Senza anima e senza attenuanti il Pisa esce sconfitto per 1-0 in casa della Fiorentina.
Doveva essere la partita dell’orgoglio, è stata la partita della paura. Non voglio dire della svolta ma almeno quella che doveva lanciare un segnale: noi siamo vivi, calcisticamente parlando, ci siamo. E invece, salvo rare eccezioni a livello di singoli, il Pisa è entrato in campo impaurito, timido, senza idee.
Ha lasciato fare tutto alla Fiorentina e se è rimasto in partita fino alla fine lo deve alle parate di Nicolas e al fatto che tra i viola è subentrata anche un minimo di ansia da risultato.
Nessun problema però, perché se dall’altra parte c’è una squadra per la quale la porta è un vero miraggio. De Gea e compagni hanno arretrato il baricentro e agito in contropiede ma il Pisa, tolto qualche cross pericoloso di Cuadrado e Moreo e la colossale occasione calciata alle stelle da Canestrelli all’ultimo secondo di gioco, ha combinato davvero poco.
Proprio Canestrelli ha aperto la strada a Kean, all’alba della partita, nell’occasione decisiva dell’incontro. Rendendo subito in salita la strada del Pisa.
La squadra non avrà messo in pratica quanto provato in allenamento, come ha detto l’allenatore a fine partita, ma la gara è stata preparata male anche dallo stesso Hiljemark.
Il tecnico svedese ha insistito con Stojilkovic in attacco e ha proposto un Iling Junior che è apparso un po’ spaesato. Loyola regista arretrato, oltretutto a fine partita è emerso che aveva un problema alla caviglia, e piano iniziale esclusivamente difensivo.
Diventa poi difficile cambiare il corso delle cose quando vai sotto subito. Su una cosa Hiljemark ha ragione: il Pisa nel primo tempo non è sceso in campo e nel secondo ha fatto qualcosa in più. Ma non può bastare. Anche perché fare peggio era impossibile.
E’ stata, diciamola a chiare lettere, una reazione troppo timida e senza grossi sprazzi di lucidità. L’impegno non si mette in discussione ma è mancata, oltre ai limiti tecnici e strutturali, la personalità. Qualcosa che non compri al supermercato ma costruisci dall’estate.
Quando un po’ tutti facevano nottare che la splendida squadra della promozione aveva in rosa giocatori con poca esperienza in serie A. Cosa che ha fatto notare anche Alberto Gilardino che gennaio chiedeva rinforzi abituati a lottare per la salvezza e con una conoscenza approfondita del massimo campionato.
L’unico che aveva già fatto la serie A è Iling Junior. Arrivato due giorni dopo l’allontanamento dell’allenatore. Esonerato, altro errore della dirigenza, a pochi giorni dallo scontro diretto di Verona. Quando la quota salvezza era a soli 4 punti. O lo mandi via prima o aspetti almeno l’esito di quella partita.
Anche perché lo stesso Hiljemark ha avuto tre giorni per preparare la gara del Bentegodi.
Giovanni Corrado ha parlato di dettagli e di credere ancora nella salvezza visto che ci sono sempre 36 punti in palio. Purtroppo i dettagli, a cui si riferisce, non sono casuali. Un gol sbagliato, una distrazione sul gol preso, una ripartenza fatta male. L’andazzo generale è così fin dall’inizio.
Nei suoi 8 campionati di serie A il Pisa è sempre stato nella parte meno nobile della classifica ma mai aveva vinto una sola partita dopo 26 giornate.
I conti si faranno anche alla fine ma magari sarebbe stato bello sentire dall’amministratore delegato le stesse parole di Marius Marin. Uno dei pochi a salvarsi ieri sera e che si è preso le sue responsabilità. E ha chiesto scusa ai tifosi.
E che, forse, dopo otto anni in cui ha dato tanto per il Pisa vedremo andare via per il contratto in scadenza a fine stagione. Marin ha detto che qualcosa deve cambiare nell’atteggiamento della squadra. Lo sperano tutti, anche perché se la retrocessione arriverà dovrà arrivare onorando le partite e soprattutto rispettando i tifosi che pagano il biglietto.
Ma non è per tutti così. Ci sono alcuni fra i protagonisti che ritiene che si sia giocata una partita all’ altezza per la situazione in classifica in cui ci si trova. Evidentemente quel qualcuno deve provare a giustificare in qualche modo scelte di mercato molto discutibili e un cambio tecnico che poteva anche starci come ultima spiaggia ma non certo per affidarsi a un ragazzo giovane, inesperto e che conosce poco la lingua con difficoltà chiare a rispondere ai giornalisti in un calcio come quello di oggi dove la comunicazione si dice essere importante. La mossa più rischiosa che… Leggi il resto »
La dirigenza dovrebbe mettere da parte l’orgoglio e richiamare Gilardino
Giovanni compraci i dettagli la prossima volta, non te li scordare.
Senza dettagli