea Lucescu, va a Torino aggrappato solo alla matematica. Non dipende solo dai nerazzurri che devono vincere a Torino e con la Roma all’Arena, all’ultima giornata, ma servono clamorose debacle delle rivali visto che la quota salvezza è distante 4 punti e siamo sempre nell’era dei due punti a partita.
Nella salvezza del Pisa non crede neppure il più ottimista dei tifosi e anche lo stesso Romeo Anconetani sta già pianificando la stagione 1991-92 in serie B.
La Juventus vive una delle sue stagioni più difficili. La rivoluzione dell’ex allenatore del Bologna Gigi Maifredi non paga e, dopo l’eliminazione con il Barcellona nella semifinale di Coppa delle Coppe, resta solo l’obiettivo di entrare in zona Uefa. Ma il destino è ormai segnato perché dall’Inter sta per tornare Giovanni Trapattoni.
Stagione sotto le attese per Totò Schillaci che fino a quel pomeriggio ha segnato appena 4 reti in serie A. L’eroe di Italia 90 non segna dal 18 novembre 1990 quando con una tripletta contribuisce al 5-0 bianconero sulla Roma.
Pomeriggio caldo e soleggiato anche nel solitamente freddo Delle Alpi che ospita appena 18.734 paganti, compreso un centinaio di tifosi nerazzurri, e i quasi 26mila abbonati.
Il sole però non bacia il Pisa che dopo 8 minuti deve capitolare grazie a un bel gol di Schillaci. L’attaccante rompe così un digiuno lungo sei mesi. La Juventus insiste con il tridente Schillaci-Baggio-Casiraghi e gli inserimenti da centrocampo di Hassler e Alessio. Il Pisa fa quel che può ma viste le assenze degli infortunati Piovanelli e Padovano gioca senza attaccanti.
Con il numero 11 gioca Larsen con Neri che prova a dargli una mano. A centrocampo con Simeone e Dolcetti c’è la meteora Stefano Marini, giocherà 12 partite in A, ex del Montevarchi. Il Pisa subisce il secondo gol al 39’ su punizione di Roberto Baggio e chiude anche in 10 il primo tempo per l’espulsione di Bosco. Nella ripresa Baggio porta la Juventus sul 3-0 al 10’ dopo uno slalom nella difesa nerazzurra.
Il Pisa ha un sussulto di orgoglio al 24’ con Neri ma dopo appena un minuto Alessio fa 4-1. Al 34’ Simeone, servito in verticale da Boccafresca, fa 4-2. Pisa matematicamente in B ma quello di Simeone è un gol storico. Per 34 anni resterà l’ultimo segnato dal Pisa in serie A. Spezzerà il digiuno l’autorete di Hien in Atalanta-Pisa 1-1 della prima di campionato 2025-2026.
Per la cronaca la retrocessione, quel 19 maggio 1991, sarebbe avvenuta anche in caso di vittoria al Delle Alpi visto che il Bari vinse 2-1 con il Milan di Sacchi e il Cagliari di Ranieri si impone con lo stesso punteggio a Bologna.
Con il Pisa retrocede quel giorno anche il Lecce di Zibì Boniek che perde 3-0 con la Sampdoria che può così festeggiare il suo primo e finora unico scudetto. Erano già matematicamente scese in B Bologna e Cesena.
Alla Juventus invece quel successo non servirà per andare in Europa visto che sette giorni dopo i bianconeri escono sconfitti per 2-0 dal Genoa di Osvaldo Bagnoli al Ferraris. Con il Grifone che arriva quarto e va in Europa, mentre il Pisa saluta la serie A perdendo per 1-0 in casa, gol di Muzzi, contro la Roma.