Non è un segreto. Gabriele Piccinini non era nei piani iniziali del Pisa per questa stagione. Lo dichiarò la scorsa estate Filippo Inzaghi: il centrocampista era inserito nella lista dei partenti. Chiudiamo gli occhi un attimo. Maggio 2025. Piccinini è uno dei protagonisti, dei titolari della squadra nerazzurra, leader sia in campo che nei festeggiamenti. Ma quindi, che è successo nel mentre?
Una storia di duro lavoro, dedizione, spensieratezza e corsa. Tanta corsa. “Sin da subito il mister è stato chiaro con me, dicendomi che sarei rimasto, avremmo preso altri centrocampisti, ma mi sari giocato il posto”. Parola mantenuta. Può sembrare strano a chi ha la memoria corta, ma l’arrivo di Piccinini a Pisa risale all’estate del 2021. I primi anni sono costituiti da alti e bassi, con i prestiti a gennaio 2022 e 2023 al Fiorenzuola. Quindi, è con Alberto Aquilani che cambia tutto, con il centrocampista che trova maggiore spazio (22 presenze).
Inzaghi decide quindi di dargli una possibilità. Nella prima gara di campionato contro lo Spezia subentra, e da lì non esce praticamente più. La coppia con Marin funziona. Jevsenak, arrivato in estate, non trova più spazio ed è costretto al prestito a gennaio, e anche Abildgaard, appena arrivato dal Como, non riesce mai a conquistarsi il posto da titolare. Altro che andare via, Piccinini è centrale in questa squadra!
Inzaghi non rinuncia mai a lui: a fine stagione sono trentotto le presenze. Insomma, ha giocato sempre. Anche da esterno destro, come contro il Brescia a settembre. Risultato? Gol. Alla fine della stagione sono tanti, quattro, oltre a sei assist. E’ letteralmente ovunque. E quando non c’è, deve esserci. Quando è subentrato (tredici volte in stagione) si è sentito. Dimostrazione i due assist con cui ha propiziato la rimonta contro la Juve Stabia a febbraio.
Mezzala di inserimento, interdizione, anche visione. Buona percentuale della promozione in Serie A è merito di Piccinini, che infatti si è goduto al meglio i lunghi festeggiamenti, come abbiamo potuto attestare sia al rientro da Bari che al momento della parata con il pullman scoperto. “Per me, che quattro anni fa giocavo in Serie D, questo successo vale di più” ha detto nell’ultima conferenza della stagione contro la Cremonese, altra gara in cui non ha mai smesso di correre: “Dovevo sfogarmi”. Adesso è tempo di fermarsi, di guardarsi indietro per farsi forza e vivere al meglio il futuro, in Serie A.