A volte non c’ĆØ bisogno di aspettare la matematica.
Quando lo scorso 25 aprile, dopo la vittoria per 2-1 a Brescia, Antonio Caracciolo si ĆØ commosso durante le interviste post partita, quando gli veniva ricordato che allo stadio ci sarebbero stati tanti tifosi ad attendere la squadra, abbiamo capito che la serie A era cosa fatta. Nelle lacrime del capitano c’ĆØ tutto quello che ha dato a questa squadra in questi cinque anni e mezzo.
Anni non sempre semplici ma lui ĆØ stato determinante. E per spiegare questa splendida stagione con Inzaghi bisogna partire da lontano. Dal ritiro di Rovetta estivo del 2021 quando dopo una stagione e mezzo a Pisa c’era da rifondare una difesa che nella stagione 2020-2021 aveva subito 59 gol. La terza peggiore del torneo dopo quelle di Virtus Entella e Pescara rispettivamente ultima e penultima in classifica. Un Pisa ambizioso doveva partire da una difesa forte. E da Caracciolo. Uno dei pochi a salvarsi in quel reparto nella stagione precedente.
D’Angelo gli dĆ il comando completo della difesa e attorno a lui cresce Leverbe. Che non ĆØ stato mai cosƬ continuo in carriera. Da terz’ultima a miglior difesa del campionato per tre quarti di stagione. Diciamo che fino alla cinquina rimediata a Benevento l’affidabilitĆ della difesa nerazzurra aveva permesso al Pisa di lottare per la serie A. Poi, alla penultima giornata, ecco l’infortunio al crociato nell’1-1 con il Cosenza.
I playoff, dopo l’operazione, li vive da spettatore dopo che i compagni gli hanno dedicato gol e vittoria per 2-1 a Frosinone. Con le stampelle va anche a Benevento per la semifinale. Il Pisa si arrende al Monza in finale. Non abbiamo la riprova ma con il capitano, forse, la musica sarebbe stata diversa.
Seguono un lungo periodo di riabilitazione e il rientro contro il Parma il 28 febbraio 2023. Il Pisa vince 1-0 e segna TourĆ©. Caracciolo ĆØ il migliore in campo. E a fine partita esulta anche Knaster. Ma arrivano altre delusioni come il mancato accesso ai playoff sia nel 2022-2023 che nel 2023-2024 quando Aquilani aveva preso il posto di D’Angelo. Anche in quella stagione Caracciolo ĆØ spesso alle prese con guai fisici.
La svolta arriva l’estate scorsa con l’arrivo di Filippo Inzaghi. “Ci butteremo nel fuoco per te”, ĆØ il messaggio con cui Caracciolo e Calabresi, come svelato da Inzaghi, hanno dato il benvenuto al nuovo allenatore. E cosƬ ĆØ stato. Il capitano ĆØ tornato ai livelli di tre stagioni fa proprio quando tanti, se non quasi tutti, lo davano per finito. Ha giocato una stagione perfetta segnando anche due gol pesantissimi nelle vittorie con Carrarese e Mantova. Non solo muro invalicabile, ma anche giocatore che sa proporsi e soprattutto che riesce a spostare ancora più in alto la linea difensiva di Inzaghi, che a Bormio gli ha fatto studiare, a lui e alla squadra, la fase di non possesso del Bayer Leverkusen. Con lui ĆØ cresciuto molto anche Canestrelli e il nuovo arrivato Giovanni Bonfanti. Ma c’ĆØ stata grande intesa anche con Calabresi e Rus.
Più dei numeri vale il cuore e la voglia di vincere. Ma i suoi numeri in questo campionato sono davvero importanti. Con 35 partite, 34 da titolare, e 3.028 minuti in campo ĆØ il terzo nerazzurro più presente in questa stagione dopo Semper e Canestrelli. Oltre ai due gol ha garantito una forte presenza in area avversaria. Sfiorando più volte la rete su palla inattiva. E poi tante emozioni. L’ultima ĆØ quello di vederlo alzare la coppa della promozione all’Arena Garibaldi in uno stadio vestito a festa. Adesso per lui c’ĆØ la serie A a otto stagioni di distanza dalle 33 presenze con l’elals Verona nella massima serie. Un ritorno tra i big strameritato.