Pisa, una stagione nata male e che rischia di finire peggio

L'analisi di Juventus-Pisa 4-0. Altra serata amara per i nerazzurri. Quarta sconfitta di fila, 15esima su 28 partite di campionato. Anche con Hiljemark la musica non è cambiata. Le cose, per il momento, sono addirittura peggiorate. Le colpe principali sono di chi ha costruito la squadra.

Altra serata amara per i nerazzurri.
La delusione e il segno d’impotenza calcistico sono sentimenti difficili da spiegare. Il 4-0 subito in casa della Juventus è l’ennesimo capitolo di una stagione nata male e che rischia di finire ancora peggio.
Senza fare calcoli o tabelle c’è solo una cosa da fare: salvare la dignità e provare almeno a tornare alla vittoria. Lo ha detto a chiare lettere Arturo Calabresi, uno che non molla mai,  mentre ci apprestavamo a lasciare a capo chino l’astronave dell’Allianz Stadium.
Per un tempo c’è stata partita. Anzi, la prima occasione da gol l’ha costruita il Pisa con Moreo, su cross di Angori, che ha impegnato con un bel colpo di testa Perin ad una difficile parata.
Oscar Hiljemark aveva confermato l’11 che ha perso per 1-0 contro il Bologna, con il modulo 3-5-2,  e contro una Juventus che aveva difficoltà a costruire gioco con una certa continuità era riuscito a tenere botta.
Le occasioni erano di marca bianconera, 10 tiri di cui 5 nello specchio, ma tutto sommato nulla lasciava presagire a quello che sarebbe successo nella ripresa. Anche perché il Pisa 5 tiri, uno solo nello specchio, li aveva effettuati.
E’ bastata la prima distrazione per mettere la parola fine alla partita. Dal gol di Cambiaso in poi il Pisa non è più stato in campo. Segno che la squadra è troppo fragile a livello mentale e i limiti tecnici si dilatano a dismisura.
L’allenatore svedese, un punto in cinque partite, non è riuscito a dare la sterzata con i cambi. Anzi, le cose sono notevolmente peggiorate. Così, oltre alla partita, il Pisa non ha salvato nemmeno la faccia.
Rischiando più volte di capitolare e cedendo il passo alle reti di Thuram, Yildiz e Boga. Quest’ultima a pochi istanti dal fischio di chiusura di Sacchi.
Un secondo tempo tutto sbagliato che ha permesso di esaltare una squadra, la Juventus, che non vinceva da quattro giornate e che aveva subito 21 gol nelle ultime otto gare tra campionato, Coppa Italia e Champions League.
I numeri finali della partita dicono che i tiri del Pisa restano gli stessi del primo tempo e quelli della Juventus diventano 23, di cui 7 nello specchio, con il 63% di possesso palla.
I numeri complessivi del Pisa sono impietosi: una vittoria su 28 partite, 15 sconfitte e 48 gol subiti. Solo 20 reti segnate, appena 4 in casa. Un tecnico che sta facendo peggio del predecessore: per Gilardino media punti a partita di 0,60, bassissima comunque, per Hiljemark di 0,2. Per la prima volta nel torneo il Pisa ha subito 4 sconfitte di fila.
Sapevamo tutti quanto fosse dura la serie A e quanto sia difficile fare punti in campi come l’Allianz o San Siro.
Ma in questo modo no. Dice giusto Calabresi quando invita a guardare tutti in faccia alla realtà. Purtroppo la realtà, e personalmente lo ripeterò fino alla nausea, è anche quella che al gruppo della promozione non sono stati affiancati, sia in estate che nel mercato invernale, giocatori pronti e con grande esperienza in serie A.
Non possono bastare i Cuadrado, gli Albiol, gli Stengs. E soprattutto non sono arrivati giocatori che conoscono la sofferenza calcistica di lottare per la salvezza al piano di sopra.
Andando avanti in questo modo si rischia di uscire con le ossa sempre più rotte. Una cosa che questa piazza non merita. Non basta ricordare sempre da dove venivamo. Bisognava attrezzarsi nel modo giusto per essere competitivi. Non per chi sa quale traguardo ma quanto meno per la lotta salvezza.
Ad una solidità economica della proprietà dovevano essere messe in campo le competenze giuste per dimostrare di essere da serie A. I soldi sono stati spesi. Purtroppo, stando a cosa dice fin qui il campo, non nel modo giusto e funzionale per essere competitivi.

Se serie B sarà occorrerà prepararla con lungimiranza e scelte ponderate.  Cambiando decisamente metodo rispetto a quello adottato nella stagione attuale. Prima però bisogna provare a tentarle tutte e a salvare, in primis, la dignità.

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11 giorni fa

Cercasi nuovo Inzaghi disperatamente.

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