Pisa, sarà il primo campionato in A con i 3 punti e a 20 squadre

Il torneo 2025-2026 sarà il primo disputato dal Pisa in A da quando ci sono i tre punti a vittoria, ovvero dal 1994-95, e con 20 squadre in lizza. Un'analisi che confronta la serie A di oggi con quella del passato.

Tante prime volte per il Pisa e i suoi tifosi nel prossimo campionato di serie A.

Intanto sarà il primo campionato disputato nella massima serie nell’era dei tre punti dal Pisa. I tre punti a vittoria, in A  e in B, furono introdotti nel 1994-95. Adeguando i nostri campionati più importanti agli standard dei tornei europei più importanti. Premier League in testa. Fatalità vuole che il Pisa proprio in quell’estate viene esclusa dai campionati professionistici e riparte dell’Eccellenza.

La beffa più grande fu quella di leggere la classifica del torneo precedente di B con i 3 punti a partita: il Pisa si sarebbe salvato. Quint’ultimo con 45 punti davanti all’Acireale quart’ultimo con 43. La squadra che l’ha sconfitta ai rigori nello spareggio di Salerno. Ovvio che è un confronto virtuale visto che i tre punti non erano ancora entrati in vigore e la mentalità di affrontare le partite non era ancora cambiata. Una novità positiva. Che ha tolto un po’ di calcoli.

Per la prima volta il Pisa affronta una serie A a 20 squadre. Per cinque volte il Pisa ha giocato nella massima serie con 16 squadre e due con 18. Una differenza enorme. Le sue due salvezze il Pisa le ha conquistate nei tornei a 16 squadre. Quello 1982-83 con 27 punti e quello 987-88 con 24. Nel primo caso la squadra ha fatto registrare il suo miglior piazzamento con l’undicesimo posto con Luis Vinicio.

Per fare un paragone oggi è il Como apprezzato da tutti l’undicesima squadra in serie A. Invece arrivare undicesimi all’epoca significava salvarsi all’ultima giornata con uno 0-0 con la Fiorentina. Vinicio vinse 8 partite a fronte di 11 pareggi e 11 sconfitte. Con i tre punti a partite la media di quel Pisa, 1,16, a partita garantirebbe 44 punti. Ovvero una salvezza più che tranquilla.

Nel 1987-88 il Pisa di Giuseppe Materazzi si salvò all’ultima giornata con il 2-0 al Torino. Retrocedevano solo due squadre per la riforma dei campionati. Quel Pisa vinse sei partite pareggiandone 12 e perdendone 12. Con i tre punti la media sarebbe stata di un punto a partita. Quindi una proiezione di 38 punti. E altra salvezza tranquilla e non all’ultima giornata.

Ovvio che il calcio è cambiato. Va detto infatti che il livello generale probabilmente è più basso ma la differenza tra le big e le squadre che devono salvarsi è aumentata. Oggi se sei la 17esima squadra d’Italia sei salva. Nell’ultimo campionato a 18 squadre disputato dal Pisa, quello 1990-91, eri penultimo. Ci dovremo abituare a  un qualcosa di diverso. Dove squadre che perdono tante partite possono salvarsi all’ultima giornata. Pensiamo alla Salernitana, stagione 2021-2022, che perse ben 21 partite.

Grazie all’arrivo di Nicola gli bastarono appena 7 vittorie totali e 10 pareggi, 31 punti,  per salvarsi. Per fare un’esempio, l’ultimo Pisa che ha fatto la serie A ha vinto 8 partite e ne ha pareggiate 6. Una in più della Salernitana giocando 4 partite in meno e retrocedendo in B con una giornata d’anticipo. Questo significa che quel Pisa, sconfitto ben 20 volte, si sarebbe salvato tre anni fa e avrebbe qualche chance di salvezza anche oggi. Con una media di 0,88 a partita conquisterebbe 33- 34 punti. A una giornata dalla fine della serie A attuale con 31 punti si va allo spareggio.

Ovvio che anche il Pisa avrà un’approccio diverso alla massima serie. Quel calcio non esiste più. Ma è sempre suggestivo vedere come è cambiato e soprattutto quanto era più difficile salvarsi anche con squadre forti. Nel 1990-91 il Pisa aveva in campo un futuro campione d’Europa, Larsen, due nazionali argentini come Simeone e e Chamot, un futuro vincitore di Champions League come Michele Padovano. Oltre al bomber Lamberto piovanelli che si farà male a metà stagione. Ultimo arrivò il Bologna che approdò ai quarti di finale di Coppa Uefa.

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