Una lezione pesante ma che deve servire a qualcosa.
Dopo una serie di partite chiuse senza vittorie ma a testa alta il Pisa esce dal Dall’Ara con un verdetto impietoso a livello di punteggio. Un 4-0 che poteva essere ancora più pesante. La partita non va banalizzata solo al risultato ma offre una visione più ampia dei limiti giĆ palesati ma in parte nascosti in queste prime giornate.
La squadra era partita anche piuttosto bene. Con Vural schierato come mezzala e Marin centrale complice l’infortunio di Aebischer. Ed ĆØ proprio fin quando era in partita che il Pisa ha mostrato il suo limite più evidente. Quello della poca concretezza nel trovare l’attimo fuggente. Restano negli occhi la palla lunga di Akinsanmiro per Nzola, dopo azione imbastita proprio da Vural, e e l’occasione mancata da Tramoni che non sfrutta un retropassaggio errato di Moro e si fa anticipare dal portiere Skorupski.
GiĆ prima del gol di Cambiaghi al 24′ le avvisaglie c’erano state. Soprattutto sulla fascia sinistra dove lo stesso Cambiaghi andava con grande facilitĆ al cross e alla verticalizzazione. Saltando anche con grande facilitĆ gli avversari. Dall’altra parte poi saliva in cattedra Orsolini che avviava l’azione del gol apri partita lasciando sul posto Bonfanti, andato a prendere l’avversario aĀ 60 metri dalla porta, e servendo Dallinga che poi metteva dentro per Cambiaghi che anticipava Canestrelli e metteva in rete dopo che il pallone tocca il palo.
Il secondo limite ĆØ proprio quello di subire gol appena gli altri accelerano un attimo. E’ successo con la Roma, con l’Udinese e anche a Napoli. Ci può stare, ĆØ la serie A. E il Pisa ĆØ una neopromossa. Tutto vero ma a Bologna la situazione ĆØ aggravata da quello che ĆØ successo dopo il gol di Cambiaghi con la squadra che ĆØ uscita completamente dalla partita con la testa e con le gambe. E se non ci sei lƬ puoi metterci anche l’anima ma le cose precipitano.
L’episodio chiave ĆØ l’espulsione di TourĆ© per la trattenuta a Cambiaghi dopo il retropassaggio cortissimo verso Semper. Rosso eĀ punizione dal limite. Emblematico anche il fatto che uno dei migliori, se non il migliore, di questo avvio di stagione commetta l’errore che definitivamente indirizza la gara in maniera definitiva. PerchĆ© da quella punizione arriva il 2-0 di Moro, deviata di testa da Bonfanti, e poco dopo il 3-0 di Orsolini servito dal solito Cambiaghi. E la premiata ditta bolognese per poco non fa poker ma il palo, di Orsolini, e la parata di Semper su Cambiaghi evitano il quarto gol.
Nella ripresa ĆØ pura accademia per il Bologna che va ancora a segno con Odgaard, deviazione di Caracciolo, e non aumenta il passivo solo perchĆ© il nuovo entrato Rowe vuole strafare e si mangia quattro buone opportunitĆ . Nella girandola dei cambi c’ĆØ il tempo per vedere l’esordio in A di Buffon. Tredicesimo debuttante del Pisa.
Il limite dell’esperienza per ora sta facendo la differenza. E anche il fatto che ieri la squadra ha giocato con otto undicesimi della squadra promossa in A e quattro di questi siano subentrati nella ripresa. A questi ragazzi non si può rimproverare nulla, danno l’anima. Probabilmente però servivano al loro fianco giocatori più pronti eĀ in grado di togliergli tutto il peso della responsabilitĆ della salvezza. Anche giocatori giĆ pronti fisicamente per poter reggere l’urto con la serie A.
Il campionato non finisce certo a Bologna. la sosta potrebbe essere importante. Anche per recuperare Aebischer. E soprattutto per imparare la lezione bolognese e trarne tesoro con il Verona. Gara non decisiva ma già importantissima. Gilardino dovrà ricevere risposte importanti ma anche lui dovrà darle. Si vince e si perde tutti insieme, può sembrare scontato ma è così.