Il 3 novembre del 1999 moriva Romeo Anconetani.
La morte del presidentissimo lasciò un grande vuoto tra gli sportivi, e non solo, della nostra cittĆ . Un lutto che venne messo in risalto su tutti i quotidiani locali ma anche nazionali. ā Romeo, lāimperatore dellāArenaā, oppureĀ āAnconetani, ultimo sultano del palloneā.Ā Si perchĆ© Romeo ĆØ stato cosƬ, padre e padrone ma anche un uomo che ha dedicato tutto se stesso al Pisa in quei 16 anni in cui lo ha guidato. Lo diceva spesso e con grandeĀ orgoglio.
Oltre alla personalitĆ dirompente c’era anche grande sostanza e competenza. Fiuto nel saper riconoscere i talenti migliori. Dote sempre più rara nel calcio di oggi. Un talento che nasce negli anni in cui non ĆØ ancora presidente. Quando ĆØ ancora il signor 5%. CosƬ lo chiamavano perchĆ© quella era la percentuale che prendeva quando riusciva a far concludere operazioni di mercato importanti. Una su tutte il passaggio di Claudio Sala dal Napoli al Torino. Lancia la figura del mediatore. Precursore dei procuratori sportivi.
“Un visionario” come lo ha definito Massimiliano Allegri alla vigilia del recente Milan-Pisa. Il livornese debuttò in serie A proprio nel Pisa di Anconetani che lo prese per fare il vice di Mario Been. E Allegri ha ragione. AnconetaniĀ vedeva cose che gli altri hanno visto molti anni dopo. CapƬ anche che il calcio stava cambiando con i diritti televisivi. Quello che ha fatto con il Pisa lo sanno tutti ma ĆØ sempre giusto ricordarlo: una promozione in B, quattro in A, due salvezze e due Mitropa Cup. Dopo la fine della sua era calcistica, con il Pisa finito in Eccellenza, Anconetani resta nella nostra cittĆ fino a quel 3 novembre 1999.
Il tributo più emozionante resta quello dei tifosi nerazzurri alla festa della promozione in C2 del Pisa di Enrico Gerbi e Roberto Posarelli. E’ l’ultima volta che Anconetani appare in pubblico. Quel “Vi voglio bene” pronunciato dal palco rimbomberĆ a lungo nella mente dei tifosi. In quei 16 anni non sono mancati i momenti difficili e anche le contestazioni ma tutto poi finiva in un’ideale abbraccio tra un uomo vero di calcio e i suoi tifosi. Per un semplice legame: l’amore per i colori nerazzurri. Anche se lui era triestino, viveva questa cittĆ come uno che ĆØ nato al Santa Chiara.
Dopo il funerale, il feretro di Romeo Anconetani entrò nell’Arena. Uno stadio gremito come a una partita. La più triste di tutte. Tra applausi e tante lacrime. Pochi giorni dopo la morte di Anconetani il suo Pisa gioca a Como.Ā Romeo non era più presidente da cinque anni, da quando il Pisa ĆØ stato escluso dai campionati professionistici nel 1994, ma i cori e gli striscioni dei tifosi sono tutti per lui. Il Pisa vince 2-0Ā in casa dei lariani e gli dedica la vittoria. Un omaggio migliore non poteva esserci per chi ha scritto pagine di storia indimenticabili.
Sono. Viola ššÆma Aconetani. Grande. Presidenteā½ļø
Il più Grande uomo di calcio italiano
Da Lucchese GrandeRomeo
Indimenticabile
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Grande Presidente
Romeo forever š„š„š„
Grande presidente e grande uomo
Un altro calcio un altro mondo oramai lontano da noi
Numero 1 in assoluto